Albergatori: "Ripresa congiunturale, nodi strutturali"

I numeri della categoria: 200 alberghi, 3mila dipendenti, 30 villaggi turistici, 300 milioni di fatturato. Il discorso del presidente De Ferrari affronta tutti i problemi del turismo. Dall'aeroporto all'urbanistica all'accoglienza. "Un territorio con 19 vincoli". "Bene la promozione"

l'assemblea dell'associazione

Il tavolo dei relatori all'assemblea Albergatori

Si è riunita a Portoferraio l'assemblea annuale degli albergatori. Questa è la relazione del presidente, Massimo De Ferrari.

La stagione 2015 è stata per l’industria turistica, sia livello nazionale che per la nostra Isola, positiva. I primi dati consuntivi sulla stagione estiva segnalano a livello nazionale una significativa ripresa dei flussi turistici (+2,8% italiani e 3,6% stranieri), invertendo la tendenza degli ultimi anni dovuta, soprattutto al crollo della capacità di spesa di molta parte delle famiglie italiane. Anche le indicazioni fornite dai nostri affiliati non si discostano dalla tendenza nazionale. Ad oggi assistiamo, di fatto, ad un consolidamento del trend positivo iniziato nel 2013: sostanzialmente stiamo assistendo ad un incremento di arrivi e presenze (stimato tra il 5 ed il 6%) che ci fa ben sperare per un recupero, in tempi brevi, dei livelli di presenze raggiunti nel 2006.La componente estera negli ultimi dieci anni ha svolto un ruolo importante per il nostro settore. Questa ha permesso infatti di ammortizzare il corposo decremento della domanda italiana, mantenendo un costante seppur lieve incremento, tanto che oggi si avvicina in alcuni mesi, specie di bassa stagione, ai valori di quella interna. Di qui l’importanza della promozione dell’Elba sui mercati europei e la realizzazione di un aeroporto locale all’altezza delle necessità dell’economia dell’isola L’incremento di presenze ha portato anche ad un recupero del tasso di occupazione delle camere, che rappresenta un significativo indice di produttività del settore. L’incrementodi presenze non ha interessato solo il settore alberghiero: anche il comparto relativo all’extralberghiero -ed in primis quello dei villaggi turistici e campeggi-, ha visto crescere i flussi con un ritmo anche superiore rispetto a quello alberghiero, tanto che (come si evince dal grafico) i due comparti sviluppano un numero pressoché uguale di presenze. Anche sotto il profilo flussi passeggeri ed auto dal porto di Piombino verso l’Elba, la statistica dell’Autorità portuale conferma la tendenza: un +2,3% di passeggeri ed un 3,52% di auto. Gli incrementi hanno interessato tutti i mesi da maggio a settembre (ultimo disponibile) con oltre il 7% per il mese di luglio (effetto questo del drastico decremento subito nella stagione 2014). Il nostro sondaggio trova confronto con i dati forniti dal Gruppo Conad (+4%), il noleggio biancheria Ilva (+6%), il flusso dei movimenti attivi dei conti aziende presso Banca Elba e Banco Popolare (+10%) circa. Debbo però osservare che se l’andamento delle presenze è un indice importante per valutare lo stato di salute dell’industria turistica, certamente più rilevante è l’analisi dei bilanci aziendali. Ed anche sotto questo profilo le prospettive sono incoraggianti: risultano infatti leggermente cresciuti tra il 2014 ed il 2015 i ricavi alberghieri con, tra l’altro, una diminuzione dei costi di produzione per lo più dovuti ad una contrazione di quelli riferiti al personale ed agli oneri bancari. Di contro abbiamo assistito nei primi 8 mesi del 2015 ad un incremento per le spese per la manutenzione delle strutture e dei costi delle utenze (energia, acqua, ecc). Anche le Aziende di Credito confermano questa, seppur contenuta, ripresa, sia a livello di cash flow che di indebitamento, diminuito rispetto al 2014 del 4,9%. I grafici che riportiamo di seguito ci servono a focalizzare meglio quanto detto: riferendoci alla stagione passata è invece significativo rilevare come si sia assistito ad un abbattimento dei costi gestionali (eccezione il costo del personale) grazie alla diminuzione degli oneri finanziari e tributari ed alle utenze. Comunque non dobbiamo illuderci e non dobbiamo, né possiamo, adagiarci sugli allori: sia il comparto turistico elbano, così come quello nazionale, devono recuperare le posizioni perse in questi ultimi 10 anni e