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Il degrado di Portoferraio a cui non ci abitueremo mai

Scritto da Filippo Pacini

Il degrado di Portoferraio a cui non ci abitueremo mai

Passano le amministrazioni di vari colori politici, ma la distruzione sistematica del gioello chiamato Portoferraio non si ferma mai.

Mi riferisco al centro storicointeso non dall’inizio della Calata, dove sono ormeggiate le barche, alla piazza (per 100 metri..) ma dal Ponticello, Le Ghiaie incluse, in avanti, compreso il molo dell’alto fondale e tutte le parti alte e basse di Portoferraio. 

Bisognerebbe che per le nuove elezioni politiche i futuri schieramenti politici mettessero nero su bianco su come intendano provvedere a questo sfacelo.

Primo tra tutti il verde pubblico, con un responsabile qualificato, un architetto dei giardini per esempio, per il verde in generale.

–in particolare mi riferisco ai famosi vasi che hanno deturpato non soltanto l’Elba ma anche il resto d’Italia,
–alla manutenzione delle piante, contro le quali sembra che ci sia un accanimento sistematico, con delle barbarie “criminali”,
–al posizionamento di nuove piante scelte non a caso ma secondo criteri storici, pratici e coerenti.

Secondo punto stop alla estensione di bitume nel centro storicoquindi per essere chiari, 

–non riempire il mare di altro cemento sull’alto fondale,
–restaurare dove danneggiato il pavimento del centro storico sia sulle strade che sulle scalinate
–togliere l’asfalto dalle strade e dai piccoli moli e posizionare una pavimentazione adeguata al passato storico del paese

Terzo disciplinare tutte le attività del paese,

–organizzando le chiusure per un limite di tempo massimo
–regolando le insegne e le eventuali tende o gazebi, secondo dei criteri intonati ad un paese storico, con regole sia per negozi che per i ristoranti

Discipliare il traffico

–primo punto tra tutti abbassare il rumore incredibile provocato soprattutto dai mezzi a 2 ruote e dalla velocita delle auto,
–fermare il continuo ingresso per l’intera notte dal tunnel di Via Guerrazzi in tutta la parte storica per almeno 4 mesi estivi

Questo già basterebbe a riportare Portoferraio ad un livello di vita civile.

Filippo Pacini