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Seconda edizione

Menzione speciale per la Quarta Liceo Classico al concorso SCRIPTA LEGAMVS

Il loro video ha illustrato, con competenza divulgativa e maestria nell’uso dei linguaggi multimediali, un’epigrafe latina presente su un altare del II secolo d.C. ritrovata a Seccheto nel 1889.

Generico maggio 2022

Dall’I.S.I.S. “R. FORESI”

Si è conclusa da pochi giorni la seconda edizione del concorso nazionale di divulgazione epigrafica SCRIPTA LEGAMVS, organizzato dall’Associazione Italiana Cultura Classica, e aperto alle scuole di tutta Italia. La partecipazione prevedeva la realizzazione di un video di lunghezza fra i 3 e i 6 minuti su un’epigrafe latina di qualunque epoca presente sul territorio. Per il Foresi hanno partecipato i ragazzi della IV Liceo Classico, coordinati dalle professoresse Serena Barchi (Lingue e letteratura latina) e Chiara Ridi (Lingua inglese).

Il loro video ha illustrato, con competenza divulgativa e maestria nell’uso dei linguaggi multimediali, un’epigrafe latina presente su un altare del II secolo d.C. ritrovata a Seccheto nel 1889 e conservata presso il Museo Archeologico della Linguella (https://www.youtube.com/watch?v=1P0QIwzJq4g). Si tratta di un’epigrafe votiva a Ercole commissionata dal prefetto del pretorio Publio Acilio Attiano, uomo illustre del governo dell’imperatore Adriano, legato ad un altro importante sito archeologico del territorio come la Villa Romana delle Grotte. Il video è stato realizzato interamente in lingua inglese, nell’ambito della attività in CLIL, che prevedono l’insegnamento di contenuti disciplinari, in questo caso la lingua e cultura latina, in lingua straniera. Per l’originalità nell’approccio interpretativo la giuria del concorso, presieduta dalla prof.ssa Silvia Orlandi, docente di Epigrafia Latina presso l’Università La Sapienza di Roma, ha riconosciuto al video dei ragazzi della IV Liceo Classico una menzione speciale.

È un risultato di notevole rilievo, ha commentato la Dirigente Scolastica prof.ssa Alessandra Rando, dal momento che i video in concorso erano ben 42 e provenienti da territori che in alcuni casi vantano un patrimonio epigrafico ben più variegato di quello elbano. Inoltre, conclude la Dirigente, il risultato raggiunto mette in evidenza come gli studi classici, quando si padroneggiano i linguaggi dell’era digitale, rappresentano una fondamentale risorsa per la narrazione e la promozione della storia del territorio.

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