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Le ragioni del Parco dopo la lettera di Yuri Tiberto - Tirreno Elba News
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Le ragioni del Parco dopo la lettera di Yuri Tiberto

di Giampiero Sammuri

Le ragioni del Parco dopo la  lettera di Yuri Tiberto

Caro Yuri,

grazie come sempre per i tuoi stimoli continui e l’interesse che dimostri per le problematiche del parco. Come tu ti occupi da una vita di turismo, come sai io faccio altrettanto con le aree protette e so che l’utilizzo di un biglietto e la sua quantificazione sono temi da sempre molto dibattuti in Italia. Dico in Italia perché in altri paesi è la prassi mentre da noi è quasi l’eccezione.
Per prima cosa ti voglio dire che non è affatto intenzione del parco tenere aperte le visite al Volterraio soltanto un giorno a settimana. Questo come dice la delibera che abbiamo adottato il provvedimento riguarda solo il periodo invernale, ovvio che nel periodo primaverile- estivo le giornate saranno intensificate. Di quanto? Mah questo lo vedremo, tu mi chiedi: anche tutti i giorni? Ed io rispondo si, anche tutti i giorni se c’è abbastanza utenza. La proposta che tu fai, sulla cui sostenibilità economica posso anche convenire (di imprenditoria turistica te ne intendi ovviamente più te di me), parte però da alcuni presupposti diversi. Tu parli di guardiano-portinaio e presupponi un raggiungimento individuale del castello. La scelta che abbiamo fatto noi è diversa e cioè di proporre una visita guidata che parta sin dall’inizio del sentiero, raggiunga il castello prosegua all’interno ed anche nel percorso di ritorno, il tutto raggiungendo il luogo d’inizio del sentiero non con mezzi propri. È un’opzione che punta sulla qualità della visita e, nel contempo, a non creare un accesso non sostenibile di auto dove c’è solo un parcheggio microscopico. Sulla qualità ti dico che io ho “testato” la visita guidata. Quando vado in un parco italiano riesco ad apprezzare gli aspetti della biodiversità anche se mi muovo da solo, come sai è la mia materia. Invece le mie conoscenze nel campo della storia dell’arte sono molto modeste, anche se l’argomento mi interessa. Ti posso assicurare che se io fossi entrato da solo nel Volterraio non avrei capito nulla, se mi avessero fornito un’audioguida sicuramente molto di più, ma non avrei potuto interagire come ho fatto con la guida in carne ed ossa, facendo domande e trovando soddisfazione alle mie curiosità. Inoltre Poi le cose che uno può apprezzare anche da solo restavano tutte (il panorama, l’escursione etc). Qual’ è la tipologia giusta di visita da proporre tra le due opzioni? Ovviamente è una questione di opinioni e anche di verifiche in progress.
E veniamo alla questione prezzo. Tu stesso dici che per il servizio offerto (trasporto e guida) il prezzo ci può anche stare e infatti la cosa è dipendente dalla tipologia di visita e della quale ho disquisito finora. Ma mi piace approfondire anche questa questione: nel tuo sempre affollatissimo profilo Facebook, un tuo amico ha scritto qualcosa relativa al paragone con quanto si dovrebbe far pagare al Colosseo, se costa 20€ visitare il Volterraio… Come sempre avviene quando un’affermazione mi colpisce, ho voluto approfondire questo interessante paragone per riflettere immedesimandomi in un turista che paragona due tipologie di visita ed i relativi prezzi. Oltretutto pochi mesi fa ho visitato il Colosseo per accompagnarci 2 colleghi spagnoli. Sinceramente non mi ricordavo il costo e sono andato a vedere sul sito. Per visitare il Colosseo ci sono due opzioni: con fila normale o ridotta. Con fila normale (se va bene 45 minuti, se va male anche 2 ore) costa 12 €, con fila ridotta (pochi minuti) 16 €. Si entra dentro senza guida, in una situazione molto affollata. Lo spettacolo è ovviamente eccezionale, se uno è un fanatico della storia dell’arte fermandosi a guardare tutti i particolari in un’ora se lo è girato tutto. Si può avere una visita guidata di 45 minuti con ulteriori 5€ ad orari prefissati, i gruppi sono fino a 40 persone e l’interazione con la guida è praticamente impossibile. Per ulteriori 9 € si può scendere nei sotterranei sempre con guida. I gruppi devono pagare ulteriori 2€ a persona. La mia valutazione conclusiva è la seguente: chiaro che non si può fare il paragone tra il valore storico-artistico del Colosseo e quello del Volterraio, siamo fuori scala. Se però facciamo il rapporto qualità/prezzo della visita 12€ con una lunga fila in piedi senza guida per un giro di un’ora in mezzo a centinaia di persone, con tre ore di escursione con guida e trasposto compreso a 20 € il discorso cambia. Io personalmente non avrei dubbi a considerare il rapporto qualità/prezzo del secondo migliore, anche per la parte naturalistica di avvicinamento. Però mi rendo conto che la cosa è assolutamente soggettiva e non pretendo certo che sia un’opinione unanimemente condivisa, mi basta convenire sul fatto che la cosa è valutabile e discutibile. Infine le tue considerazioni finali sul fatto che non necessariamente il parco deve guadagnare con un’attività come le visite a pagamento. In fin dei conti, dici, il parco impiega risorse per altre attività senza introitare un euro (pubblicazioni, monitoraggi etc). Su questo hai ragione il parco potrebbe, rinunciando a fare altre cose, destinare delle risorse per pagare le differenze. Ma quello che mi e ti domando:
sarebbe giusto? Contare gli individui di gabbiano corso che ci sono nell’arcipelago è una cosa che il parco deve fare, ma di per se non produce nessun introito. Perché laddove il parco può incassare risorse che diventano pubbliche dovrebbe non farlo o farlo al ribasso? Il debito pubblico accumulato dall’Italia spinge in tutt’altra direzione quella per cui se lo stato da una sua attività può introitare lo deve fare, naturalmente con grano salis e a prezzi congrui. Se quelli del Volterraio lo sono o no avremo modo di riparlarne, ma il concetto è questo. Mi scuso di averti risposto con ritardo, ma come ti dicevo sono stati giorni un po’ intensi sul piano nazionale.