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Cari compagni D’Alema, Bersani e Cuperlo, io voto si

di Angelo Zini

Cari compagni D'Alema, Bersani e Cuperlo, io voto si

Cari compagni D’Alema, Bersani e Cuperlo
non mi avete convinto: al referendum del 4 dicembre sulla riforma costituzionale voterò SI. Lo farò con serenità e senza tapparmi il naso. Andrò a votare SI con convinzione pensando e ragionando sulla mia storia politica che è anche la vostra storia politica. In fondo, se ci penso bene, la mia prima tessera politica l’ho presa ormai oltre quarant’anni fa: era della F.G.C.I. (Federazione Giovanile Comunista Italiana) ed era firmata dall’allora segretario nazionale Massimo D’Alema, per l’appunto. Poi ho percorso tutta la strada, straordinaria anche se talvolta sofferta e travagliata, che dal PCI ci ha condotto fino al PD, io credo in un tragitto per molti versi di evoluzione e trasformazione naturale della sinistra. Voterò SI senza essere renziano ma anche senza essere antirenziano. Non ho mai votato per Renzi fino ad ora: alle primarie per il candidato premier ho votato Bersani e per il segretario PD ho votato Civati (che ora non sta più nel PD). Voterò SI perché condivido in larghissima parte i contenuti della Riforma per provare a rendere questo paese più moderno, più efficiente, più efficace; per dimostrare che l’Italia può cambiare e sperimentare istituzioni rinnovate; che non c’è pericolo per la democrazia quando gli strumenti della democrazia funzionano meglio. Ma voterò SI soprattutto perché, dal mio punto di vista, questo referendum rappresenta un altro appuntamento decisivo per la sinistra democratica e riformista del nostro paese. Io sono per una sinistra al passo con i tempi che viviamo, che prova a declinare i propri valori di libertà, giustizia, equità, solidarietà nelle nuove sfide e nelle nuove paure della globalizzazione di cui siamo spettatori e protagonisti; sono per una sinistra che forse non sa più dare risposte se si nutre soltanto della seppur grande tradizione socialdemocratica europea e che forse deve guardare anche alle elaborazioni e alle sperimentazioni che, per esempio, vengono dalla tradizione democratica americana che da Roosevelt attraverso Kennedy ci ha fatto conoscere Obama. Insomma non sono più per una sinistra che riesce a dire solo no o, al massimo, no perché ci vuole altro.
Cari compagni D’Alema, Bersani e Cuperlo: è esattamente questo il motivo per cui Renzi è segretario del PD, è esattamente questo il motivo per cui voi voterete NO. E’ esattamente questo il motivo per cui mi sento amareggiato e avvilito: avrei voluto e mi sarei aspettato che questo slancio al cambiamento e al rinnovamento fosse partito e sostenuto da quell’area politica che ci ha accomunato per tanto tempo. E invece no, ancora una volta non sarà così. Peccato!
Per quanto mi riguarda non so se diventerò mai renziano, di certo resterò coerente con la mia ispirazione politica che è partita oltre quaranta anni fa.
Angelo Zini