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"Quella di Ferrari, una battaglia solitaria e mala politica" - Tirreno Elba News
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“Quella di Ferrari, una battaglia solitaria e mala politica”

di Gruppo consiliare PD

"Quella di Ferrari, una battaglia solitaria e mala politica"

Il Sindaco Ferrari si erge a nuovo Don Chisciotte dell’Elba in una battaglia solitaria e non condivisa con nessuno:né collega Sindaco né consiglio comunale da lui presieduto.
Dopo essere stato sbugiardato nel suo tentativo di nascondere la rinuncia al ricorso contro il piano di successione dell’ex Unione dei Comuni, unico atto che avrebbe davvero consentito di salvare i cittadini elbani dal pagamento di debiti non dovuti o che non dovrebbero pagare i cittadini ma i diretti responsabili di quei debiti, ora lo giustifica per “ricostruire un clima collaborativo con la Regione” e recuperare crediti ancora esigibili. Perché non lo ha fatto quando era dirigente dell’ex Comunità Montana e Unione dei Comuni? Chieda al suo Dirigente Arch.Parigi se la precedente amministrazione non gli aveva dato l’incarico di recupero dei crediti che è attività prettamente dirigenziale ai sensi dell’art. 107 del TUEL, e se lo stesso non aveva dichiarato impossibile questa attività.
Chieda al suo ufficio ragioneria chi aveva accantonato le cifre necessarie e utili al pagamento dei decreti ingiuntivi arrivati per i debiti già esigibili, la smetta di buttare fango e addossare ad altri responsabilità che competono solo a lui.
Una mossa politica la sua, di vera mala politica, per uscire da approfondimenti sulle responsabilità, anche economiche, dei dirigenti dell’ex comunità montana e dell’unione dei comuni?

I cittadini di Portoferraio con il Ferrari hanno già pagato alcune parcelle relative ad attività effettuate da un legale nell’interesse dell’ex Unione di Comuni, un atto sbagliato nelle cifre, perché non sono stati sottratti gli acconti che il legale aveva già riscosso dall’Unione dei Comuni e nel merito perchè dovevano essere riconosciuti come debiti fuori bilancio, sottoposti al controllo della Corte dei Conti che il Ferrari intende evidentemente evitare.
Ancora più grave è la partecipazione del Ferrari alla Giunta che delibera in data 17/11/2016 una spesa per € 9203.90 per incarico legale in una causa assunta dal Comune di Portoferraio contro il professionista Ing. Arcangelo Perrone che agisce per l’annullamento della Determina dell’allora Dirigente dell’Unione dei Comuni, Mario Ferrari, che gli aveva prima dato un incarico di direttore dei lavori per oltre € 113.000 e dopo glielo toglie con argomentazioni che saranno vagliate dal Tribunale.
In parole povere i cittadini di Portoferraio pagheranno per una causa promossa contro l’attuale Sindaco per atti che il medesimo ha fatto da Dirigente dell’ex Unione.
Ferrari, proprio su questa vicenda, è stato messo in mora, insieme ad altri, come dirigente responsabile e segnalato alle Autorità competenti, dalla Segretaria Comunale Dr.ssa Maria Bisogno.
Quali interessi difende quindi il Ferrari?
Le contestazioni fatte dal Sindaco Peria contro il Piano di Successione erano precise e circostanziate e il ricorso al TAR aveva ottime possibilità di essere accolto, grazie anche ai ricorsi aggiuntivi presentati dai comuni di Campo nell’Elba e Marciana Marina, ma il Ferrari ha tolto agli elbani questa opportunità.
La stessa commissaria D.ssa De Castelli nella relazione finale che definisce la massa attiva e passiva dei debiti e crediti dell’Unione, consegnata all’Amministrazione Comunale, dichiara che “si ha una situazione debitoria nettamente superiore a quella creditoria”, sbugiardando di nuovo il Ferrari che ritiene di recuperare più crediti dei debiti maturati e che sono ormai diventati immediatamente esigibili.
Il Ferrari attacca poi anche il Revisore dei Conti reo di aver fatto il suo lavoro segnalando la necessità di valutare le ricadute economiche sul bilancio del comune, dei debiti che arriveranno e di non effettuare spese discrezionali ad eccezione di quelle obbligatorie per legge e per questo ha dato il suo parere negativo a diverse variazioni di bilancio che l’amministrazione ha comunque votato non rispondendo nel merito alle argomentazioni del Revisore e continuando, in barba al parere di quest’ultimo, ad effettuare spese discrezionali.
Questa la pessima gestione amministrativa della cosa pubblica del Ferrari di cui si dovrà assumere tutte le responsabilità in tutte le sedi.

Il Gruppo Consigliare del PD