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Fattori è banale, le aree marine protette esistono già

di Paolo Patretti

Fattori è banale, le aree marine protette esistono già

E’ stata presentata nei giorni scorsi, da Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali di Sì Toscana a Sinistra, una mozione che impegna la Giunta regionale ad attivarsi nei confronti del Ministero dell’Ambiente per la convocazione di enti locali, Comuni e Regione al fine di costituire un tavolo che proceda a perimetrare e regolamentare l’Area marina protetta dell’intero Arcipelago Toscano. Oggi registriamo la replica di un nostro lettore che tra le altre cose definisce “banale” l’intervento dei consiglieri regionali di Si Toscana. Ecco la replica di Paolo Patretti. 

Il consigliere regionale Tommaso Fattori rinnova la proposta di costituzione dell’area marina protetta dell’Arcipelago Toscano. Banalità per la ribalta e per vedere di raccogliere qualche voto. Banalità che ovviamente parte non dal confronto con il territorio ma da un mero personalistico punto di vista dato atto che non sembra poi così vasto il seguito politico del consigliere regionale. Ma il punto non è fare banale polemica politica. Il punto è che le aree marine protette esistono già attorno a Capraia, Montecristo e Pianosa, manca attorno a Gorgona e ci starebbe bene, attorno allo Scoglio d’Africa e alle Formiche di Grosseto. All’isola d’elba non servono per 2 ordini di motivi: Che siamo di fronte ad un’isola dove il mare è vita quotidiana per le ricadute che l’economia turistico – balneare ha sul sistema Che attorno all’isola se il tema è tutela della risorsa marina e della balneazione ci sono già esperienze positive: l’area di tutela dello scoglietto di Portoferraio, le previsioni dello strumento urbanistico di Portoferraio. Previsioni che possono stentare ad inverarsi pienamente perché occorrerebbe potenziare organici e mezzi di Guardia Costiera e Guardia di Finanza, perché il parco nonostante abbia compiuto 20 anni è un giovane oltremodo gracile Se poi non si vuole essere di memoria corta ci ricordiamo quando  la proposta diveniva ridicola quando si voleva vietare la pesca a canna da terra facendo piangere tutti i bambini dell’elba e dei turisti, mentre non si riesce a controllare se non minimamente la pesca abusiva, chi raccoglie ricci di mare fuori stagione e tanto altro? Insomma la domanda alla fine è una sola: ma i politici impareranno mai la concretezza? Il partire dai fatti reali, da quello che c’è realmente sul territorio? Poi, ovviamente se si pensa che avere le aree marine protette siano un bollino che convince i turisti, beh allora avrebbe ragione qualcuno che poi critica magari alberghi non proprio in linea con le stelle o ristoranti ed altri servizi non altezza dei prezzi.