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L’ennesima prova della indubbia costruzione del dissalatore

Scritto da Marcello Meneghin


Vista la recente sentenza che condanna il Comune di Capoliveri, dovrebbe essere chiaro che il dissalatore di Mola sarà senza fallo costruito. È inutile sperare l’impossibile: quella è un’opera che si deve fare e tra un’annata sarà pronta.
Allora all’Elba se ne vedranno delle belle.
Innanzitutto sarà veramente interessante scoprire cosa se ne farà del dissalatore nei tre mesi invernali quando l’acqua potabile di cui dispone l’Elba è così esuberante rispetto al fabbisogno che d’inverno si fermano le pompe di molti pozzi elbani adducendo la falsa scusa che lo si fà per ottenere la ricarica di falda, ricarica assolutamente impossibile perché ciò significherebbe far risalire l’acqua sulle pendici dei monti da dove ha origine la falda stessa.
Mi perito a prevedere quello che potrà invece accadere. Probabilmente si arriverà a sospendere, soltanto in parte perché la portata di 80 l/sec é troppo bassa per sostituirla totalmente, l’acqua della Val di Cornia oberata com’è da crisi sempre più gravi per il continuo aumento di richiesta fatta dagli acquedotti. Questo sottoporrà la condotta sottomarina a continue variazioni di portata e quindi ai colpi d’ariete che questo inevitabilmente provocherà su una condotta già sottoposta al pericolo di quei gravi disservizi per diminuire i quali bisognerebbe invece lasciarla calma calma funzionare senza variazioni di sorta così come si è fatto in questi anni durante i quali tali disservizi non di sono affatto verificati.
Un secondo avvenimento da osservare attentamente sarà senza dubbio la rimineralizzazione effettuata mescolando l’acqua distillata prodotta dal dissalatore con quella salmastra dei pozzi di Mola. I risultati saranno eclatanti per l’acqua dell’acquedotto che risulterà imbevibile nel mentre le vecchie condotte metalliche della rete e degli allacciamenti privati daranno sottoposti a corrosione accentuata con guasti e ruggine che uscirà dai rubinetti.
Un terzo elemento da tener sotto controllo sarà la presenza di un impianto di sollevamento (il famoso intake) che funzionerà in prossimità degli ombrelloni del Lido di Capoliveri mentre potrebbe benissimo essere spostato in vicinanza del dissalatore.
Piú importante di tutti il quarto elemento da tenere ben in vista: il nuovo ammontare delle bollette di pagamento dell’acqua di cui non si sa nulla ma che schizzerà verso l’alto anche a seguito del notevole aumento dei costi dell’energia elettrica.
Nel frattempo brillerà nel cielo la stella degli enormi volumi di ottima acqua piovana, di costo prossimo a zero, che verrà lasciata scaricarsi, inutilizzata, a mare per non aver costruito, con il denaro del dissalatore, un serbatoio in grado di accumularla.