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Sarà nelle librerie nei primi mesi del 2022 l’ultimo lavoro letterario di Alessandro Pugi

L'intervista allo scrittore elbano Alessandro Pugi

Sarà nelle librerie nei primi mesi del 2022 l’ultimo lavoro letterario di Alessandro Pugi

Lo scrittore elbano ci racconta, in un’ intervista senza veli, la speranza, l’attesa, e infine la soddisfazione per la scelta di un’importante casa editrice.

Allora Alessandro, raccontaci questa collaborazione con la tua nuova casa editrice?
(Sorride…) Mi piacerebbe dirvi il nome dell’editore che pubblicherà il mio prossimo lavoro, ma per contratto, almeno per il momento, non mi è possibile. Posso solo anticiparvi che è una casa editrice piuttosto impegnata nel panorama letterario nazionale, che dagli anni ottanta si è distinta con pubblicazioni importanti.

Come nasce questa scelta?
Sono arrivate delle proposte di alcuni editori ai quali avevo inviato il manoscritto, nel frattempo la mia agente letteraria, Michela Tanfoglio, che ha tra le mani quasi tutti i miei romanzi inediti, mi ha fatto temporeggiare poiché aveva intavolato delle trattative con due importanti case editrici alle quali aveva sottoposto il romanzo. Per alcuni mesi ho atteso l’esito della lettura del romanzo e finalmente, i primi giorni di Marzo, è arrivata la proposta. Per la prima volta mi sono trovato davanti a una scelta piuttosto importante: la firma su un contratto che mi avrebbe vincolato per venti anni con la stessa casa editrice. Inoltre ogni mio successivo romanzo sarebbe stato legato alla stessa, prima di un’eventuale pubblicazione. Ho passato notti insonni prima di decidere, ma alla fine, anche parlando con mia moglie e con Michela, mi sono convinto che fosse la scelta giusta, almeno per questo romanzo.
Di quale romanzo parliamo, se puoi svelarci, questo “segreto”?
Non ci sono segreti, il romanzo è “A un passo dal domani” ma poiché la decisione finale del titolo spetta all’editore, semplicemente è necessario mettere al posto giusto ogni virgola. Questa casa editrice lavora a un certo livello e onestamente, abituato a pubblicare in fretta e spesso senza editing, mi sono trovato davanti a una realtà complessa, sia a livello di marketing sia di scelte editoriali. Prendiamo ad esempio proprio i tempi di pubblicazione. Sono dilatati da esigenze di mercato e strategie che non avrei immaginato di dover seguire, le modalità di gestione del romanzo sono complesse e le regole piuttosto rigide, considera che anche i concorsi ai quali partecipare verranno decisi dalla casa editrice secondo la propria linea editoriale.
“A un passo dal domani” è il romanzo dedicato a Daniele Cecchini?
Sì. Come già detto in altre interviste, sono rimasto colpito da quanto successo al ragazzo e da tutto il dolore che la sua scomparsa ha destato nella gente di Porto Azzurro e dell’intera Isola d’Elba. Daniele era un ragazzo gioviale, gentile, che ha lottato fino alla fine perdendo la sua personale battaglia contro il male, e tutti lo ricordano con infinito affetto. Inizialmente ho scritto il romanzo in terza persona, poi, rileggendolo più e più volte, mi sono deciso a riscriverlo completamente adottando la formula della prima persona. La differenza? Un maggiore impatto emotivo, dal mio punto di vista. Durante le miriadi di correzioni che si fanno rileggendo il romanzo, mi sono convinto che Matteo, il personaggio principale, avrebbe espresso al meglio le sue potenzialità, il suo modo di affrontare il dolore, attraverso un racconto intimo, descritto dalla propria voce. Più difficile è stato ricondurre queste potenzialità al personaggio di Jack, il Fox Terrier cooprotagonista della storia. Alla fine, ne è uscito, a mio avviso, un lavoro stupendo, il racconto di una vita corrosa dal destino e interrotta puntualmente da deviazioni che ne hanno condizionato lo scorrere, costringendo i protagonisti a raggiungere destinazioni non volute, che non hanno potuto evitare.

