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Ampliamento dell’aeroporto di Marina di Campo: impatto ambientale insostenibile e una concezione dei trasporti vecchia

Scritto da Legambiente Arcipelago Toscano

Ampliamento dell’aeroporto di Marina di Campo: impatto ambientale insostenibile e una concezione dei trasporti vecchia

Come si legge nello “Studio di Prefattibilità allungamento pista 16/34 – Marina di Campo – Elba” di Alatoscana, «Al fine di ottenere nuove aree disponibili per la riconfigurazione dell’Air Side come da scenario sopra illustrato si rende necessario acquisire nuove aree attualmente esterne al sedime e urbanizzate deviando i tracciati delle viabilità, dei fossi, delle linee elettriche, dei sottoservizi ecc. e rimuovendo i fabbricati e le attuali urbanizzazioni presenti».

Gli scenari proposti sono 3, ma la scelta ricade sullo scenario 1: “Prolungamento di 255 metri della RESA pavimentata lato THR16 e di 51 metri lato THR34” che prevede:

1. Deviazione strada provinciale SP25
2. Esproprio e demolizione abitazioni interferenti con le superfici di limitazioni ostacoli (lato Nord)
3. Deviazione Fosso dei Forcioni
4. Demolizione tratto via dei Forcioni
5. Demolizione strada vicinale
6. Ponte su nuova strada provinciale SP25 in corrispondenza del nuovo tracciato del Fosso dei Forcioni
7. Ponte su vecchio tracciato strada provinciale SP25 in corrispondenza del nuovo tracciato del . Fosso dei Forcioni
8. Demolizione tratto strada provinciale SP25
9. Ampliamento sedime aeroportuale Nord
10. Demolizione tratti via Baracano
11. Nuova rotatoria tra SP25 e via dell’Acquedotto
12. Nuova rotatoria su via dell’Acquedotto
13.. Esproprio e demolizione abitazioni interferenti con le superfici di limitazioni ostacoli (zona Sud)
14. Adeguamenti per nuovo turn pad zona sud.
I soli costi per l’intervento sull’aeroporto, senza la deviazione dei fossi della Galea e della Pila e della strada vicinale, ammontano a 17.769.750,00 euro (una cifra che appare molto prudenziale). In tutto abbiamo calcolato che potrebbero essere demolite una quindicina di edifici di varie dimensioni. Nelle ipotesi 2 e 3 gli impatti e i costi sarebbero ancora peggiori.

Il tutto in un’area ad elevatissimo rischio idrogeologico (che sarebbe acuito e non mitigato dagli spostamenti dei corsi d’acqua) e che verrebbe “esportato” anche nell’area verso mare attualmente a minor rischio. Un pericolo ben noto a Marina di Campo che ha subito due alluvioni nel giro di 9 anni e dove per mitigare parzialmente il rischio sono state spese ingenti somme di denaro pubblico.

Il tutto non per far atterrare aerei più grossi, come si tende a far credere, ma per poter aumentare di soli 20 posti a viaggio la capienza degli aerei che già attualmente atterrano a Marina di Campo.

Se andrà bene, in alta stagione e con condizioni meteo ottimali, grazie a questo enorme impatto ambientale che ha anche pesanti ricadute sociali, a Marina di Campo potranno atterrare forse un paio di centinaia di passeggeri in più e, in totale, quelli che possono arrivare all’Elba con poco più di un viaggio in traghetto.

Il costo ambientale non vale la candela economica.

Un progetto che ha l’ambizione dichiarata di attrarre il turismo del nord Europa. Peccato che proprio nei Paesi nordeuropei si stia mettendo in discussione la sostenibilità ambientale del trasporto aereo, soprattutto su tratte come questa.

