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Turismo

“L’ultimo tentativo di difendere le prospettive di un vero sviluppo portuale”

porto turistico, rio marina

Da Paola Mancuso

Nonostante la prassi del Sindaco Corsini di trasformare in una diatriba personale ciò che di personale non dovrebbe avere niente, bisogna riuscire a mantenere il ragionamento nei canoni di una costruttiva discussione nell’interesse pubblico. Sotto questo punto di vista le recenti vicende del porto di Rio rischiano di essere un freno inaccettabile ad uno sviluppo portuale che attende da molto tempo la sua vera occasione.
Infatti non si può certo qualificare come un’occasione la scelta di limitare la prospettiva dello sviluppo per i prossimi 30 anni, ritenendo che da qui ad allora l’obiettivo del paese sia solo quello di un restyling dei Voltoni che – visti i numeri – ben avrebbe potuto essere realizzato con risorse pubbliche e con la garanzia di un introito della loro gestione direttamente alle casse comunali.
Ma soprattutto la scelta operata dall’amministrazione comunale rispetto alla proposta di. Project financing presentata è indice di una scarsa visione di prospettiva e non tiene conto del fatto che la programmazione degli enti competenti avrebbe dovuto essere bensì aggiornata ma non certo per giocare alla meno quanto piuttosto per riaprire la discussione su uno sviluppo più significativo delle nostre infrastrutture portuali.
Del resto se il crollo del pontile di Vigneria ha rappresentato una grave perdita per la storia dei nostri paesi, questo sacrificio si deve tradurre in una opportunità per il nostro futuro in quanto la mancanza di una infrastruttura vincolata che ha costituito per anni un grave condizionamento della manovrabilità delle navi in porto non può che essere il motivo di un rinnovato lavoro di analisi delle possibili soluzioni anche in variante all’attuale piano regolatore portuale.
Di queste cose è ben consapevole l’Autorità di Sistema Portuale che ha previsto quello stralcio come un’anticipazione del futuro sviluppo in coerenza con la pianificazione.
Sarebbe dunque auspicabile che con un atto di responsabilità questa amministrazione fermasse un iter caratterizzato da zone d’ombra sia sotto il profilo tecnico giuridico che sotto quello delle connesse responsabilità politiche, riaprendo così una discussione aperta sul futuro sviluppo portuale.

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