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Elba, a Portoferraio il primo parto da mamma positiva al Covid

Ad accoglierlo uno staff composto dai ginecologi Giovanni Gallo ed Edi Landucci, le ostetriche Federica Cetica e Francesca Morlando, la pediatra Simona Carcione e l’infermiera Cristina Pagnini.

Ascensore esterno temporeamente guasto all'ospedale di Portoferraio

Dall’Azienda Usl Toscana nord ovest

Si chiama Niccolò il primo bambino nato all’Elba questa mattina, 15 febbraio, da mamma positiva al Covid. Ad accoglierlo uno staff composto dai ginecologi Giovanni Gallo ed Edi Landucci, le ostetriche Federica Cetica e Francesca Morlando, la pediatra Simona Carcione e l’infermiera Cristina Pagnini.

“Si tratta di un evento doppiamente felice – spiega Luigi Genghi, direttore del presidio ospedaliero di Portoferraio – perché ci permette non solo di festeggiare la nascita di una nuova vita, ma anche perché giunge al termine di un percorso di gestione di una mamma con una condizione sicuramente complessa. Nonostante il presidio di Portoferraio sia un ospedale che non effettua la degenza di pazienti covid positivi, in quanto classificato Covid Free, è stato creato un percorso pensato per questo tipo di gestanti che garantisca la sicurezza non solo a loro, ma anche del nascituro, degli operatori sanitari e di eventuali altre partorienti presenti in reparto. Tutta l’esperienza acquisita in questi due anni di pandemia ci ha fornito la tranquillità di poter gestire in sicurezza il parto di una donna che, nel caso specifico, avendo ormai rotto le acque non poteva essere centralizzata, e la degenza di gravide fisiologiche positive al Covid purché asintomatiche”.

“Punto di forza del nostro reparto materno infantile – continua Genghi – è nascere in sicurezza. Questo aspetto è stato implementato grazie ai vari progetti avviati ormai da più di 5 anni per quanto riguarda la gestione della gravidanza e dei neonati. Da noi vengono seguite tutte le gravidanze e neonati cosiddetti “fisiologici”, solamente i casi non ordinari o che si suppone possano aver bisogno di cure di alta intensità sono inviati ai centri di riferimento regionali esattamente come avviene per qualsiasi altro punto nascita di primo livello sulla terra ferma. Contrarre il Covid-19 nei giorni che precedono il parto, fino a poco tempo fa, era considerato uno di quei fattori di rischio che comportava il trasferimento delle gestanti, questa mattina un super staff ha dimostrato di poter gestire la situazione senza alcun rinvio ad altro ospedale. A tutti loro e a coloro che hanno permesso di sviluppare il nuovo percorso i miei più sentiti ringraziamenti”.

L’Azienda USL Toscana nord ovest coglie l’occasione per unirsi ai ringraziamenti rivolti a tutto il personale coinvolto per la professionalità dimostrata e fare i più sinceri auguri al piccolo Niccolò, alla mamma Caterina, al papà Francesco e al fratellino Giovanni.

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