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Rientro a scuola, la lettera degli studenti

Scritto da Il Coordinamento dei Presidenti delle Consulte Provinciali Toscane

Rientro a scuola, la lettera degli studenti

In qualità di Coordinamento Regionale delle Consulte degli studenti della Toscana, a nome delle studentesse e degli studenti, riteniamo che posticipare sull’intero territorio nazionale il rientro delle scuole superiori in presenza sia una scelta poco comprensibili e difficilmente accettabile.
La DAD o DDI sono presenti ormai da un anno e sono sempre state raccontate come misure d’emergenza, ci è sempre stato detto che tornare in presenza era una priorità per il Paese: che il nostro futuro era una priorità, ma invece siamo qui a scrivere questo documento perché evidentemente gli interessi sono stati altri.
Noi studenti siamo stati i primi a sacrificare il nostro diritto allo studio (in Italia le scuole sono state le prime a chiudere), consapevoli che per responsabilità collettiva bisognasse seguire delle regole ferree per uscire dalla situazione di emergenza. sicura. Abbiamo sentito tante parole finite nel vuoto, che, come sempre, assorbe soprattutto il disagio e la precarietà del mondo studentesco.
I frutti di questa inerzia sono davanti agli occhi di tutti, un’indagine svolta da Save the Children evidenzia che circa 34 mila studenti, solo nelle scuole secondarie di secondo grado, sono a rischio di abbandono scolastico.
La nostra scuola ha sempre avuto molti problemi che tutti i governi non hanno voluto affrontare o hanno affrontato in modo propagandistico ma, dopo l’avvento della pandemia, i soliti disagi che noi studenti vivevamo ogni giorno si sono amplificati e nessuno ha cercato di porvi rimedio. Sono state semplicemente fatte promesse, sistematicamente non mantenute. Vogliamo andare a scuola in presenza e vogliamo farlo in sicurezza.
Da circa 20 anni i tagli fatti all’istruzione pubblica sono stati numerosi, è il momento di cambiare rotta!
Pretendiamo un robusto piano di investimenti in vista dei finanziamenti previsti dal Recovery Fund per la scuola, nell’ottica di un potenziamento di tutte quelle lacune venutesi a creare con il passare degli anni, su cui troppe volte si è chiuso un occhio, quali edilizia, trasporti e personale.
Non chiediamo l’impossibile, vogliamo un ritorno a scuola in presenza almeno al 50% come nel resto d’Europa.
Moltissimi studi hanno provato che la scuola non è un luogo a rischio alto di contagio e inoltre, come sono state fatte differenziazioni a seconda delle regioni per le attività produttive, si potrebbe organizzare il rientro in presenza a seconda delle diverse realtà del nostro Paese.
La situazione sanitaria in Toscana e le misure esistenti permetterebbero un rientro in totale sicurezza e ci sembra assurdo che ciò non venga permesso. Il personale scolastico ha cercato ed ha attivato forme di scuola in sicurezza ma abbiamo bisogno di cambiamenti strutturali.
Chiediamo che nelle indicazioni delle zone venga aggiunta la questione delle scuole superiori, facendo sì che la presenza a scuola corrisponda sempre ad una situazione epidemiologica e logistica reale.
Esigiamo che venga istituita una corsia preferenziale per i tamponi a vantaggio di tutte le componenti del mondo della scuola, che sia veramente efficiente e funzionale.
Vivere la scuola in presenza non significa soltanto essere nello stesso luogo fisicamente, ma anche abbattere quell’apatia, disumanizzazione e disuguaglianze incrementate da questa didattica. Troviamo molto preoccupante la rassegnazione che dilaga tra i nostri coetanei.
Non vogliamo abituarci al disagio.
Riteniamo anche che non ci sia legame più forte di quello tra cultura e formazione: un Paese come l’Italia, data la sua storia, non può sottrarsi all’inevitabile e proficua contaminazione del mondo culturale con quello dell’istruzione, eppure ha deciso che queste categorie non sono importanti, non sono davvero indispensabili e non sono una priorità.
Piero Calamandrei disse: “[…] Se si vuole che la democrazia prima si faccia e poi si mantenga e si perfezioni, si può dire che la scuola a lungo andare è più importante del Parlamento e della Magistratura e della Corte costituzionale […]”.

Il Coordinamento dei Presidenti delle Consulte Provinciali Toscane.