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Unificazione Rio Marina e Rio nell’Elba ci siamo quasi

di Bento Elmini

Unificazione Rio Marina e Rio nell'Elba ci siamo quasi

Ora, che siamo quasi alle porte coi sassi, come recita l’antico proverbio, cerchiamo di fare concretamente, e possibilmente con un minimo di obbiettività e di serenità, il punto della situazione. Quali potrebbero essere le inevitabili conseguenze dell’esito del referendum?
Se prevalesse il SI, avremmo la costituzione di un ente più vasto, basato su legami storici di identità culturale, che potrebbe avvalersi delle significative risorse del territorio, coordinandone la funzionalità e l’efficienza. Basti pensare a risorse come il parco mineralogico e al suo museo, al museo archeologico, all’orto botanico, all’arena estiva, ai siti storici …. Non sfuggono le opportunità favorite da centri balneari come Bagnaia, Cavo, Cala Seregola, Ortano, Nisporto, Nisportino, Topinetti, …… Avrebbero poi rilievo iniziative di carattere squisitamente culturale legate all’eremo di S.Caterina, per rilevanti intrattenimenti musicali e figurativi, e al teatro arena per pregevoli spettacoli di grande richiamo… Non minore il rilievo, anche come luogo di coinvolgimento dei giovani, quello dei due campi sportivi e quello del Centro velico, nonché la cogestione già in atto dei servizi scolastici, che favorisce e intensifica l’ incontro e l’affiatamento delle nuove generazioni. A tutto questo, che non esaurisce di certo il portato delle risorse, ( basti pensare in primis quale rilevanza abbia il porto) farebbe riscontro il significativo rilievo istituzionale del comune unico e il peso che il medesimo potrebbe esercitare nel rapporto con enti sovraordinati come la Provincia e la Regione. La semplificazione amministrativa, utile a realizzare risparmi senza lederne la funzionalità, consentirebbe poi di utilizzare risorse economiche in favore dei bisogni del territorio, anche utilizzando gli introiti elargiti dallo Stato e dalla Regione, pari a 6 ml di euro, proprio in conseguenza dell’ unificazione.
Se prevalesse il NO, le cose andrebbero ben diversamente. Verrebbero meno tutte quelle opportunità di vitale coordinamento appena accennate. Resterebbero i due impianti amministrativi più o meno carenti nella loro dotazione organica, e se Rio Marina potrà continuare nella sua attuale condizione, pur con inevitabili problemi di gestione economica, altrettanto non può dirsi di Rio Elba, perché gravata, questa, dalla esigenza di ripristinare fondi vincolati dei suoi passati bilanci, conformemente alle prescrizioni della Corte dei Conti. Giova considerare, tuttavia, che quei fondi vincolati potrebbero essere ricostituiti, con parte di quanto spetta a Rio Elba, dagli introiti elargiti da Stato e Regione: una volta ricostituiti, potrebbero da subito essere finalizzati alla realizzazione di opere a suo tempo progettate. Prevalendo il NO, invece, non resterebbe che affrontare, e senza mezzi, una assai difficile situazione finanziaria, simil debitoria, molto probabilmente irrisolvibile per una ordinaria gestione amministrativa. Ne è conferma la remissione del mandato da parte del sindaco dimissionario, arch. Claudio De Santi.
Infine, ha rilievo un fatto che non va disconosciuto. Due piccole realtà amministrative, così vicine, ben difficilmente avranno vita lunga. Già in Parlamento ha preso l’avvio una proposta di legge che mira alla semplificazione amministrativa dei piccoli comuni, quelli sotto un certo limite demografico. Si tratterebbe allora solo di questione di tempo, forse non molto, ma poi l’unificazione sarebbe imposta comunque. E questa volta senza incentivi economici.
Benito Elmini