Basta leggere il manifesto elettorale “Deutschland. Alles ist drin” presentato qualche giorno fa dai

Verdi tedeschi, che probabilmente esprimeranno la prossima cancelliera del Paese più importante dell’Ue (e dal quale provengono la maggioranza dei turisti stranieri dell’Elba) e che comunque entreranno nel governo. Nel Manifesto elettorale verde per le elezioni federali del 2021 si legge: «Rendere il traffico aereo climate neutral. Il volo ha avvicinato il nostro mondo. Allo stesso tempo, a causa del suo immenso consumo di cherosene, è il mezzo di trasporto più dannoso per il clima. Dopo la pandemia, non vogliamo tornare alla crescita cieca del traffico aereo, ma piuttosto allinearla all’obiettivo della neutralità climatica. Vogliamo rendere superflui i voli a corto raggio entro il 2030 espandendo in modo massiccio le ferrovie. Il numero dei voli a lungo raggio deve essere ridotto e, allo stesso tempo, decarbonizzato. Le sovvenzioni dannose per l’ambiente nel traffico aereo devono essere gradualmente eliminate». Insomma nessun contributo statale ai voli low-cost e alle tratte con i Paesi dove i tedeschi vanno in vacanza.

In Norvegia, entro il 2040 il trasporto aereo a corto raggio in Norvegia dovrà utilizzare esclusivamente aerei al 100% elettrici. E Dag Falk-Petersen, numero uno di Avinor, l’organismo pubblico che gestisce gli aeroporti norvegesi, ha detto che «La Norvegia ha l’ambizione di essere la prima al mondo. Stimiamo che tutti i voli della durata fino a un’ora e mezza potranno essere fatti con aerei completamente elettrici. Questa durata è sufficiente per i collegamenti interni nel Paese e per quelli con le altre capitali scandinave». Per quanto riguarda piccoli aeroporti come quello elbano, Avinor lancerà una gara per aprire una rotta commerciale operata da un piccolo velivolo (19 posti) a propulsione elettrica, che farà dei test di volo a iniziare dal 2025».

Anche la Svezia, il Paese di Greta Thunberg, punta a ridurre fortemente a ridurre i voli interni sostituibili con i treni e a scoraggiare i voli per andare in vacanza all’estero. Altrettanto prevede la Finlandia.

In Francia è in atto un acceso dibattito sulla sostenibilità dei voli di una durata tra le 3 e 4 ore e il governo ha già annullato alcune rotte locali entro le 2 ore sostituibili con i treni e ha confermato che non procederà all’ampliamento o costruzione di piccoli aeroporti.

D’altronde, anche la rotta Roma – Milano è stata praticamente resa vana dai treni ad alta velocità e altre sono destinate a fare la stessa fine quando i treni veloci raggiungeranno le città meridionali.

Insomma, alla fine, dopo ingenti spese, danni ambientali notevoli e demolizioni di case di residenti, che magari ci vivono da generazioni, l’unica differenza sarà che potranno atterrare gli stessi velivoli a pieno carico. Non si realizzerà il sogno di chi vorrebbe un turismo di massa in arrivo dal nord Europa con qualche compagnia low-cost.

Invece di puntare sul trasporto aereo, per il quale si annuncia un periodo di crisi sia per motivi climatici che ambientali e di mutate abitudini dei turisti, sarebbe forse meglio investire energie e denaro pubblico nell’ammodernamento e messa in regola con le direttive climatiche, ambientali e sui trasporti i vetusti traghetti che collegano l’Elba al Continente, magari pensando anche a una nuova rotta Livorno – Elba direttamente collegata con l’aeroporto di Pisa.

Visto che le politiche europee puntano a rafforzare il trasporto ferroviario, sarebbe anche meglio proporre un collegamento diretto in treno (o bus elettrici) Aeroporto di Pisa Piombino e occuparsi finalmente di rendere maggiormente raggiungibili Campiglia Marittima con frecce, Intercity e regionali, collegati sempre con Piombino Marittima con un treno/navetta veloce in coincidenza con i traghetti.

Un progetto che Trenitalia ha già per altre località e che è legato a tutta una serie di ragionamenti virtuosi, come per esempio il collegamento bici+treno, un certo sforzo sul plastic free (acqua in contenitori di alluminio e non in plastica), promozioni per gli under 16, eccetera. Piombino Marittima – e quindi l’Elba – non sembra esserci. Su questo Trenitalia hanno buon gioco anche perché mancano proposte concrete da parte delle amministrazioni comunali elbane per attivare un trasporto davvero più adeguato alle necessità di elbani e turisti e alla nuova realtà ambientale europea e italiana.