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Traghetto

“Tratta Elba-Piombino, necessaria una riconciliazione in nome della ragionevolezza”

Comitato Libera Scelta Elba: "Noi pensiamo che si debba ritrovare un sano e pacato dibattito tra persone ragionevoli e scevre da pregiudizi e paure".

E' partito il traghetto da Piombino (ore 18.15)

Scritto da Comitato Libera Scelta Elba

L’ulteriore giro di vite del Governo con l’imposizione del green pass anche per gli spostamenti sulla tratta Elba-Piombino, ha costretto il Comitato Libera Scelta Elba a diffidare le compagnie di navigazione e i politici affinchè non aggravino ulteriormente le già pesanti difficoltà dei nostri concittadini. Nel ringraziare le testate giornalistiche che hanno pubblicato il nostro comunicato, dimostrando in gradi diversi serietà e professionalità in un periodo non proprio felice per chi intende manifestare opinioni differenti da quelle filo governative, chiediamo ancora ospitalità per informare gli elbani sulla necessità di ritrovare il filo di un discorso comune.

Nel giorno della pubblicazione del nostro comunicato si sono scatenati tanti commenti, molti dei quali, come succede sui social, prescindevano dal contenuto del comunicato. Precisiamo pertanto che il nostro Comitato non è né un cenacolo di anime belle che combattono coi mulini a vento, né un covo di violenti no-vax. Siamo un insieme eterogeneo di persone, vaccinati e non vaccinati, ma tutti con la sincera preoccupazione per come una questione sanitaria sia scivolata in un contesto mediatico di irrazionale ed immotivato conflitto.

Quotidianamente assistiamo a battibecchi televisivi, uno spettacolo di violenza verbale che anziché creare dibattito e consapevolezza, spinge le persone ad atteggiamenti estremisti, creando mostri che nella realtà non esistono. Gli squilibrati sono in tutte le categorie, ma la stragrande maggioranza delle persone, dopo due anni di calvario, chiede un po’ di pace. Adesso che è chiaro a tutti che anche i vaccinati possono trasmette il contagio, il buon senso ci dice, questa è la nostra opinione, che continuare a ricattare chi vive la vaccinazione come un atto di violenza verso la propria persona, è un inutile e sadico supplizio, indegno di uno stato democratico, anche se le persone fossero nell’errore. Anziché litigare tra di noi, possiamo finalmente discutere sulla sistematica distruzione della sanità pubblica che negli ultimi trent’anni ha polverizzato migliaia di posti letto anche nelle terapie intensive? Come non ricordare gli allarmati comunicati delle stesse terapie intensive degli ospedali italiani già al collasso prima dell’arrivo della covid19?

Noi pensiamo che si debba ritrovare un sano e pacato dibattito tra persone ragionevoli e scevre da pregiudizi e paure. Il vaccino non dovrebbe essere motivo di divisione, bensì di unione, in un paese che sta assistendo da trent’anni allo smantellamento sistematico dei servizi, l’imbarbarimento della vita sociale, un indebitamento che incatenerà anche i nostri nipoti e un attacco al sistema democratico dello stato di diritto in favore di un accentramento del potere nell’esecutivo mai visto negli ultimi 80 anni. Alla luce di tutto ciò, dopo aver viaggiato insieme per due anni terribili su quelle benedette/maledette navi, vaccinati e non vaccinati, davvero siamo arrivati a tale malefica indifferenza verso una parte dei nostri concittadini?