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Rio, Terra Nostra: "Dal 2018 un paese a democrazia sospesa" - Tirreno Elba News
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Rio, Terra Nostra: “Dal 2018 un paese a democrazia sospesa”

Scritto da Gruppo Consiliare TERRA NOSTRA

Rio, Terra Nostra: "Dal 2018 un paese a democrazia sospesa"

C’è chi pensa che tappare una buca in una strada, grande o grossa che sia, oppure fare un parcheggio o un giardino significhi saper amministrare un comune. Non è affatto così. Saper amministrare un comune è difficile, e nell’accingersi, è richiesto molto “mestiere”, con esperienze vissute meglio se vengono da lontano. Gli improvvisati, rischiano di fare seri danni. Amministrare significa prima di tutto saper stare in mezzo alla gente, capirne le sensibilità, rimuoverne le divisioni, educare al meglio le giovani generazioni con la propria presenza e vicinanza, infondere la filosofia dell’accoglienza, svolgere politiche di integrazione sociale per gli anziani, per i giovani, per le donne, soprattutto quelle sole e che manifestano problemi. Amministrare è saper creare punti di dialogo e di ritrovo anche e soprattutto culturali, come una biblioteca, o un forum. Amministrare significa non far calare le scelte dall’alto, ma condividerle, farle metabolizzare, spiegarle e convincere che sono le migliori per il bene del paese. Amministrare è non isolarsi, è confrontarsi con tutti, senza tratti di sufficienza o arroganza. La Giunta e il sindaco di Rio non aprono nessun dialogo, nessuna comunicazione con il paese sulle scelte che determinano grossi impatti sulla collettività. Solo una spocchiosa supponenza per la quale ” io so io , mentre voi….. non siete nulla”. Rio dal 2018 è un paese a democrazia sospesa: prima la minaccia di querele poi le offese ai dissidenti, poi l’autoreferenzialità, hanno annichilito il dibattito politico. Una cosa così non si era mai vista; forse molti ma molti anni fa…….
TERRA NOSTRA aveva previsto tutto questo quando fu approvato il nuovo regolamento del consiglio comunale, che toglieva alle minoranze ogni prerogativa residua di incidere seriamente, anche in consiglio. Oggi, registriamo che la stessa cosa vale per i cittadini, ai quali è spesso precluso il colloquio col sindaco nelle varie forme. Dall’alto del loro scranno, sono “loro” a decidere chi merita di essere ricevuto o interloquito. Ma anche alle forze politiche, che nonostante chiedano sovente spiegazioni in un dibattito istituzionale civile, non ottengono alcuna risposta. Anche per essi “io so io, e voi …. non siete nulla.”

Gruppo Consiliare TERRA NOSTRA