consolidarsi nel tempo. I risultati della stagione sono di carattere congiunturale, i nostri nodi sono e rimangono strutturali! Abbiamo bisogno di investimenti finalizzati alle ristrutturazioni delle aziende e alle infrastrutture di competenza pubblica, nonché campagne promozionali incisive e penetranti sui mercati specie, come già detto, in quello estero. La stagione 2015 ha potuto fruire di tutta una serie di concause positive: - Le condizioni meteo favorevolissime - L’uscita dal mercato dei Paesi del nord Africa - Una seppur minima ripresa dell’economia italiana, se non altro a livello di indice di fiducia - La corposa campagna promozionale condotta dalla nostra associazione sui mercati esteri - La rivalutazione del franco svizzero, dollaro, sterlina, tutti mercati primari per l’Elba. Dobbiamo essere consci che queste condizioni potrebbero non ripresentarsi nel prossimo futuro, magari già dal 2016. È infatti opinione comune che l’impulso più importante della ripresa del settore sia stato l’uscita dal mercato dei Paesi dell’Africa mediterranea ed in una certa misura della Grecia. È probabile che tutto ciò duri per qualche stagione. Dovremo pertanto sfruttare questa opportunità per consolidare la nostra offerta turistica. Abbiamo riportato la fiducia all’Elba, ma ora occorre passare alla fase 2! Dovremo cioè eliminare il gap, più volte denunciato, tra l’Elba e le altre destinazioni concorrenti e tra l’aspettativa dei nostri clienti e la realtà. Attraverso una serie di analisi e di proposte, con il contributo di Enti, Associazioni, Politica, Regione e soprattutto dei nostri soci e gli elbani tutti, vogliamo arrivare a condividere un PIANO ORGANICO per il TURISMO, che valorizzi il nostro ambiente, i nostri siti culturali e storici, le nostre aziende. Veniamo da troppi anni di immobilismo amministrativo se non recessivo (vedi PIT) e dobbiamo dare un’accelerazione sulla competitività. Iniziamo da alcuni aspetti strutturali. IL SISTEMA TRASPORTI È al primo punto perché è indispensabile per colmare il gap con le altre destinazioni nostre concorrenti. Le presenze che mancano all’economia turistica elbana risiedono per lo più nel Nord Europa, nell’Est Europeo ed anche in alcuni Paesi extraeuropei interessati ai circuiti delle città d’arte. Dobbiamo portare questi potenziali clienti nella nostra isola gioiello utilizzando l’aeroporto di Campo o, in alternativa, via Pisa/Firenze/Roma con un rapido collegamento stradale o ferroviario. Ovviamente con un costo traghetto più che concorrenziale. Entriamo nel dettaglio: AEROPORTO L’Associazione si è spesa da tempo sull’argomento perché è l’elemento più importante per assicurare collegamenti rapidi con i paesi europei. Diamo atto alla Regione Toscana di avere mantenuto fino ad ora gli impegni presi in merito al contributo annuale per il ripianamento delle perdite gestionali e al reperimento dei fondi comunitari e regionali per l’allungamento della pista. (Ciò consentirà solamente di evitare l’abbandono, per ragioni di sicurezza, delle attuali compagnie che operano sull’isola e consentire l’atterraggio dell’ATR seppur penalizzato). Ma qui devo lanciare un forte appello perché i ritardi accumulati sono pazzeschi! Se non si iniziano i lavori della pista entro il 2015 si perderanno i fondi comunitari e la struttura aeroportuale sarà inevitabilmente e definitivamente chiusa. Non accetto che il progetto di riqualificazione dell’aeroporto, struttura di proprietà regionale, abbia trovato ostacoli e resistenze negli stessi uffici della Regione, nonché nello stesso Comune. A parole, nel recente passato, tutti si sono espressi favorevolmente sull’importanza dell’aeroporto, ma non nei fatti! Se malauguratamente si perdesse questa opportunità la nostra Associazione dovrà rivolgersi, nostro malgrado, alla magistratura per far emergere le responsabilità di un danno all’industria ricettiva e commerciale elbana che causerà la probabile ed inevitabile recessione del turismo all’Isola d’Elba. Spero che ciò non accada e che, come sempre, all’ultimo momento si superino le attuali difficoltà e si inizino i lavori. Ma non basta! Oggi tutti gli Enti, Comuni e Regione devono ribadire all’unanimità che occorre approvare il secondo lotto di lavori: quello che garantisce la messa in sicurezza idrogeologica, modificando la viabilità