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Dario Franceschini Ministro della Cultura per la quarta volta: un’occasione per l’Elba

Scritto da Jacopo Bononi-Presidente del Premio letterario La Tore Isola d’Elba

Dario Franceschini Ministro della Cultura per la quarta volta: un’occasione per l’Elba

Puoi leggere, leggere, leggere, che è la cosa più bella che si possa fare in gioventù: e piano piano ti sentirai arricchire dentro, sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura. (…) Così stigmatizzava nel 1965 Pier Paolo Pasolini su ‘Vie Nuove’ di quell’anno. Riprendendo le riflessioni del prof. Alberto Brandani, presidente del ‘Premio letterario Internazionale Isola d’Elba-Raffaello Brignetti’, di alcune settimane orsono, al quale va la mia stima personale incondizionata, occorre a mio avviso precisare che la parte più significativa che ogni evento letterario dovrebbe avere è quella della divulgazione culturale. La maggior parte dei premi letterari che, come ricorda il professore, sono migliaia in Italia parte da questo aspetto, ma sovente accade che una parte abbia un carattere di chiusura elitaria verso le masse e quelle torri d’avorio sembrano offrire l’opposto di ciò che giustamente Brandani si augura. Poi chiosa: (…) Le nostre campagne sull’importanza della lettura sono continue negli anni e nel tempo e la riprova concreta è che giovani lettori sono sempre più interessati a partecipare alla vita del premio (…) Dario Franceschini, avvocato e politico di lungo corso, è per la quarta volta Ministro della Cultura e è stato vincitore della edizione 2017 del ‘nostro’ Premio La Tore. Un’occasione per l’Elba che non dobbiamo farci scappare. Nell’intervista che egli rilasciò in quella occasione in hotel traspariva evidente che in cuor suo egli aveva davvero a cuore la valorizzazione delle espressioni culturali della nostra isola: difatti, tra gli altri, apprezzò grandemente l’incontro con Italo Bolano. Ma su questo ritorneremo. Appena giurato nel nuovo Governo Draghi Franceschini ha dichiarato alla stampa: (…) Rispondendo a una vostra domanda, la prima volta che ho giurato come ministro, ho detto che mi sento chiamato a guidare il ministero economico più importante di tutto il Paese. Penso che sia così, lo hanno dimostrato questi anni e lo dimostra questa epidemia. L’Italia è più brutta e meno attrattiva e più triste, senza teatri e cinema aperti, senza i musei con i turisti, senza i concerti nelle piazze. L’impegno è ripartire il prima possibile e lavorare perché la cultura sia il vero motore. (…), da Il Fatto Quotidiano del 13 febbraio 2021. Sebbene il ministero sia stato smembrato e il turismo sia passato ad altro dicastero, il suo ruolo può essere ancora determinante e cercheremo di avvicinarlo per garantire all’Elba un futuro culturale ancora più prospero. Leggiamo su La Repubblica di ieri: (…) ‘Dove c’è Franceschini c’è maggioranza’ è ciò che si dice di lui nei palazzi romani per via di quella certa attitudine a ritrovarsi sempre dalla parte giusta della storia, anche quando questa sembra volgere a suo sfavore. Classe 1958, nato a Ferrara da padre partigiano ed ex deputato democristiano, ‘il mitico Dario’ è al suo settimo governo: un cursus honorum iniziato a fine ’99 da sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel fugace D’Alema II e oggi coronato con la chiamata di Draghi, confermato alla guida del ministero della Cultura. Avvocato civilista, appassionato di lirica, i primi passi nella Dc di Zaccagnini, da ragazzo suonava il sassofono, faceva lo sbandieratore al Palio e a calcio presidiava la porta. Ruolo difensivo che ha continuato a esercitare da adulto (…) ho sempre pensato che in politica non si debba necessariamente fare il numero uno. I terzini non possono giocare per segnare, la squadra perderebbe (…) Abilissimo a restare in sella e incapace di serbare rancore, riuscì a restare ministro persino nel traumatico passaggio da Letta a Renzi, nonostante l’appellativo di ‘vicedisastro’ affibbiatogli qualche anno prima dall’ex sindaco di Firenze; quando nel 2009 perse le primarie contro Bersani, questi lo volle capogruppo alla Camera, non fuori da tutto; dopo aver difeso Conte sino allo stremo, ha lavorato ventre a terra perché l’appello di Mattarella fosse digerito da un Pd recalcitrante. Consistendo il suo potere in una rete di solide relazioni: quando per volere del Pd l’attuale capo dello Stato non poteva più tornare in Parlamento (aveva superato le tre legislature) fu proprio Franceschini a pretendere che venisse indicato dal partito come giudice della Consulta. Il Ministro della Cultura è padre di tre figlie femmine, due grandi avute dal primo