Quantcast
"La fragilità dell’uomo e la forza della fede" - Tirreno Elba News
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

“La fragilità dell’uomo e la forza della fede”

Lettera firmata

"La fragilità dell’uomo e la forza della fede"

Riceviamo e pubblichiamo integralmente una lettera della Parrocchia di S. Giacomo di Porto Azzurro inviata dopo il  nostro articolo riguardante i fatti che sarebbero accaduti nei locali dell’istituto San Vincenzo e dei quali vi diamo conto in altra parte di tenews.it.

Doverosa la risposta della Parrocchia San Giacomo di Porto Azzurro, travolta da un’indicibile quanto inaspettata ondata di problemi, mossi da cattiveria e soprattutto evidente indifferenza verso situazioni di emergenza sociale. Triste constatare che della comunità fanno parte persone che misurano l’agire degli altri, utilizzando il proprio metro, vedendo così principi negativi in un sano progetto volto all’accoglienza e all’aggregazione del paese.
L’Istituto San Vincenzo dal trasferimento delle Suore e fino all’anno 2008 era una vera e propria discarica di rottami, sporca e inagibile, utilizzata per catechismo e qualche sporadica festa. In un paese dove si registra un alto tasso di dispersione scolastica e disinteresse culturale, alcuni ragazzi, per volontà e desiderio del Parroco, si sono impegnati nel rendere la struttura più accogliente, con l’obiettivo di coinvolgere sempre più i giovani in attività di supporto scolastico e creative in genere.
Per anni volontari del paese hanno organizzato un oratorio dove i ragazzi svolgevano compiti scolastici assistiti da insegnanti volontari e attività di decoupage, approfittando della disponibilità e delle competenze di un pensionato del paese che, con amore e devozione, dedicava il suo tempo ai giovani. Numerose passeggiate e feste hanno sempre lasciato il segno nella memoria di chi vi ha partecipato, ma come sempre accade quando si fa del bene in modo disinteressato, è sempre tutto contrastato da chi con spirito disfattista, critica e boicotta senza fare proposte alternative. Con l’impegno e la gratuita disponibilità di molte persone, la Parrocchia cerca di portare avanti tutte le attività pastorali e non. Occupati su più fronti, si sono formati gruppi di persone che lavorano insieme per trasformare le vecchie strutture in ambienti puliti, decorosi ed accoglienti. E’ questo il caso dell’Istituto San Vincenzo, un vecchio edificio destinato nel tempo all’inagibilità se qualcuno non si impegnasse quotidianamente in un minimo mantenimento.
L’edificio ospita gratuitamente da 18 anni la Misericordia del paese e fino all’anno scorso accoglieva nei mesi estivi decine di loro volontari che alloggiavano nell’edificio insieme ai volontari del Progetto Mare Sicuro del comune. Per anni sede gratuita dell’associazione dei Bersaglieri, di un consultorio e di attività che di tanto in tanto ne hanno fatta richiesta. Da circa due anni l’edificio accoglie un paesano che, ricevuto lo sfratto e non avendo alcun familiare, non avrebbe avuto dimora. Andando incontro a necessità di ristoratori di Porto Azzurro e su loro richiesta, l’edificio ha inoltre accolto alcuni ragazzi stagionali in cambio di un contributo libero versato a rimborso spese e subito reinvestito a loro favore con l’acquisto di cucina, forno microonde, lavatrice e quant’altro, vivendo a pieno lo spirito cristiano che lo distingue dalle altre strutture locali. Le persone alloggiate comunque erano tutte impegnate e assunte regolarmente nel paese, pertanto del tutto in buona fede.
La Parrocchia o se preferite il parroco, non hanno certo creato un attività imprenditoriale come si vuol far credere, volta al raggiungimento di un guadagno personale, ma al contrario si è adoperato a creare un punto di riferimento per molte persone, come ogni istituzione civile e religiosa dovrebbe fare per chi ne abbia necessità o urgenza, con il fine di aiutare ed integrare. Proviamo pena e compassione per chi oggi parla di colpe di inadempienza amministrativa, di tutto ciò che l’uomo ligio ad interessi privati ed avvezzo a strumentalizzazioni finalizzate ad interessi propri può architettare per screditare un progetto che ha un fine più alto, che non guarda all’interesse del singolo ma al bene della comunità.
“Additato come un delinquente perché non ha denunciato le presenze alla Pubblica Sicurezza”, questa la motivazione per la quale si persegue Don Jarek ?
Per chi vicino alla chiesa è un duro colpo come lo è anche per il Parroco, sicuramente amareggiato come uomo di non conoscere tutti gli adempimenti necessari per i quali, pagherà se dovuta l’equa sanzione, ma non è certo una sconfitta come Parroco di una comunità che, seppur divisa per idee e pensieri, sa bene che il lavoro svolto era finalizzato solo a migliorare la comunità di Poto Azzurro.
Se poi invece per alcuni attori colpire la parrocchia è solo una parte di un disegno più ampio, lo scopriremo più avanti!
Triste è constatare che probabilmente chi in questi anni ha solo guardato lavorare gli altri dalla finestra, abbia messo ingiustamente la Parrocchia in gravi difficoltà ed in cattiva luce.