"Non per polemica, ma per spirito di provocazione"

di Paolo Patretti

L'intervento

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Carlo Eugeni, certamente soggetto benemerito, ci fa un elenco di attività che sarebbero state svolte all'enoteca della fortezza. Forse, inizialmente. Infatti negli ultimi anni non sembra di aver riscontrato una serie di iniziative coinvolgenti. Certamente c’è stato un ristorante, diverso dagli altri, che magari per ritagliarsi uno spazio faceva altro, ma non sembra sia accaduto molto altro. Se l’amministrazione comunale intende far rendere il locale per le sue casse non credo sia una aberrazione, ma sia un atto dovuto nell’interesse della comunità, d’altra parte non sembra che in questi anni l’enoteca sia stata un punto di riferimento, un faro della promozione turistica, che abbia espresso una magica attrattività. E comunque, se slow food è una buona idea come lo è stata e lo è, perché a contribuito certamente ad una crescita della cultura enogastronomica che si è affermata anche per altre vie, non ci sembra da considerare una esclusiva depositaria di saperi tali che fanno decadere la valutazione di altri parametri. In altre parole, se Slow food non ha tradotto in termini capitalistici un percorso innovativo, come ha fatto Eataly con cui, per un po’ di tempo ha , diciamo così, fatto strada insieme, non credo la si possa classificare come associazione di beneficienza, tanche perchè a tavola si pagava, magari meno, ma si pagava.

 

Indietro martedì 14 novembre 2017 @ 11:11 © Riproduzione riservata

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