matrimonio, la piccola dalla seconda moglie consigliera regionale col cuore a sinistra, cui probabilmente deve alcune svolte femministe e sulle unioni civili che gli hanno guadagnato il favore dei laici, essendo dai cattolici già molto amato. A sedici anni, da liceale allo scientifico Roiti, gira con l’eskimo e la barba rossa, fonda l’Associazione studentesca democratica, ma a ventuno è già consigliere comunale con la Dc. Da lì in poi non si ferma più: vicesegretario del Ppi, poi del Pd, dal 2001 in Parlamento. Sempre al centro. Di lui a un certo punto Ciriaco De Mita disse: ‘Quello non sarà mai un leader, scrive romanzi’. Ne ha quattro all’ attivo, più una raccolta di racconti. Tradotti in Francia da Gallimard, forse la più grande soddisfazione della sua vita. Insieme a un’altra, più inconfessabile: aver superato Veltroni al premio Chamberey: così lo descrive La Repubblica. Noi aggiungeremo che ha poi pareggiato con Veltroni, visto che l’anno prima ossia nel 2016 ha vinto il La Tore proprio l’ex Sindaco di Roma. I casi della vita. Entrando in piazza della Chiesa gli telefonò e Veltroni apprezzò il gesto e il momento. L’importanza di avvicinare in occasioni culturali come il nostro riconoscimento personalità così importanti deve quindi portare ad una diretta valorizzazione della nostra Isola e ciò potrà avvenire sia con la richiesta di una tutela maggiore del nostro partrimonio storico, artistico e architettonico dalle Pievi Romaniche ai borghi medievali da Marciana a Capoliveri, ma dovrà, come egli stesso precisa nell’intervista riportata poco sopra, riguardare anche le attività museali e di intrattenimento culturale del periodo estivo. Tramite le quali l’Elba può dare una immagine di sé che sia, oltre al paradiso paesaggistico e naturalistico che già è, quella di essere anche un’oasi culturale, avendone gli strumenti e gli argomenti. Queste poche righe siano un appello alle istituzioni preposte comunali, provinciali e regionali affinchè si guardi oltre all’interesse del proprio comprensorio e che l’Isola sia ‘comune unico’ in ciò che conta davvero ossia nel comune slancio verso una visione concreta di valorizzazione dell’esistente. Noi, nel nostro piccolo, a parte promuovere due premi letterari, con le attività espositive legate ai pittori elbani contemporanei tramite l’Arthotel alla Marina, già cerchiamo di farlo. Si aggiungerà quest’anno, tramite il premio a Mauro Corona, il maestro Luciano Regoli che insieme con un’altra decina di artisti elbani sta aderendo con entusiasmo alle nostre iniziative. Già è in programma con la vedova Bolano la realizzazione di una Galleria permanente all’Arthotel che sarà visitabile gratuitamente tutti i giorni, nel periodo estivo, con alcune opere significative del Maestro. Un’altra importante idea inoltre sarà quella che la gentile signora Alessandra sta con fatica promuovendo ossia la nascita di una Fondazione dedicata al marito, al cui progetto se potremo daremo il nostro appoggio e contributo, perché figure come quella di Italo vanno rese centrali se si vuole che l’isola sia uno dei percorsi turistici culturali che lo stesso Franceschini intende valorizzare. Ecco che quindi sarà al Ministero della Cultura che con Alessandra chiederemo di intervenire per il ‘Museo Open Air’ di San Martino e la sua valorizzazione. Ci ricordiamo tutti che alla serata del luglio 2017, quando il Ministro fu ospite per ricevere il ‘Premio La Tore’ non vi fu un solo rappresentante delle autorità locali, eccetto la nostra sindaca Allori, ad onorarlo e magari a cercare un appoggio in più per l’isola, cosa che emerse anche sulla stampa: episodi così non si devono più ripetere. Ci torna alla mente ciò che si scrisse del romanzo ‘La Spiaggia d’Oro’ che vinse il Premio Strega nel 1971, premio tra quelli che ci onoriamo con Franco e Lucia Semeraro di promuovere, del nostro concittadino Raffaello Brignetti, del quale abbiamo già scritto che non si dice e non si fa mai abbastanza, neppure alla Marina: (…) l’isola intesa non solo come evasione ma anche come evento della grazia per l’uomo moderno, reduce dalla divorante atmosfera tecnologica che lo circonda nella quotidianità, che gli permette di tornare alla propria dimensione umana. Anche in Brignetti palpitava il senso dell’importanza dell’isola come occasione di rivalutazione della dimensione umana e quindi culturale. Attendiamo fiduciosi segnali pubblici in questo senso.

Intervista a Dario Franceschini in occasione del Premio La Tore 2017:

https://teletirrenoelba.com/tredicesima-edizione-del-premio-la-tore-riconoscimento-a-dario-franceschini/      

Jacopo Bononi-Presidente del Premio letterario La Tore Isola d’Elba