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Lavoro stagionale, Cirica: “Alcune aziende cercano di comprimere salari e diritti”

“Un comportamento che danneggia anche le tante imprese corrette che rispettano le regole”

“All’Elba continua il Far West del lavoro stagionale. Nonostante la stagione estiva sia ormai nel pieno del suo svolgimento, continuano a comparire annunci di lavoro formulati in maniera del tutto generica, nei quali la retribuzione viene semplicemente indicata come “da concordare al colloquio”, senza alcuna trasparenza sulle condizioni economiche e lavorative. È un modo di reclutare personale che alimenta una zona grigia nella quale troppo spesso trovano spazio lavoro irregolare, lavoro nero e sfruttamento”: così in una nota Andrea Cirica (Filcams-Cgil provincia di Livorno)

“Chi cerca lavoro ha il diritto di conoscere fin da subito le condizioni offerte e non può essere costretto ad accettare qualsiasi proposta pur di lavorare. I lavoratori stagionali sono già tra le categorie più penalizzate. Vivono mesi di intensa attività alternati a periodi di disoccupazione e spesso sono costretti a fare affidamento sulla Naspi – aggiunge – Ma un sostegno al reddito non può rappresentare un progetto di vita, né consentire di costruire serenamente un futuro o una famiglia. Come Filcams-Cgil denunciamo con forza il ripetersi di queste situazioni. I lavoratori stagionali non sono poveri perché lavorano pochi mesi, ma perché esistono ancora aziende che non riconoscono il valore della loro professionalità e approfittano del bisogno di lavorare per comprimere salari e diritti”.

“Un comportamento che danneggia anche le tante imprese corrette che rispettano le regole. Invitiamo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori stagionali a rivolgersi alla Filcams-Cgil ogni volta che si trovano di fronte ad annunci poco chiari o a proposte che fanno sorgere dubbi sulla regolarità del rapporto di lavoro. L’Isola d’Elba merita un turismo di qualità, fondato sul rispetto delle persone, sulla legalità e sulla dignità del lavoro. Su questi temi la Filcams-Cgil continuerà a vigilare, denunciare e tutelare chi lavora”, conclude.