LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

La Divina Commedia nell’arte: i canti dell’Inferno, con Nadia Togni

Marina di Campo, Piazza da Verrazzano, giovedì 29 luglio 2021 alle ore 21.30

La Divina Commedia nell’arte: i canti dell’Inferno, con Nadia Togni

Nell’ambito della manifestazione Cultura in Campo 2021, il Comune di Campo nell’Elba e l’Associazione Amici di Montecristo celebrano la figura del sommo poeta Dante Alighieri.

In occasione del settimo Centenario della morte di Dante Alighieri, Nadia Togni dell’Università di Ginevra, farà un’analisi delle opere pittoriche di Giotto, Botticelli e Federico Zuccari (sec XIV-XVI), fra i primi ad essersi cimentati nella trasposizione pittorica della Divina Commedia.
La serata sarà introdotta dall’abate benedettino Giustino Farnedi.

Fin dall’inizio, l’Inferno di Dante ha sollecitato in modo particolare la creatività degli artisti dal Medioevo ai giorni nostri. La figura drammatica dei personaggi e gli stupefacenti luoghi dell’Inferno descritti da Dante sono ritratti realisticamente o, il più delle volte, sono distorti e sovradimensionati. Gli esseri infernali diventano così figure grottesche e mostruose, espressione della perversione del loro peccato e della crudeltà della punizione a cui sono sottoposti. Presenteremo le opere di tre pittori che guardarono alla rappresentazione dell’Inferno nei secoli XIV e XVI: Giotto, contemporaneo di Dante, Sandro Botticelli (1444-1510) e Federico Zuccari (1540-1609).
Vi diamo solo una piccola anticipazione della presentazione. Nella Divina Commedia Dante rende omaggio a Giotto, lo cita nel primo livello del Purgatorio, quello dei superbi la cui fama non è duratura e, un giorno o l’altro, sarà superata da quella degli altri. A sua volta Giotto rende omaggio alla poesia di Dante. Dopo la morte di quest’ultimo, lo rappresenta nel ciclo di affreschi della cappella di Palazzo Bargello, sede del Consiglio del Podestà a Firenze. Dante aveva frequentato questo palazzo nel 1296 quando era membro del Consiglio dei Cento e, dal 5 giugno al 14 agosto 1300, quando era priore della città; qui, nel 1302, era stato condannato all’esilio. Intorno al 1340 Giotto dipinse l’affresco nella cappella dove si radunavano i condannati a morte prima di salire sul patibolo. Sulla parete d’ingresso dipinge l’Inferno e, sulla parete di fondo, il Paradiso; tra gli eletti c’è anche Dante, vestito di rosso e con il libro della Commedia in mano. Questo ritratto del poeta, rinvenuto nel 1840, è probabilmente il più vicino al suo vero volto.
Tanto altro potete leggere nel blog dedicato a Dante Alighieri curato da Nadia Togni
https://terredecompassion.com/author/nadiatogni/

Associazione Amici di Montecristo