e consentendo così l’arrivo degli ATR900. Solo così potremo presentarci competitivi e concorrenziali sui mercati turistici del nord Europa. Offrendo un trasporto di qualità ad un prezzo equo si raggiungerebbe anche l’equilibrio economico dell’aeroporto. È necessario che questa importante infrastruttura venga inserita nel sistema degli aeroporti Toscani proprio ora unificati e passati sotto il controllo di un fondo investimento. Se la burocrazia non supera i ritardi e non si pone fine ai piccoli interessi privati che non consentono di definire in modo definitivo la progettazione, perderemo anche questo treno. Una nota positiva comunque esiste: è finalmente partita a novembre 2014 la linea in contiguità territoriale che collega Elba a Pisa, Firenze, Milano. Ancora una volta l’Associazione Albergatori, unitamente alla Fondazione Isola d’Elba, è dovuta intervenire con alcuni privati nel capitale della società Silver Air (acquistato il 49%) rilasciando anche fidejussioni indispensabili per ottenere finanziamenti per l’attivazione della linea. Linea che, oltre a soddisfare le esigenze del turismo, sta dimostrando di essere molto, molto utile, agli stessi elbani. Diciamo subito che è nostra intenzione -dopo esserci attivati per evitare la perdita del contributo ministeriale e regionale e quindi garantito per tre anni la linea- lavorare fin da ora per passare ad un aereo più grande e per nuovi collegamenti su Lugano, Roma, Ginevra, Milano. A giorni, per consolidare e sviluppare ancor più questo mercato, faremo un grande evento a Lugano alla Fiera “I Viaggiatori”, con il contributo della 10 Gestione Associata, presentando l’Elba a 40.000 potenziali clienti attraverso le immagini delle spiagge dipinte dall’artista Alex Rinesch. Anche qui non consentiremo che per diversità di interessi non si lavori per lo sviluppo della linea aerea. SISTEMA PORTUALE Ci ripetiamo: occorre difendere la libera concorrenza sui porti. Non dimentichiamo che grazie all’ingresso di Blu Navy, ma anche di Corsica Ferry, sono diminuiti i prezzi dei biglietti, sono cresciute le frequenze delle corse, si è elevata la qualità dei traghetti (oggi quasi tutti ristrutturati) e sono automaticamente risaliti i flussi di turisti verso l’isola. E’ quindi necessario che sia la Regione che la Port Autorithy non disattendano la prescrizione del Garante della Concorrenza. Si garantisca a Moby & Toremar non più del 60% delle corse e si autorizzi la seconda nave a Blu Navy. Questa compagnia si è impegnata a garantire corse per tutto l’anno, con indubbi benefici per noi elbani oltre che per i turisti. Ci risulta che la domanda presentata da Blu Navy sia stata bloccata per cavillosi problemi di sicurezza sul porto. Con la prossima elezione del nuovo Presidente della Port Autorithy e dei nuovi Responsabili della Marina e della Capitaneria, deve essere assicurato quel ruolo di “garanzia” e di protezione della concorrenza sui porti che ultimamente, dopo lo slancio iniziale (solo a seguito dell’intervento della Magistratura), si era, leggermente, appannato. Siamo speranzosi che la riforma dei Porti, in parte anticipata con l’accordo Piombino/Livorno, potrà superare ogni anche minimo interesse a favore di una economia più generale quale quella che fa capo al comparto industriale e turistico della provincia. Lancio l’ennesimo appello a non dissipare risorse economiche per il mantenimento delle barriere verso l’Elba. Queste sono assolutamente non necessarie, non previste dalla legge oltre ad essere causa di code mostruose come nei giorni di bollino rosso! Ogni risorsa economica deve invece essere indirizzata alla promozione ed alla installazione di cartelli informativi con i prezzi delle corse, prima dell’entrata nel porto. SISTEMA STRADALE E FERROVIARIO La bretella 398 Aurelia al porto è stata promessa più volte e, nonostante sia una infrastruttura indispensabile per avvicinarci all’aeroporto di Pisa e superare l’attraversamento di Piombino, è stata cancellata da Regione e Governo. Dobbiamo prendere atto che un numero sempre crescente di turisti si avvale del treno per arrivare all’Elba, anche se noi abbiamo solo Frecce Bianche ben diverse dalle Rosse! e i mezzi da Campiglia a Piombino non sono presentabili, né accettabili! La soluzione immediata è il servizio multitaxi ad un costo ragionevole