Qual è il messaggio che il romanzo vuole inviare?
Onestamente non ho la pretesa voler inviare messaggi alle persone quando scrivo. Sono molto impulsivo nel mio modo di scrivere e quindi spesso ragiono sulle motivazioni che mi hanno indotto alla stesura del romanzo solo dopo averlo finito. Invece, per questo lavoro, è successa la cosa inversa. Ho condiviso, pur non avendo con loro un rapporto personale, il dolore della famiglia, interrogandomi su come fosse possibile attenuarlo, fino a tentare di conviverci. Immedesimarsi in un dolore talmente forte da devastare qualsiasi anima è stata davvero una prova difficile. Nonostante la narrazione non comprenda la vera storia di Daniele, ho chiesto ai genitori il permesso di dedicargli questo romanzo attraverso la lettura della prima stesura, qualche anno fa. Quindi, per tornare alla tua domanda, sì, questa volta il mio romanzo vuole lanciare un messaggio importante. Condividere il dolore, anche con persone fino a quel momento sconosciute, può aiutare a passare oltre, a superare l’ostacolo, anche se a mio avviso non esiste la possibilità che quella ferita impressa a fuoco nella nostra anima, si possa rimarginare definitivamente, poiché c’è e ci sarà sempre un odore nell’aria, un sussurro nel vento, un’immagine già vissuta, che ci ricondurrà a quella presenza, alimentandone il ricordo. Inoltre ho voluto affrontare il tema della donazione degli organi, che, secondo me, non è sufficientemente evidenziato dalle istituzioni.
Quindi, in definitiva, il romanzo uscirà a quasi tre anni dalla tua ultima pubblicazione e con temi completamente diversi.
Sì. “Il Sussurro del diavolo” è uscito ad agosto 2019, subito dopo “L’origine del male”. Una spy story, e un thriller poliziesco che affronta temi come lo Stalking e il femminicidio. Due romanzi importanti che hanno segnato la mia evoluzione di scrittore. Ero abituato a pubblicare un romanzo all’anno, o anche due, questa volta mi sono preso, o meglio, mi hanno imposto tempi diversi.
A cosa stai lavorando?
Sto ultimando le correzioni del romanzo “Ti parlerò di noi”. Una storia forte che affronta la tematica delle difficoltà che incontrano le coppie omosessuali nella quotidianità. Un tema attualissimo, considerato quello che sta succedendo intorno al ddl Zan. L’omotransfobia è il seme della discriminazione razziale e sessuale e trovo squallido che si faccia uno sciacallaggio politico su un argomento tanto importante. Si possono e si devono avere opinioni diverse, ma devono sempre essere esposte nel rispetto del prossimo e del vivere civile. D’altronde è la natura stessa che ci insegna che le diversità sono come i pezzi di un puzzle: servono a comporre il mondo in cui viviamo. Per esempio: esistono alcuni pesci ermafroditi che sono in grado di cambiare naturalmente sesso, altri animali sono asessuati, cioè si riproducono senza la necessità dell’altro sesso, insomma la natura ci insegna che il rispetto delle diversità è alla base della vita in comune e continuo a stupirmi di come l’essere umano fatichi a comprendere questa cosa .

Un’ultima domanda: “A un passo dal domani” a quale categoria di persone si rivolge?
A tutte. È un romanzo che fa sorridere, che provoca compassione, che fa piangere. Ci sono pagine in cui soffia il vento della passione, altre in cui il dolore per la perdita sembra emergere minaccioso dall’abisso dell’anima. Una lettura profonda, da gustare con un pacco di fazzoletti accanto, pronti per essere usati. Vorrei ringraziare tutte le persone, gli editori, i lettori, che in questi anni hanno condiviso con me i miei scritti, è stato ed è tutt’ora un onore vedere pubblicato un mio lavoro e sapere che qualcuno lo ha letto, ridendo o piangendo insieme ai miei protagonisti. Grazie di cuore a tutti.

Le pubblicazioni di Alessandro: The Spanners 2010. Il colore del cielo, l’Aquila, il Falco e il Cigno nel 2012 Ed. il Foglio, premiato al premio internazionale Città di Cattolica. Il Tredicesimo zodiaco anno 2012. La sottile linea del destino anno 2014. Come il volo di una farfalla anno 2016, finalista premio nazionale Regione Abruzzo. Il cercatore di stelle anno 2018, ed. Il Foglio, Premiato al Premio internazionale Michelangelo Buonarroti 2109. L’Origine del Male, anno 2018, Ed. CTL, vincitore premio “La Giuria” al premio internazionale Milano International, vincitore del prestigioso riconoscimento internazionale “Books For Peace 2019”, premiato al Premio internazionale Michelangelo Buonarroti 2018, 3° classificato al premio Internazionale “La voce dei Poeti”, Il sussurro del diavolo, anno 2019, Onda D’Urto Ed., vincitore “Premio per la Legalità” anno 2019, finalista al premio nazionale “Giorgione Prunola” 2020, premiato fuori concorso al premio internazionale “Città del Galateo” 2020, finalista premio internazionale “Tre colori” 2020. Vincitore del premio nazionale Città di Grosseto, anno 2019 e finalista VIII premio internazionale “Città di Sarzana” 2020, con il romanzo inedito, “Quello che non sai di lei” e secondo classificato al premio internazionale Lexenia Arte e Giustizia anno 2019 con il romanzo inedito “La quiete dopo la tempesta”