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L’Area Marina Protetta dell’Arcipelago è il più grande investimento pubblico che l’Elba si può regalare

Scritto da Giovanni Frangioni

L’Area Marina Protetta dell’Arcipelago è il più grande investimento pubblico che l’Elba si può regalare

Se stentiamo a dare risposte chiare e concrete, anche all’Elba, sul cambiamento del clima (a Siracusa l’undici agosto si sono segnalati 48.8 gradi la temperatura più alta negli ultimi duecento anni di rilevamenti della meteorologia nel nostro Paese), significa che siamo e saremo colpevolmente in ritardo nel porvi adeguate misure preventive.
Mazzantini, attraverso Legambiente, ci ha ricordato tempo fa che “il cambiamento climatico ci sta già colpendo”. Come non dargli ragione!
Come non dare ragione a Andrea Galassi che ci ricorda il grande valore delle biodiversità all’Elba.
L’Elba ha, tra le diverse cose da fare, un’occasione unica, straordinaria, efficace per contrastare quei rischiosi cambiamenti e proteggere parte delle biodiversità: istituire l’Area Marina Protetta.
L’ex ministro all’Ambiente Costa firmò, nel 2019, per la costituzione dell’AMP di Capri. Furono i comuni di Capri e Anacapri a richiederla. Ischia e Procida erano già state toccate dall’AMP nel 2007.
Cito, per esempio, le isole campane perché quando ci fa comodo, diciamo che sono dei gioiellini o qualcosa di meglio, mentre quando da quelle comunità parte un convinto sostegno per le Aree Marine Protette, non le prendiamo più come modelli. L’istituzione dell’AMP, misuriamoci stando nel merito, ci permetterà di avere tre benefici fondamentali: ambientali, economici, sociali. Con una mossa sola l’Elba farebbe un gran balzo avanti per l’investimento del proprio futuro!
Facciamo uno sforzo preliminare però: non confondiamo, per favore, le aree di tutela biologica (Capo Bianco- Le Ghiaie- Lo Scoglietto), o cose simili con le AMP. Queste non possono essere annoverate nel catalogo delle opinioni. Hanno differenze certe non solo nelle definizioni ma, soprattutto, nella sostanza. Non inquiniamone, quindi, i contenuti normativi e le funzioni proprie, altrimenti è una brutta copia.
Certo!. Meno male che quell’area di tutela biologica fu istituita, ma la sua funzione è stata ed è: ripopolare il mare delle risorse marine.
Le Aree Marine Protette, oltre ai benefici sulla flora e fauna marina, mitigano e contrastano i cambiamenti climatici, difendono la costa dell’erosione, combattono lo sfruttamento del mare.
E’, insomma, dal 1982 che l’Arcipelago attende ciò! Il rinvio è una strategia a perdere e non siamo più nel tempo nel quale l’ambiente può subire altre attese. Il rinvio non può essere l’unica bussola, o quasi, delle pigrizie nostrane. Tra il rinvio perenne e una cosa fatta ci sono oceani.
Lo sappiamo tutti che la strada del consenso è tra le strade più faticose. Ogni scelta, si sa, ha il suo peso ma quando si è nelle istituzioni e in politica una delle qualità fondamentali è avere il coraggio di prendere delle decisioni. Lo abbiamo visto con l’istituzione del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
Ma quando credi a una cosa e vuoi motivarla, attendi che chi di dovere avvii un percorso partecipativo della comunità per esprimere le tue opinioni. Auspico che anche singole persone facciano sentire la propria opinione per far istituire l’AMP dell’Arcipelago. Nessuno si senta piccolo!
Mi concedo un paragone, un paradosso: le istituzioni all’Elba permettono ai cinghiali, che fanno danni a tutto e a tutti, di continuare a essere indisturbati (Elba area vocata). L’Area Marina Protetta che offre dal punto di vista ambientale, economico e sociale aspetti positivi, non è entrata ancora nell’agenda di quelle stesse istituzioni, per essere istituita. Della serie “incredibile ma vero” e della serie “la pigrizia nel pensare e il peso del coraggio nell’agire”.
La politica locale, che va riposizionata dove merita, doveva comprendere da “ieri”, per non accumulare ritardo su ritardi, “adesso” deve assumere un ruolo più determinante, attraverso le risorse naturali, per il peso che queste esercitano anche nella economia.
Se non vediamo questo, ogni scelta avrà il fiato corto.
Un saluto e buon lavoro ai ragazzi che venerdì saranno in tante piazze italiane a manifestare, attraverso lo sciopero globale, per il clima.