o un servizio bus in coincidenza, alternativo al treno certamente più oneroso. Questo collegamento è solo una questione di buona volontà che appagherebbe i bisogni degli elbani e quelli dei piombinesi. Analogo discorso vale per il completamento del tratto autostradale, più volte promesso, Civitavecchia-Rosignano. Questo è indispensabile per avvicinarci al grande bacino turistico di Roma ed all’aeroporto di Fiumicino (ciò consentirebbe il lancio di “pacchetti turistici” Città Eterna/ Isola d’Elba, considerata l’ampiezza del mercato ed il suo valore economico). Il Lazio, da tempo, ha già iniziato i lavori nel suo territorio. Evidente il problema è solo toscano. Il nostro governatore è ostaggio di sindaci e associazioni locali che bloccano lo sviluppo di un intero territorio. Aldilà del tracciato o del fatto che il transito sia gratis o a pagamento, si deve prendere atto che il tempo di non decidere è scaduto! La Regione si assuma le responsabilità per le quali è stata costituita e ponga fine alla questione. PIT (Piano di Indirizzo Territoriale) ED URBANISTICA Esattamente un anno fa, in occasione della nostra assemblea, lanciammo l’allarme sulla proposta di Piano del Territorio, estremamente disconnesso dalla nostra realtà, scritto da teorici che hanno ritenuto di inserire l’Elba nel sistema delle Colline Metallifere. Si è ignorato che l’Isola fa parte di un Arcipelago, che è fortemente e totalmente legata al mare ed all’ambiente (tanto è vero che è parte integrante dell’unico Parco Nazionale della Regione). Nonostante gli appelli, il Governo Regionale uscente ha voluto approvare il PIT, una prova di forza. Assicurati che in sede di osservazioni le nostre analisi sarebbero state valutate ed accolte, in sede di pubblicazione definitiva la norma è stata nuovamente stravolta. La nuova norma sostanzialmente blocca gli adeguamenti strutturali delle imprese ricettive alle necessità del mercato e dell’azienda. Se rimarrà così come è stata scritta, prevediamo una lenta morte del turismo all’Elba. Spiego meglio: che il turismo sia la pressoché unica industria all’Elba è ormai opinione comune: 200 alberghi, 30 villaggi turistici, 3.000.000 di presenze ufficiali, 300milioni di fatturato, 3000 dipendenti. Con il sommerso le presenze e il fatturato si duplicano. Per recuperare la perdita delle 300.000 presenze dal 2006 al 2015 occorre elevare la qualità della nostra offerta. Dobbiamo mettere a disposizione del cliente strutture all’altezza dei tempi che possano rendersi concorrenziali con quegli elementi distintivi (sale comuni, camere nuove, centri benessere, congressuali, ristoranti, attrezzature sportive...) già assicurati dai nostri colleghi italiani ed esteri. Occorre, per l’intero comparto, lo stesso adeguamento legato all’evoluzione tecnologica che si rende necessaria per le altre attività produttive imprenditoriali quali il manifatturiero. Ci siamo sempre battuti contro nuovi insediamenti, se non indispensabili e concertati, ma impedire gli adeguamenti funzionali e gestionali delle aziende esistenti è una mostruosità. Richiamo qui l’indagine da noi effettuata nel 2011 ed in questa sede presentata, in cui si sostanziava in circa 500 camere (pari a circa 10.000 mq), su un totale di circa 6.000, le necessità per rendere concorrenziali le aziende elbane. Una esigenza minima che dimostra la grande attenzione della nostra categoria all’ambiente. Siamo contrari a qualsiasi tipo di speculazione, tanto è vero che le nostre imprese sono per lo più di piccole dimensioni, di proprietà di famiglie elbane che ne curano la gestione: non esistono grandi investitori o speculatori. Appare evidente che ogni azienda ha la sua problematica: ogni impresa ha necessità di un suo sviluppo. C’è chi ha necessità di realizzare un centro benessere, chi un ristorante, chi una sala congressi, chi ancora qualche camera per raggiunge l’equilibrio gestionale, chi contrariamente non deve o può fare nulla perché l’edificio non consente ampliamenti di sorta. Questo era lo spirito della norma presentata e condivisa con il Governo regionale: no a nuove strutture, ma apposita retinatura, con possibilità di prevedere ristrutturazioni ed investimenti, in una sorta di programmazione concertata. È invece riapparsa di nuovo la fascia dei 300 metri dalla costa (su cui insistono