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Sanità elbana, Giovanni Fratini: “Davvero tutto va bene?”

Scritto da Giovanni Fratini

Sanità elbana, Giovanni Fratini: "Davvero tutto va bene?"

Tutto va bene, madama la Marchesa. Così sembrano dire i Sindaci ripresi in una foto di gruppo in occasione di una visita al nostro ospedale del Presidente della Giunta regionale Giani. L’USL Toscana nord ovest, in un comunicato, ha messo in evidenza che, di recente, è stato rinnovato il pronto soccorso ed è stata installata una nuova camera iperbarica che pesa ben 12 tonnellate ed è costata 450 mila euro. Inoltre, per garantire una migliore assistenza, sono stati nominati i primari di medicina e chirurgia.

Si sbandierano, in sostanza, come “conquiste importanti”, degne di essere pubblicizzate sulla stampa locale, il potenziamento del pronto soccorso e l’attivazione della nuova camera iperbarica che, credo, non possano mancare, anzi debbano di norma funzionare al top in una realtà territoriale periferica e insulare, come la nostra. Addirittura la nomina dei due primari di medicina generale e di chirurgia viene esaltata dalla Azienda sanitaria come “un notevole passo in avanti”. No, non è stato fatto un passo in avanti, ma ci è stato dato quello che abbiamo sempre avuto.

E poi, davvero tutto va bene? O permangono forti carenze in altri settori altrettanto indispensabili che subirono tagli pesanti alcuni anni or sono? Grazie ad una politica della Direzione aziendale ( e della Regione ! ) che puntava a trasformare il nostro ospedale in un semplice pronto soccorso dotato, al più, della unità operativa di medicina generale.

Avevamo un reparto di ortopedia con un primario e 4 aiuti che garantiva una assistenza 24 ore su 24 e talora anche interventi di una certa complessità. Siamo passati a due ortopedici che, pur validi, non possono certo garantirci quello che avevamo nel recente passato.

La pediatria era dotata di 4 medici. Ora ne abbiamo solo uno. Un secondo pediatra è assicurato con medici che vengono da Piombino, Cecina, Livorno….naturalmente mare permettendo. E anche se si tratta di personale medico validissimo è indubbio che è venuta meno la continuità assistenziale. Per cui i bambini che hanno bisogno di cure ed i loro familiari non hanno più punti di riferimento.

Il reparto di ginecologia in passato poteva contare su 5 medici. Da cinque siamo passati a 4 e poi a 3 e infine solo a 2. Come per la pediatria dipendiamo da medici che devono ogni volta passare il canale.

Da diversi anni ormai l’elicottero vola sulle nostre teste molto spesso. Anche due volte al giorno. Ma è proprio impossibile innalzare il livello delle prestazioni e assicurare in loco una adeguata assistenza sanitaria, limitando il trasferimento in elicottero solo a quei casi che richiedono una particolare specializzazione?

In occasione della visita del Presidente Giani si è ricordato che, grazie al lavoro di un gruppo di professonisti, è stato effettuato, alcuni giorni or sono, un delicato intervento chirurgico. Ed è stato evitato il trasferimento del paziente in continente. Allora, mi chiedo e chiedo al Presidente della Giunta regionale: ma non sarebbe giusto imboccare la strada di una sostanziale rivisitazione delle scelte sanitarie portate avanti fino ad oggi ed avviare un concreto miglioramento dei servizi ospedalieri, creando tutte le condizioni necessarie perché questo avvenga?

Una volta l’ex Presidente della Giunta regionale Rossi, quando era ancora Assessore alla sanità, dichiarò, nella sala consiliare del Comune di Portoferraio, che “spesso ad investire nei piccoli ospedali ci si guadagna”. Queste le sue esatte parole che non ho mai dimenticato, anche perché furono accolte con un caloroso applauso.

Con il passare del tempo, purtroppo, si sono rivelate solo “generose” parole di circostanza!

L’Europa, all’art.174 del Trattato stipulato per il suo funzionamento, riconosce “i gravi e permanenti svantaggi naturali delle regioni insulari” e si pone l’obiettivo di “superare gli specifici divari geografici, infrastrutturali, amministrativi e dei servizi rispetto alle aree maggiormente sviluppate”. Oggi è anche pensabile che la Regione possa ottenere adeguati finanziamenti europei per la sanità elbana nell’ambito degli aiuti promessi con il Recovery plan. Solo che abbia la volontà di chiederli presentando precise e motivate richieste.

Giovanni Fratini