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Progetti culturali a Portoferraio, analisi e considerazioni di Sergio Bicecci

Scritto da Sergio Bicecci

Progetti culturali a Portoferraio, analisi e considerazioni di Sergio Bicecci

Possiamo o no inventarci qualcosa per rimuovere il consueto status quo ormai tradizionale, tanto da dare un colpo di spugna al passato e proiettarci in un futuro diverso? Forse sì, ma che cosa potremmo immaginare? Mah, tante idee si accavallano, l’una sull’altra, alcune anche fantasiose, per quanto oggi tutto o quasi può essere possibile. Scienza e tecnologia aiutano la soluzione di tante idee. Infatti, i famosi Archistar si avventurano sempre più spesso in progetti ritenuti irrealizzabili fino a ieri. L’oggi è già futuro! Da quanto sopra sinteticamente esposto parrebbe stessi pensando a qualche importante infrastruttura, come ho già fatto altre volte. Magari ad una semplice ripennellatura (eufemismo) della nostra Città. Ma no! Ora penso ad altro, penso a Progetti culturali. Ecco qui: qualche tempo fa un mio titolato conoscente disse che “Con Napoleone ci sarebbe da vivere tutto l’anno”. Penserei possa essere vero! Ciò potrebbe valere per l’intera Isola ma particolarmente per Portoferraio, dove l’Imperatore stabilì la sua residenza. Potrebbero realizzarsi, ad esempio, periodici simposi e convegni di studio nazionali e internazionali. Coinvolgendo Università, per di attirare appassionati e professionisti cultori di quel periodo storico e sulla Napoleonica, pur breve, ma importantissima presenza all’Elba. Non mi sembra ci siano mai state iniziative in questa direzione. A parte qualche ovvia manifestazione: come ricorrenze, bicentenari, presentazione di qualche libro, niente di qualificante è mai stato progettato. Non è forse una lacuna non utilizzare appieno questo enorme strumento che la buona sorte ci ha dato in dote? Viene da domandarsi come non si sia mai realizzato niente di simile. Sono sicuro che l’idea sarebbe bene accolta dalla “Petite Armèe”. Quando parlo di coraggio e progetti intendo anche cose di questo tipo. Ma a proposito di “strumenti” inutilizzati si potrebbe pensare, così come sopra e a maggior ragione, a Convegni studio magari con proiezioni biennali sulla famiglia de’ Medici, in particolare su Cosimo, fondatore di questa vecchia Cosmopoli. Considerando la geniale architettura strutturale, per quanto riguarda la fortificazione, e la edificazione del paese arrampicato su due collinette, nonché i segreti che questo nasconde, è mai pensabile che neppure un tentativo di valorizzarne uno, uno soltanto sia mai stato intrapreso? Le gallerie sotto Forte Stella, sulla cessione del quale sorgerebbero molti dubbi, intendendo per questo la fortificazione e non gli immobili in essa contenuti, conseguenti dubbi ci sarebbero anche sulla chiusura al pubblico. Per cui, qualche volenteroso competente o qualche qualificata Associazione potrebbero assumersi l’onere di cercare di far luce su tale alienazione? Da non dimenticare la famosa ma totalmente sconosciuta Cittadella locata interamente sotto le Fortezze che da Santa Fine si snoda fino alla Calata Mazzini, davanti all’approdo Blu Navy, realizzata non certo dai Medici, ma dal famoso architetto Nervi. Là sotto, al sicuro dalle incursioni aeree, convivevano, credo di ricordare, circa duecento militari. Tanto prezioso ed essenziale percorso di guerra da valorizzare e rendere fruibile ad un pubblico sempre più attento ed assetato di cose che fanno pur parte della storia dell’ultima guerra, ma in particolare di questo Paese che ancora non riesce a utilizzare il meglio di se e i suoi tesori, tutti ereditati. Anche in questo caso abbiamo, e penserei che sarebbe interessata e disponibile, l’Associazione “Elba Fortificata”. Sono fantasie le mie? Certamente sì, fino a quando Qualcuno non cominci a credere nel domani e, con coraggio, inizi a pensare e progettare, attività questa illustre sconosciuta, fino ad oggi! Come ho detto le idee si accavallano riesumando le varie opportunità perdute, ad esempio il promontorio bellico tedesco dell’Enfola, poi liberato dai francesi e ben descritto nel libro “Le grand Commando”, che feci conoscere a diversi amministratori sin dal 1991. Oggi sotto il controllo del Parco. Si pensi, il tutto creerebbe interesse oltre i naturali confini, lavoro e ricchezza. Quindi mi fermo, invitando chi occupa Pubbliche Poltrone ad una riflessione. In fin dei conti, anche per chi si considerasse a fine Corsa, dovrebbe pur coesistere l’ambizione di voler lasciare qualcosa di nuovo e importante a testimonianza di chiunque, eletto, abbia avuto un Pubblico incarico.

Sergio Bicecci