pressoché tutti gli immobili turistici) in cui è consentito soltanto un incremento di superficie del 5% o 10% in rapporto al terreno su cui insiste l’immobile. Questo significa che un albergo medio di 50 camere di circa 1500 mq su tre piani può ampliare max 25 o 50 mq per realizzare servizi quali un ristorante da 10 coperti, una spa di due bagni! (da notare che le camere non sono ammesse!). Non ci è rimasto che seguire le costose vie legali: abbiamo fatto ricorso al TAR. Sappiamo che sono giunti oltre 70 ricorsi, tutti tesi a richiedere la sospensione del provvedimento. Doveva essere presente l’assessore all’urbanistica e trasporti, che ha ereditato questa “patata bollente” al quale volevamo esporre la gravità, le gravissime ripercussioni di questa legge sull’appartato produttivo turistico. Questa è questione di sopravvivenza per le nostre aziende e per il turismo all’Elba, ed è per questo che ci rivolgiamo ai nostri sindaci, alle forze politiche perché si battano, assieme a noi, per abolire questo mostro. Siamo convinti che il PIT vada proprio abolito perché non è necessario. Il territorio è già sottoposto ai lacci e laccioli della ferrea disciplina di ben 19 vincoli urbanistici, nonché dalle norme di salvaguardia del Parco Nazionale. Non si sente proprio la necessità di ulteriori imposizioni che limiterebbero ancor più di adesso i Comuni, gli unici che conoscono il territorio e che sono stati, di fatto, estromessi nelle loro competenze. Ad ogni buon conto poiché siamo sempre stati per le giuste regole ci impegniamo a presentare alla Regione, ma anche ai Comuni e Parco, cioè gli enti demandati al governano il territorio, il Piano delle necessità aziendali aggiornato al 2015, in forma organica ed indiscutibile. La Regione ha scaricato sul Ministero dei Beni culturali, cioè alla Sovrintendenza, la responsabilità di questa assurda modifica. Bene, se così è, la Regione potrà difendere le proprie attività produttive e le proprie aziende (dimostrando che nessun danno ambientale può essere prodotto), invitando in primis il ministro a conoscere l’Elba. L’occasione sarà propizia per prendere visione anche dello stato dei Musei napoleonici! Questi, invece che costituire un elemento di fortissimo richiamo turistico, troppo spesso sono oggetto di attenzione da parte di “Trip Advisor”, non solo per lo stato generale di abbandono (vedi i giardini), ma anche per le chiusure nei periodi di festa e per gli orari di apertura. I Beni culturali devono affidare la gestione dei musei ad una Fondazione o altro ente sul territorio. È stato risolto il problema degli Uffizi creando un Ente apposito per la gestione, perché non si risolve il problema per i nostri musei che sono, per visitatori, i terzi in Toscana? LA PROMOZIONE E LEGGE REGIONALE SUL TURISMO L’OMT (l’organizzazione mondiale per il turismo) ha previsto una crescita del turismo mondiale fino al 2030. Se dobbiamo, come dobbiamo assolutamente, intercettare questa crescita per compensare le perdite sul mercato nazionale, il Turismo deve essere portato al centro delle politiche regionali ed ovviamente elbane. Si devono evitare azioni spontanee, disarticolate, da parte di enti sia pubblici che privati, proprio per ottimizzare le risorse disponibili e rendere più incisive le azioni di ciascun attore. La Gestione Associata ha cominciato a svolgere questo ruolo gestendo i fondi della tassa di sbarco. L’avvio è stato piuttosto lento avendo dovuto produrre uno studio di marketing e dotarsi di strutture ed organico e di un ufficio stampa. Ha gestito comunque il bicentenario di Napoleone con un ottimo risultato mediatico e curato essenzialmente l’interfaccia Web. I singoli Comuni, grazie ai contributi della Gestione Associata, hanno prodotto eventi di intrattenimento, per l’accoglienza in genere, con risultati superiori alle aspettative, anche se qualche manifestazione dovrà essere rivista e, nel suo complesso, riorganizzata. È stata individuata una immagine univoca dell’Elba (e mi sembra premiante) quale isola di moda e della moda, con l’Elba Style che, elegantemente, ha proposto l’Isola legandosi all’ambiente, allo sport, alla tradizione del benessere e quale isola delle famiglie, adatta per le vacanze dei bambini. Ora credo che occorra un cambio di marcia. È però mancato un forte collegamento con l’Elba e le