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La disparità di trattamento dell’Autorità Portuale e l’indifferenza della classe dirigente elbana

Scritto da Giovanni Fratini

La disparità di trattamento dell'Autorità Portuale e l'indifferenza della classe dirigente elbana

Non c’è che dire. Avvicinandosi le festività natalizie l’Autorità portuale di Livorno ha avuto il gentile pensiero di inviare a noi elbani un bel pacco/regalo, anzi due.

Nel primo “pacco” c’era la sorpresa della decisione del Comitato di gestione di far pagare le tariffe portuali anche ai residenti e ai pendolari. Appena lo hanno ricevuto, i 7 Sindaci hanno espresso la loro forte contrarietà. La stessa cosa ha fatto il Consiglio comunale di Portoferraio approvando, su proposta del capogruppo della maggioranza Scelza, un ordine del giorno. Il neo Consigliere regionale Marco Landi ha presentato una interrogazione in Consiglio regionale.

Il Presidente della Autorità portuale, resosi conto che il regalo non era stato per niente gradito, ha “congelato” l’applicazione delle tariffe ed ha assicurato che della faccenda ne discuterà con la Regione, il Ministero dei trasporti e con gli stessi Amministratori locali. Sarebbe stato, però, molto più “carino” se il Presidente si fosse confrontato prima con gli Amministratori. ll Ministero dei trasporti non ha mai fatto rilievi sulla non applicazione delle tariffe ai residenti e ai pendolari. Idem la Regione Toscana. La Corte dei Conti, che controlla ogni anno i bilanci consuntivi delle Autorità portuali, non ha mai “osservato “ nulla.

Forse sarà il caso di far presente al Comitato di gestione della Autorità portuale livornese che la scelta fatta, oltre 20 anni fa, dalla Autorità portuale di Piombino di esentare residenti e pendolari dal pagamento delle tariffe, è coerente con gli indirizzi e le disposizioni dell’Unione europea. Con l’art.158 del Trattato di Amsterdam del 1997 e con l’allegata Dichiarazione n°30 sulle aree insulari, che, come si legge nel parere espresso nel 2000 dal Comitato economico e sociale, “sono caratterizzate da svantaggi permanenti che le differenziano nettamente dalle regioni continentali”. E tra gli svantaggi vengono indicati “l’isolamento dalla terraferma” e il “costo più elevato dei trasporti marittimi e aerei………”. Per questo l’Unione ha sempre affermato che occorre garantire alle popolazioni delle isole il diritto alla “continuità territoriale”, vale a dire il diritto ad essere collegate alle aree continentali con servizi marittimi ed aerei adeguati e a costi accessibili. 

La sorpresa del secondo “pacco”, dopo anni ed anni di promesse tutte naufragate a mezzo canale, consiste nello stanziamento di soli 200 mila euro, nel bilancio preventivo del 2021, per la progettazione della Stazione marittima a Portoferraio e degli interventi di adeguamento tecnico- funzionale del porto di Rio. Nei porti di Livorno e Piombino “sbarcheranno”, invece, la bellezza di 466 milioni e 50 mila euro per la realizzazione di importanti opere strutturali. Alle critiche mosse dagli ex Assessori al Comune di Portoferraio Bertucci e Del Mastro e dal Gruppo consiliare di minoranza al Comune di Rio, l’Autorità ha risposto, in questi giorni, ricordando che, nel corso del 2021, oltre ai 200 mila euro, “potranno quasi certamente essere reperite…….. le risorse per l’avvio della progettazione dell’adeguamento tecnico funzionale di Portoferraio”. Potranno, forse, ma non è sicuro.Grazie, ma che generosità!

La stessa Autorità ci ha ricordato, inoltre, che ogni anno, è costretta ad impegnare, bontà sua, cospicue somme per le manutenzioni e i servizi dei porti elbani “senza precepire introiti diretti da tali scali”. Ma le tariffe portuali applicate ai turisti che arrivano nella nostra isola? E quelle che pagano i crocieristi che sbarcano a Portoferraio? E le concessioni demaniali? Tutti questi introiti, dove vanno a finire? E poi, crediamo che l’Autorità livornese provveda, con un impegno finanziario di certo maggiore, ad assicurare manutenzioni e servizi anche sui porti di Livorno e Piombino, fatta eccezione per gli inesistenti servizi di assistenza a chi disgraziatamente, per il mal tempo, è costretto ad attendere invano, per ore, sui piazzali d’imbarco nel porto piombinese la partenza di un traghetto, per poi constatare che anche la corsa delle 22,20 viene soppressa. E perché allora da una parte si investono oltre 466 milioni e sull’Elba solo “due spiccioli”? 

Una disparità di trattamento così evidente, difficile da capire e così “ingorda” che mi aspettavo francamente provocasse una generale, decisa reazione delle diverse rappresentanze istituzionali, politiche e sociali dell’isola. Invece, se si esclude Forza Italia con Bertucci, sul fronte delle Forze politiche, di destra e di sinistra, silenzio perfetto. Non hanno ancora pronunciato una parola gli Amministratori dei 7 Comuni. Nessuna presa di posizione da parte delle categorie economiche, dei Sindacati e di tutto quel popolato arcipelago di Associazioni e Comitati che pure ha più volte manifestato, in questo periodo di epidemia e di crisi economica, di voler contribuire alla futura ripresa dell’isola. Che tristezza!

Giovanni Fratini