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Lettera aperta a Gabriele Canè - Tirreno Elba News
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Lettera aperta a Gabriele Canè

Di Mario FERRARI

Lettera aperta a Gabriele Canè

Caro Direttore,

è un piacere leggerti dopo tanta sofferenza (e tanti amari commenti…) a causa del coronavirus e sentirti parlare col cuore delle cose che riguardano la nostra isola.
Le questioni legate alla fruizione di Pianosa e Montecristo sono solo la punta dell’iceberg di una discussione mai come oggi povera di spunti propositivi e Politici, sì, proprio con la “P” maiuscola.
Mai come negli ultimi tre mesi, sull’isola forzatamente “virtuale” rappresentata dai social media, si è sentito parlare così poco, anzi quasi per niente, per proporre una scelta politica che riguardasse la tutela del nostro INTERO territorio. Ci voleva coraggio, certo, e io ne so qualcosa per le scelte che mi sono trovato a fare in passato. Qualcuno questo coraggio ce l’ha avuto, andando magari poi un pò troppo “oltre”. Ma si è sempre trattato di scelte “locali”, senza alcuna connessione con quella che è la vera entità di tutti noi, l’ELBA con tutte e quattro le lettere maiuscole.

Due, quindi, gli spunti che mi vengono leggendoti. Il primo: torniamo a fare POLITICA (e te lo dice uno che non l’ha mai fatta, neanche da sindaco), perchè non è più il caso di girare la schiena e lasciare che altri, purtroppo sprovveduti e poco capaci (il riferimento è soprattutto al governo nazionale…) decidano per noi. Il messaggio, evidentemente, è rivolto ai giovani elbani, che devono necessariamente imparare a partecipare alle scelte che inevitabilmente condizioneranno la loro vita. Il secondo: troviamo il modo per dare unità al nostro comportamento amministrativo, perchè chi ci guarda da fuori percepisce l’ELBA, e non Marciana o Rio, tanto per nominare due dei sette comuni. E’ impossibile, specie in un momento così delicato che speriamo possa avviarci ad una sopravvivenza decente prima e ad una rinascita felice poi, avere norme diverse fra un comune e l’altro. Non entro nel dettaglio, ma auspico che si possa lavorare per una soluzione intelligente. Si chiamerà COMUNE UNICO, piuttosto che CONFERENZA PERMANENTE DEI SINDACI? Non lo so, ma facciamo qualcosa, prima che sia troppo tardi e tutto si disintegri portandoci al terzo dopoguerra in meno di due secoli. Facciamolo ora, soprattutto per i nostri figli.

Mario FERRARI