Associazioni, anche con la nostra organizzazione che da sola ha sostenuto, per anni, la promozione dell’isola. Lo scorso anno abbiamo destinato 100.000 euro per la promozione realizzando eventi presso le Ambasciate Vienna e di Praga. Evento che sarà ripetuto a novembre a Varsavia. Manifestazioni importanti che hanno fatto conoscere in modo approfondito il nostro territorio: infatti oltre alle nostre aziende hanno partecipato anche le eccellenze dell’Elba, perché oggi è importante vendere il territorio, soprattutto se l’obiettivo è quello di aprire i mercati dell’Est. Le Associazioni, come la nostra, sono in grado di realizzare i programmi concordati dalla gestione Associata con immediatezza e concretezza contrariamente all’ente pubblico sovrastato dalla burocrazia, un fardello che spesso annulla le buone idee. Per il 2016 proponiamo di promozionare l’Elba attraverso azioni rivolte ai segmenti di mercato quali ad esempio il cicloturismo, che sta dando ottimi risultati, e lo sport, le attività culturali legate alla figura napoleonica ed all’Elba dell’arte e della moda. I mercati di riferimento devono essere oltre a quelli dell’Est, quelli ove vi è collegamento aereo diretto o di facile arrivo (Svizzera, Inghilterra, Germania...). Il tema dei pacchetti tutto incluso con il trasporto traghetto o aereo, che prevedano oltre l’Elba le città d’arte o le proposte tematiche enogastronomiche della Toscana, sono il mezzo con cui comunicare. Una comunicazione che deve passare attraverso le varie sfaccettature della promozione, sia questa svolta attraverso workshop o via web o l’invito di giornalisti e Tour Operators. Un tema importante, particolarmente sentito dal turista, sviluppatosi in questi tempi, è la sicurezza. Questo, talvolta, diviene un vero e proprio discriminante nella scelta del luogo di vacanza. Su questo aspetto devo ringraziare, di cuore, le Forze dell’ordine per il lavoro svolto. Dai dati forniti risulta infatti una diminuzione dei reati fino al 50%, un tasso di individuazione dei colpevoli del 70% contro il 17% nazionale, una assenza di rapine e un basso livello di furti. Tutto ciò è un messaggio molto gradito al pubblico estero che, come detto, spesso scarta molte destinazione per paura di scippi e rapine. Se è importante la prevenzione, è vitale collocare il sistema di telecamere (come già operativo a Marciana Marina e Porto Azzurro) anche a Portoferraio, dove è concentrato tutto il movimento in arrivo e di partenza. Crediamo che per questo tipo di investimenti i fondi si possano e si debbano trovare. Un altro argomento che preme alla nostra Associazione è la nuova Legge regionale sul Turismo. La Regione, a fine mandato, ha ritirato all’ultimo la proposta di Legge e ne siamo felici perché non si rapportava e non andava incontro alle vere e nuove esigenze dell’industria turistica e del turista. Non voglio entrare nello specifico degli articoli della legge, ma mi preme sottolineare ai nostri rappresentanti regionali che è necessario (come già fanno altre Regioni) autorizzare gli alberghi e le aziende ricettive a fornire al cliente contestualmente al soggiorno, il biglietto aereo o del traghetto (ai prezzi di costo, il più delle volte abbattuti a seguito di convenzioni), come quello per i musei o per l’attività sportiva. Il secondo punto è la statistica. Dobbiamo riuscire ad avere in tempo reale l’andamento delle presenze. La soluzione è facile. Gli alberghi comunicano giornalmente i dati degli arrivi alla PS via internet. È sufficiente, se la Provincia ne è impossibilitata, comunicarli ad un altro Ente (quale la Gestione Associata) affinché possa monitorare in tempo reale la domanda italiana ed estera, valutare l’andamento di una campagna promozionale ed intervenire, immediatamente, per correggere una situazione di criticità. Oggi dobbiamo ricorrere ai sondaggi presso i nostri soci, ai dati statistici, sempre in ritardo, della Port Autorithy, a richiedere i consumi di biancheria, dell’energia, dei consumi commerciali ... quando potremmo avere tutto in tempo reale. Il terzo è quello dell’abusivismo! Come noto questo fenomeno è superiore al movimento turistico ufficiale. Per garantire sia il cliente che l’immagine turistica elbana, si deve riportare dentro il sistema ciò che oggi è fuori. Anche di questo aspetto non si ha traccia