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Bolano e la sua ‘arte diffusa’ all’isola d’Elba

Scritto da Jacopo Bononi - Presidente Premio Letterario La Tore Isola d'Elba

Bolano e la sua ‘arte diffusa’ all’isola d’Elba

Il patrimonio artistico che ci lascia Italo Bolano è direttamente proporzionale al suo valore, come uomo e come artista. La sua vita è stata dedicata alla cultura e la sua partecipazione attiva alla vita della nostra isola ha fatto il pari, per oltre quaranta anni, con il suo impegno teso alla valorizzazione dell’arte e della conoscenza. La realizzazione del suo ‘International Art Center’, ora ‘Open Air Museum’, ha rappresentato per decenni un viatico alla affermazione dell’Arte come fondamento della civiltà di una comunità. Il suo aprirsi al mondo, per definizione, attraverso lo strumento della promozione turistica lo ha reso un baluardo di anticipazione di quelli che attualmente sono i normali progetti di sviluppo turistico in senso culturale. Leggiamo in questi giorni analisi alquanto discutibili, non tanto dal punto di vista della ricostruzione storica, quanto piuttosto sul fatto che senza la cassa di risonanza del turismo, se ben gestito, appare assai arduo immaginare l’accrescimento in termini numerici dei fruitori del messaggio legato alla conoscenza e se esso diventa un evento elitario allora il suo intrinseco obbiettivo di diffusione del sapere non può che venir meno. Nel creare il suo ‘International Art Center’ questo Bolano l’aveva capito decenni or sono. Egli ha trascorso la sua vita con l’idea che la Cultura, se non viene intesa ‘per tutti’, allora limita i suoi effetti benefici nel creare una coscienza civile collettiva.

Leggiamo della sua ‘creatura’: l’Open Air Museum ideato e realizzato dall’artista elbano Italo Bolano, nasce nel 1965 con il nome di International Art Center. È un luogo straordinario, un progetto di land art dove le sculture di Italo Bolano e la natura dialogano in perfetta armonia. I monumenti sono inseriti in un lussureggiante parco di piante tipiche della macchia mediterranea, mimose, eucalipti, cipressi, mirti e oleandri, che si estende per 10.000 mq fra la fortezza etrusca di Castiglione e la Villa Napoleonica di San Martino. Le grandi sculture in acciaio e vetro Dallas e le pitture in ceramica, create dal maestro Italo Bolano, vivono e si modificano come esseri viventi nelle alterne vicende del tempo atmosferico e terreno. Gli occhi e le parole dell’artista rivelano che quel museo all’aperto non è altro che il riflesso del mondo e della storia nell’anima umana. Il museo, riconosciuto dalla Regione Toscana come uno dei primi sentieri dell’arte moderna (TRAART), ospita gallerie per esposizioni, spazi per conferenze, laboratori sperimentali, teatro all’aperto, incontri culturali e workshop. All‘interno del museo si svolgono anche corsi di ceramica giapponese “Raku“. Fin dagli anni ’70 dall’Open Air Museum sono usciti i monumenti che oggi costituiscono il Museo Diffuso dell’Isola d’Elba, un complesso di opere distribuite su tutto il territorio.

Le sue Opere sono ‘diffuse’ appunto come lo sono certi affascinanti resort che si inseriscono nel contesto paesaggistico esistente e si integrano con il patrimonio architettonico, così come le sue Opere fanno sul nostro Scoglio. Appare quindi utile alla nostra memoria farne un riepilogo, anche per comprendere bene l’entità del patrimonio che ci ha lasciato e che ora è compito delle Amministrazioni curare e custodire: all’ Open Air Italo Bolano, loc. San Martino: 25 monumenti in 10.000 mq di parco. A Portoferraio ‘Sestante e Barca del Sole’, acciaio e vetro dallas. ‘Navigazione’, ceramica m. 1,8 x 5,00. ‘Stele a Ilario Zambelli, martire delle Fosse Ardeatine’. San Giuseppe di 13 mq, Parrocchia di San Giuseppe, Carpani. Decorazione di circa 300 mq, Cinema Teatro Pietri (oggi chiuso al pubblico). Decorazione Sala della Pretura di Portoferraio. A Campo nell’Elba. ‘Museo di arte sacra di Italo Bolano, c/o Chiesa di San Gaetano: 16 tele sulla Vita di Cristo. A Giuseppe Pietri, ceramica m.1 x 7 e grande tela a olio nel Palazzo Comunale. ‘Sbarco degli Alleati’ a Marina di Campo, ceramica m. 0,8 x 2,4. ‘A Teseo Tesei’, ceramica e acciaio. A Capoliveri: ‘Millennium’, ceramica mq. 10. ‘Sole e Luna,’ acciaio e vetro dallas. ‘Capoliveri meine liebe’, ceramica. A Marciana (Loc. Procchio): ‘Relitto di Procchio’, ceramica m. 0,8 x 2,4. A Marciana Marina: ‘Il Giorno / La Notte,’ ceramiche m. 0,8 x 2,4 dedicate a Mario Luzi. Presso Galleria Italo Bolano all’’Arthotel Gabbiano Azzurro due ‘Mostra Partenze’ con ingresso libero tutti i giorni ore 16-23. A Porto Azzurro: ‘Porto Azzurro spagnola’, ceramica m. 4,5 x 1,65 (da ricollocare). ‘Vita del mare’, ceramica m. 2,35 x 1,20 (da ricollocare) e infine a Rio nell’Elba: ‘L’affondamento dello Sgarallino’ ceramica m. 1,2 x 2,4. ‘Omaggio alla terra di Rio, ceramica m. 0,8 x 2,4.

Un patrimonio immenso quindi che deve essere valorizzato e conservato con la massima attenzione: la neonata Fondazione a lui dedicata e voluta con amore e competenza dalla moglie Alessandra, alla quale cercheremo di dare il nostro appoggio e contributo, ha esattamente questo compito. Lo dobbiamo a Italo e lo dobbiamo a noi stessi. Ha scritto un grande poeta contemporaneo: (…) Dobbiamo girare, guardare e avere cura delle nostre cose, perché se non ne avremo cura noi, chi ne avrà in vece nostra? E chi avrà cura di noi se saremo incuranti delle stesse nostre cose? (…) Possiamo non essere d’accordo con lui?

Jacopo Bononi-presidente