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"vangelo tra le sbarre"

“Il Dio che si fa uomo si manifesta per primo agli ultimi”

Don Francesco Guarguaglini, Parroco del paese e Cappellano propone l'adorazione dei pastori: "Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia".

presepe, natività (ph Pixabay)

Scritto dal comune di Porto Azzurro

Il classico Vangelo di Luca sul Natale ascoltato alla luce di una realtà che da più di un secolo fa parte della storia di Porto Azzurro: il suo penitenziario.

Don Francesco Guarguaglini, Parroco del paese e Cappellano dell’Istituto di pena, ci propone l’adorazione dei pastori: il Dio che si fa uomo si manifesta per primo agli ultimi, agli emarginati. Si lascia toccare. E’ un po’ come la storia di Alfredo Bonazzi, un recluso di Porto Azzurro con la passione per la scrittura, una passione che ha potuto portare avanti grazie a don Renato e don Giovanni, i quali lo aiutarono, nel 1969, a pubblicare, tra le altre cose, un libro di poesie. E una di queste parla proprio del Natale; ecco la sua conclusione: “che di tutte le mie notti carcerate la più odiosa e la più cara sei tu, tu che sembri chiedermi perdono con decembrini sorrisi di stelle e non sai, no, quanto male mi fai”.

“C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva:

«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama». Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.”