nella nuova legge. Eppure basterebbe rendere obbligatoria la comunicazione alla autorità di PS degli arrivi degli ospiti nonché la comunicazione dei contratti di affitto (oggi la registrazione è obbligatoria solo per soggiorni superiori ai 30 giorni). PARCO NAZIONALE – AMBIENTE -RIFIUTI Grazie alla disponibilità ed apertura del Presidente del Parco, abbiamo instaurato un rapporto più che propositivo con l’Ente. Un esempio tangibile è rappresentato dall’immersioni a Pianosa. Un successo che oltre a garantire l’integrità dell’ambiente naturale consente di attrarre turisti appassionati di subacquea. Lo sviluppo del progetto ECO-alberghi che vede come promotori oltre alla nostra Associazione, il Parco Nazionale e Legambiente, rappresenta anch’esso un successo di grande rilevanza perché vede coinvolte 25 strutture ricettive impegnate nel rispetto ambientale, che ha anche una valenza, un impatto sui mercati, specialmente su quello estero. Quest’anno ampia rilevanza mediatica si è ottenuta anche grazie al “giardino diffuso”. Un progetto che ha visto i 25 hotel impegnati a salvaguardare le piante autoctone ed in via di estinzione dell’Elba: sono state piantate spezie, alberi da frutta nei giardini delle strutture e si è dato l’avvio agli orti di Pianosa, con produzione di verdura di alta qualità grazie all’impiego di mano d’opera carceraria. Questa iniziativa non può certo far “risorgere” Pianosa, un museo a cielo aperto ma in decadenza per lo stato di totale abbandono immobiliare. Non esiste un progetto per questa isola e in tutti questi anni, da quando è stato chiuso il carcere, non si è stati capaci di prendere una decisione. Su Pianosa dobbiamo comunque migliorare l’organizzazione delle escursioni elevando il numero dei visitatori pur nel rispetto ambientale. Devono essere aggiunto per il turismo ambientale dell’Elba! Ma oggi si pone in tutta la sua gravità un altro problema: quello dei cinghiali e dei mufloni. La popolazione di questi ungulati deve essere ridotta perché oramai rappresentano un danno ed un pericolo anche all’ambiente, oltre a distruggere con danni economici rilevanti giardini e campi da golf. Permettetemi soltanto di ricordare che non è stato ancora risolto il problema della depurazione. Questi impianti, importantissimi per garantire la salute del nostro mare, sono tutt’oggi assenti in troppe località elbane. Anche per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti ci sono molte carenze, nonostante l’esosità delle tariffe. Nessuna agevolazione è prevista per le imprese che effettuano la raccolta differenziata e per lo più anche per le aziende stagionali. È completamente disatteso il principio espresso dalla Comunità Europea secondo il quale “chi più inquina più paga”. Questa estate, per il grave stato di abbandono delle nostre strade, siamo dovuti intervenire per rimuovere gli accumuli di spazzatura lungo le provinciali, accollandoci la spesa, grazie anche al contributo da parte di Port Autorithy, Esa, Confcommercio, Faita, Conad ed altri privati. Questo non ci competeva, ma non potevamo accettare lo stato indecoroso di come sono tenute le nostre strade. Le Amministrazioni Comunali nonché il Parco devono richiamare i responsabili (la Provincia in primis...) di questo degrado. Azione analoga va indirizzata ad Asa affinché investa nella depurazione ed a ESA perché sanzioni chi non fa la raccolta dei rifiuti come dovuto. Mi rivolgo al Presidente e Direttore del Parco perché si continui a lavorare assieme, perché con alla Gestione Associata si arrivi anche a progettare programmi nel nome dell’ambiente, da divulgare e presentare a giornalisti e studiosi in opportuni incontri e meeting organizzati all’Elba. Il ruolo del Parco è anche e soprattutto questo. Facciamo sì che questo importantissimo Ente non sia solo un organismo burocratico che emana divieti e i veti, ma una fonte di stimolo e di opportunità per l’Elba. ACCOGLIENZA Spesso gli enti locali sono da ostacolo all’imprenditoria: ricordiamoci che alcune amministrazioni hanno strumenti urbanistici scaduti ed obsoleti, altre hanno gli uffici comunali paralizzati, impossibilitati a portare avanti progetti di ristrutturazione ed innovazione. Troppo spesso non si riesce neanche a governare l’arredo urbano, oggi in grave abbandono. Un esempio sono le rotonde del Porto