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Contraddizioni del Decreto Rilancio dell’attività turistica in Italia

Nei periodi di crisi produttiva la liquidità è la prima cura per il rilancio dell’economia. Di Alberto Zei

Contraddizioni del Decreto Rilancio dell’attività turistica in Italia

Non c’è un riferimento all’ Isola d’Elba, oltre alla sua plurimillenaria storia, che non riguardi le caratteristiche naturali, panoramiche e ambientali che hanno trasformato questo lembo di Toscana in uno dei più ambiti luoghi di villeggiatura in Italia. L’attuale crisi economica che seguirà in modo inquietante la forzata sospensione di quasi tutte le attività produttive in Europa e nel mondo ma soprattutto nel nostro Paese, comporterà una forte riduzione anche delle presenze turistiche attese nei prossimi mesi. Una ragione è dovuta alla contrazione turistica per il timore di qualche recrudescenza del covid-19 e alle difficoltà che le disposizioni pubbliche continuerebbero a creare, così come fino adesso sta avvenendo. Un altro motivo è che una gran parte delle forze produttive ha preferito trasformare l’ assenza dal posto di lavoro in ferie per non perdere la retribuzione durante il periodo di quarantena.
Oltre a questo non si deve ovviamente trascurare la ridotta disponibilità economica degli stessi turisti, gran parte dei quali nella migliore delle ipotesi, ridurranno la qualità o la durata delle vacanze.

Logistica alberghiera
Si ritiene pertanto, di particolare interesse per l’ attività alberghiera elbana conoscere prima possibile le disposizioni del decreto legge che entreranno in vigore a luglio, per “favorire” il soggiorno turistico nei prossimi mesi. Si riporta pertanto un estratto delle norme che riguardano le sovvenzioni di sostegno.
Per incrementare il turismo nella prossima stagione estiva, tra i vari provvedimenti adottati dal Governo con il così detto Decreto Rilancio, è stata prevista una agevolazione economica per i soggiorni alberghieri finalizzata a rilanciare l’indotto produttivo di settore. Si tratterebbe di un importo messo a disposizione di coloro che si recano in vacanza, a beneficio personale e delle strutture di soggiorno in cui questi sono ospitati. Ma tra gli aspetti più contorti del decreto che in prima lettura fanno apparire la realtà migliore di quanto sia, vi sono proprio quelli riguardanti il settore turistico che come è noto, è una delle maggiori fonti di entrata del nostro Paese e che pertanto, meritava altrettanto sostegno.
Per attuare la promozione turistica, il governo mette a disposizione attraverso le istituzioni centrali, fino a 500 euro a famiglia, così come si legge sul corposo decreto legge di centinaia di pagine appena uscito e quindi non ancora sufficientemente interpretato nei suo aspetti più intrigati.
In considerazione però, delle restrizioni economiche erariali che l’Italia sta subendo a causa della forzata attività produttiva, si deve anche cogliere quali sono le promesse ai cittadini che con limitazioni e artifici vari, difficilmente porteranno ad un risultato reale. Tra queste emergono le agevolazioni sul turismo che tengono soltanto conto delle aspettative dei cittadini ma non delle difficoltà della relativa attuazione.

Tra dire e fare
Ecco quindi che la programmazione delle sovvenzioni stabilite, ha soprattutto il fine di ottenere una gratificazione politica immediata attraverso il consenso di coloro che ritengono di poter beneficiare di quanto molto difficilmente potranno ottenere. Ma allora, dopo? …………. Infatti, tra dire e fare, soprattutto all’Isola d’Elba, c’è di mezzo il mare.
Detto questo, vediamo quali sono le condizioni del decreto legge che probabilmente renderanno vana l’aspettativa.
Il credito è fruibile esclusivamente nella misura dell’80 per cento, d’intesa con il fornitore presso il quale i servizi sono fruiti, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto e per il 20 per cento in forma di detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi da parte dell’avente diritto. Lo sconto di cui al comma 4 è rimborsato al fornitore dei servizi sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione”.

Quindi per una famiglia di tre o più persone a fronte di 500 euro che nessuno neppure vede, lo Stato non tira fuori di tasca neppure una vecchia lira, chiedendo in altri termini all’ albergatore di prestare (di questo si tratta) al cliente 400 euro in attesa della eventuale restituzione l’ anno successivo. Per i clienti invece, è previsto sempre per l’ anno successivo, un rimborso di 100 euro.

Le condizioni
La prima è che questa ipotetica famiglia in vacanza porti con sé la prova documentale del reddito formato dalle entrate di ciascun componente e che il reddito complessivo di famiglia non superi i 40.000 euro;
la seconda è che le disposizioni entreranno in vigore dopo oltre un mese , ossia dal 1° luglio fino al 31 dicembre. Quindi per il turismo elbano il decreto vale sostanzialmente tre mesi; a meno che non si tratti di un turismo indirizzato alla raccolta di funghi o di castagne al Poggio;
la terza è che la struttura turistica rientri in modo formale tra le categorie previste;
la quarta è che gli esercenti e i turisti non abbiano contenziosi fiscali;
la quinta è che in occasione dei versamenti erariali sull’ attuale reddito di esercizio, nel 2021 il credito delle strutture alberghiere possa essere compensato con il debito d’imposta.
I restanti 100 euro virtuali, potranno servire al cliente l’ anno successivo, per detrarli delle tasse da pagare, si suppone con gli stessi distinguo di regolarità fiscale.
Ora un importo virtuale così condizionato, difficilmente potrà servire agli albergatori i quali dovrebbero a loro spese, praticare lo sconto al cliente in attesa di decurtare l’ anno successivo dalle imposte sui guadagni di stagione (quali ?), la somma prestata al cliente.
Un ulteriore interessamento per incrementare il turismo balneare non c’è, se non in senso negativo. È quello della misura che deve essere praticata dagli stabilimenti balneari tra un cliente l’ altro. Si tratta di una distanza tra ombrelloni da mantenersi in dieci metri quadri.

Nel caso pratico
Tenendo conto ad esempio, che la distanza tra commensali nei ristoranti, dove la stessa aria ambiente o l’aria condizionata coinvolge l’ intera clientela e gli inservienti in spazio molto più sacrificato, non si comprende come nonostante la ventilazione della brezza marina e il beneficio asettico dei raggi solari ultravioletti, sia stato inflitto ai bagnati tanto isolamento.
Non pochi però, potrebbero essere gli esercenti condizionati da questioni di spazio e da costi di concessione demaniale i quali per mantenere i prezzi dell’ anno precedente, si domandano quanto valga la candela una gestione di questo genere. Infatti, dopo la forzata astensione lavorativa e la relativa mancanza di entrate, ora più che mai la ripresa economica non può prescindere dall’ incasso per il quale, il distanziamento di clienti in spiaggia non giova. Mentre per gli esercizi alberghieri l’ aiuto dello Stato non migliora la carenza di liquidità, con il prestito per un anno alla stessa clientela.
Se per i vacanzieri a briglia sciolta trovare le spiagge dell’ Elba pressoché libere e deserte potrà essere un vantaggio, per le risorse elbane in generale una forte contrazione delle presente turistiche, avrebbe tutt’altro significato. Non ostante tutto ciò e malgrado l’ attuale asse turistico Germania, Austria, Slovenia, Repubblica Ceca e Croazia che esclude di fatto l’ Italia per le vacanze, gli elbani nella storia, hanno sempre saputo reagire con le proprie risorse in meglio ad ogni tentativo di isolamento. Anche questa volta, non saranno da meno.

Alberto Zei