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Sui malfatti lavori di Via Silvio Pellico

Scritto da Andrea Gelsi, Capogruppo Capoliveri Bene Comune

Sui malfatti lavori di Via Silvio Pellico

In relazione ai lavori effettuati da un privato su suolo pubblico, penso che sia necessario fare chiarezza per la nefandezza che è stata autorizzata dal Comune e realizzata dal privato con l’installazione della ringhiera.
Nel 2017/2018 dopo molte liti tra il proprietario del fondo sotto strada con vari frequentatori del locale L’Altrovino, (liti banali per supposto disturbo alla quiete e qualche tappo di vino e tre noccioli di oliva caduti nella sua proprietà), lo stesso, su indicazione di qualche suo ottimo amicone, presentò in Comune, senza troppo clamore, una pratica per l’installazione di una ringhiera sul muretto lungo la via.
Premetto, che la sua abitazione non è ubicata in campagna, dove la scelta indica voglia di riservatezza, ma è ubicata in pieno centro storico di Capoliveri, borgo notoriamente e per fortuna frequentato da molti turisti, ma non particolarmente indicato per chi cerca la solitudine nei mesi estivi.
La pratica, fatto il suo iter negli uffici tecnici comunali, venne approvata (con troppa superficialità??) dalla competente Commissione Paesaggistica di allora.
Alla luce della norma che separa le funzioni di indirizzo politico dalle funzioni di gestione amministrativa, io personalmente come altri amministratori (e in quel momento dico tutti) non conoscevamo e non eravamo tenuti a conoscere come giusto che sia, tutte le pratiche presentate all’Ufficio Tecnico, compresa questa.
Nel 2019 non contenti, per il principio che al brutto non c’è mai fine, viene presentata dal privato una variante al progetto ancora più brutta, ma, in compenso, più vantaggiosa per il privato stesso.
Per caso, però, un paesano mi informa di cosa stesse accadendo e cosi inizio a prendere informazioni nei vari uffici.
Come chiedo di visionare la pratica, mi rendo conto che solo grazie ad un’informazione avuta da un privato cittadino e proprio grazie alla presentazione della variante, sono ancora in tempo a fare qualcosa per fermare questo scempio.
L’ufficio tecnico mi informa che il muretto è risulterebbe di proprietà del privato che ha presentato la pratica edilizia. Per logica non potevo credere a quanto mi veniva detto dato che il nostro paese è circondato da muretti centenari proprio lungo le vie principali (Via Circonvallazione, Via 25 Luglio, Via Calamita, Via Mellini, Via Cavallotti, ecc. ecc.).
Avanzate le mie perplessità il tecnico mi informa anche che, per un errore durante una permuta tra il comune e il privato, forse è stato commesso un errore. Dico subito al tecnico comunale di bloccare la pratica e quindi di bloccare in autotutela il rilascio del necessario Permesso a Costruire, comunque denominato, in attesa di una verifica finalizzata ad accertare se realmente ci sia stato un errore del tecnico al momento dei frazionamenti; contemporaneamente faccio dare incarico per tali verifiche ad un geometra esterno che l’ufficio competente individua nella figura del Geometra Della Lucia Giulio.
Informo gli uffici che nel caso in cui fosse accertato l’errore, sarebbe stato necessario predisporre immediatamente le pratiche per effettuare un eventuale esproprio di 50 cm in profondità e relativi al muretto in questione.
Poi io il 27/07/2020 dopo aver pareggiato le elezioni e poi vinto il ballottaggio vengo cacciato non dai capoliveresi ma dal Consiglio di Stato.
Ecco, da quel momento io esco di scena ma consapevole del fatto che tutte le direttive politiche impartite fino a quel momento, proprio a tutela di una via del nostro paese, sarebbero diventate vane e sostituite con altre direttive dalla nuova compagine politica.
Oggi, voglio prendere per buono che dall’incarico dato dagli uffici comunali per stabilire la proprietà, possa essere emerso che effettivamente ci sia stato un errore al momento della permuta, ma voglio però capire, il motivo per cui, dalla nuova amministrazione, non siano state attuate, se necessarie, le pratiche per l’esproprio della proprietà relativa al muretto, proprio come io, invece, avrei voluto fare.
Viene da pensare che agli amici degli amici non si doveva, o peggio, non si poteva fare un esproprio di 50 cm. di profondità.
Sono anche sicuro che quando fu fatta la permuta, il comune non avrebbe mai voluto cedere la proprietà del muretto ma solo l’area sottostante che si trova a ridosso del muretto in questione e questo è sicuramente scritto all’interno dell’atto di permuta. Se poi nell’accatastamento è stato fatto un successivo errore, tutti sappiamo che il catasto non è provante.
Altro atto ancora più grave commesso da questa amministrazione è il fatto che, oltre a permettere l’autorizzazione di una nefandezza del genere in proprietà privata che, come ho già detto, poteva essere evitata, è stato il rilascio del nullaosta al privato per l’installazione della ringhiera anche sull’area pubblica come da delibera di Giunta Comunale n. 326 del 03/12/2020. Quindi, si tratta di un nullaosta rilasciato, con scienza e coscienza, solo qualche mese fa.
Pertanto non riesco proprio a capire il motivo per cui l’amministrazione Montagna, potendo e avendo le facoltà per intervenire, dato che era a conoscenza del problema, abbia deciso di tutelare un interesse privato a discapito di quello pubblico. Quanto sopra detto è documentabile e riscontrabile presso gli uffici comunali.