di Portoferraio, ove transitano tutti i turisti in arrivo, per non parlare dei maleodoranti depuratori, delle spiagge e strade maltenute, dei musei in stato di abbandono con all’ingresso baracche da terzo mondo, del sistema trasporti interno completamente inadeguato (spesso si vedono bus degli anni anta fermi ai bordi delle strade...), della rete idrica, la peggio gestita della Toscana. Potrei proseguire perché sono tantissime le lamentele da parte degli ospiti. L’Elba e l’ambiente sono un bene troppo prezioso per non averne cura. Per questo cercheremo di offrire delle soluzioni tangibili, per superare gli atavici problemi. L’Associazione Albergatori ha già pronto il progetto per il verde delle rotonde e aiuole del Porto. Siamo solo in attesa di poter stringere la convenzione col Comune di Portoferraio ma, incredibile a dirsi, da mesi siamo impossibilitati in quanto manca il responsabile per la approvazione e per firma del protocollo di intesa. Questo modello di collaborazione può essere propedeutico per portare a soluzione altri temi, da anni dibattuti. Infatti, la legge 233 /14 (art.24) consente ai privati, in accordo con l’Amministrazione Comunale, di eseguire opere di manutenzione e abbellimento o recupero del bene pubblico a fronte di una riduzione delle imposte comunali. Ciò, sostanzialmente, permette ad associazioni locali o aziende private di curare il mantenimento ad esempio del verde pubblico o delle spiagge in cambio di una riduzione della TASI. La spiaggia pubblica può essere mantenuta pulita dallo stabilimento balneare contiguo. Le aziende o le associazioni possono predisporre una navetta di collegamento con le spiagge o centro di interesse in cambio di una agevolazione economica. In questo modo si potrebbe ripristinare il servizio navetta Bagnaia, San Giovanni, Portoferraio, e si contribuirebbe, tra l’altro, a decongestionare il traffico veicolare, oltre che a fornire un gradito servizio al turista. Non posso non richiamare, per l’ennesima volta, il problema del semaforo di San Giovanni che causa code chilometriche sia in luglio che in agosto. Non ha importanza che si realizzi una rotonda o si istalli un semaforo intelligente, quello che è necessario è risolvere la questione, onorando, tra l’altro, le promesse. I COSTI AZIENDALI I costi fissi per le aziende sono sempre molto elevati. Ricordo che un albergo all’Elba è tassato a livello IMU fino a 1900 Euro a camera, per la tassa rifiuti si all’Elba è tassato a livello IMU fino a 1900 Euro a camera, per la tassa rifiuti si arriva a 1000 Euro per camera! Ci corre l’obbligo di sollecitare i nostri Sindaci perché si arrivi a una tassazione sostenibile. Alcuni provvedimenti dovrebbero, comunque, essere immediati come la rateazione dei debiti tributari a cinque anni, adeguandosi alle agevolazioni nazionali per i debiti tributari e fiscali. Ciò consentirebbe alle imprese ricettive (appena uscite dalla crisi di liquidità) di destinare le poche risorse economiche disponibili agli investimenti per ristrutturare ed ammodernare le aziende. Finalmente gli Istituti di Credito hanno, ultimamente, immesso sul mercato, seppur con molto in ritardo rispetto ai tempi previsti dal Governatore Draghi, una forte dose di liquidità a tassi adeguati per favorire l’innovazione e la ripresa dei consumi, che ne è conseguenza. Oggi le nostre aziende devono poter affrontare la crescita della domanda ammodernate e ristrutturate, al passo dei tempi, per sfidare ed affrontare la concorrenza del mercato. Ho cercato in questa relazione di focalizzare gli aspetti fondamentali, più importanti necessari a rilanciare l’economia elbana, spiegandone le ragioni, individuando le possibili soluzioni, nell’obiettivo di stimolare un dibattito che possa condurre ad una unanime risoluzione. Vorrei che, se condivisi, agli obiettivi concorressero, con determinazione, tutti quanti. Il turismo è una filiera che va gestita professionalmente, va seguita una via univoca, l’Elba deve parlare con una sola voce, perché così nessuno potrà sottrarsi al proprio compito o ruolo. Sono certo che con il vostro contributo e con la nostra determinazione riporteremo in pochi anni il benessere all’Elba, posizionandola al top delle classifiche, ove deve stare, per bellezza e tradizione.

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