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Bolano e la poesia di Mario Luzi

Scritto da Jacopo Bononi - Presidente Premio Letterario La Tore Isola d'Elba

Bolano e la poesia di Mario Luzi

L’idea del viaggio è sempre vissuta nella mente di Bolano, infatti agli inizi degli anni Sessanta incomincia a dirigersi verso quei luoghi dove pensava di trovare materia e cultura, che potevano arricchire il suo bisogno di ricerca. Si reca prima a Parigi, dove ottiene anche un premio. Poi a Monaco di Baviera, dove espone anche le sue opere e in varie città europee, ma l’artista è attratto anche da altre culture, quindi si lascia affascinare dalla forza cromatica dell’Africa, in seguito dal misticismo di molti luoghi d’Israele, l’India, e poi l’Estremo Oriente, dove approfondisce la filosofia Zen e la conoscenza dei calligrammi scritturali di quei popoli. Direi che sia in Luzi, sia in Bolano, si sente un tempo compiuto e consumato, non esiste in loro la speranza di un avvenimento risolutivo e finale, la speranza è l’atto stesso di scrivere, o di dipingere, e le due dimensioni temporali senza oggetto segnano la compresenza di passato e futuro nella profezia del presente, che rappresenta il nucleo delle imprese di entrambi. Così scriveva alcuni anni orsono Marisa Vescovo in merito alla vicinanza che vi fu nella cultura e nella vita dei due grandi artisti Italo Bolano e Mario Luzi.

Del grande poeta fiorentino leggiamo: (…) È stata una delle figure cardine del Novecento italiano. Al 1935 risale la sua prima raccolta, La barca, cui è seguito Avvento notturno (1940), testo esemplare dell’ermetismo fiorentino. Foltissima la produzione successiva, che scandisce le tappe e gli sviluppi di un itinerario poetico fra i più ricchi e coerenti del suo secolo: Un brindisi (1946), Quaderno gotico (1947), Primizie del deserto (1952), Onore del vero (1957), confluiti con altri versi sparsi in Il giusto della vita (1960), Nel magma (1963), Dal fondo delle campagne (1965), Su fondamenti invisibili (1971), Al fuoco della controversia (1978, premio Viareggio), Per il battesimo dei nostri frammenti (1985), Frasi e incisi di un canto salutare (1990), Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini (1994), Sotto specie umana (1999), Poesie ritrovate (2003), Dottrina dell’estremo principiante (2004), L’adorazione dei Magi e dei pastori (2004) cui vanno aggiunti i poemetti drammatici inclusi in Teatro (1993), i versi scritti per la «Via Crucis al Colosseo», in occasione della Pasqua 1999 (La Passione) e i testi teatrali Pontormo (1995), Io, Paola, la commediante (1992) e Ceneri e ardori (1997). Postumo è uscito Autoritratto (2007), una «autoantologia» di scritti scelti da Luzi, quasi un testamento spirituale. Tema dominante della poesia di Luzi è l’angosciosa contrapposizione tempo-eternità, individuo-cosmo. Il discorso che ne nasce (affidato a un pregnante linguaggio analogico) muove da una sorta di limbo lirico verso una realtà carica di presenze, di «altri»: questo colloquio col mondo degli uomini e della storia si piega a volte a dialogo familiare, altre volte diventa presa di coscienza del lacerarsi di una civiltà. La sintassi, inizialmente costretta entro moduli chiusi, si accosta via via al parlato fino a raggiungere, da Onore del vero in poi, un singolare equilibrio di recitativo e canto. Ha tradotto da Shakespeare, Coleridge, Racine. Della produzione saggistica vanno ricordati: ‘L’inferno e il limbo’ (1949), ‘Studio su Mallarmé’ (1952), ‘Tutto in questione’ (1965), ‘Vicissitudine e forma’ (1974), ‘Discorso naturale’ (1984), ‘Spazio stelle voce’ (1992), ‘Naturalezza del poeta’ (1995), ‘Vero e verso’ (2002). Un dialogo con Mario Specchio (1999). L’incontro con Italo Bolano generò il ciclo delle opere dedicate al poeta dall’artista elbano ed una forte amicizia che ha potuto consolidarsi in anni di frequentazione. La mostra dedicata al Ciclo napoleonico di Bolano in occasione del bicentenario della morte del Bonaparte, che con la moglie di Bolano Alessandra abbiamo allestito, vuole celebrare l’artista e l’uomo di cultura.

La Galleria Italo Bolano è a Marciana Marina, presso l’Arthotel gabbiano Azzurro Due ed è visitabile con ingresso libero, tutti i giorni, dalle 16 alle 23 fino a fine settembre.

Jacopo Bononi-presidente

Qui di seguito ‘La galleria Italo Bolano’ all’Arthotel gabbiano Azzurro Due di Marciana Marina