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Tassa di sbarco, i sindaci: "Ecco come l'abbiamo spesa" - Tirreno Elba News
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Tassa di sbarco, i sindaci: “Ecco come l’abbiamo spesa”

I primi cittadini hanno indicato anche i futuri indirizzi in caso di aumento

Tassa di sbarco, i sindaci: "Ecco come l'abbiamo spesa"

Come hanno speso i sindaci dei comuni elbani i soldi provenienti dalla tassa di sbarco? E come hanno intenzione di investire i maggiori proventi che deriveranno dall’aumento (se ratificato) a 3 euro e 50 che dovrebbe andare in vigore nel 2017? Sono in molti a farsi questa domanda, soprattutto alla luce del più che raddoppiato (si parla di quasi 3,5 milioni di euro contro gli attuali 1,4) introito che ne deriverebbe. Nelle discussioni che si sono aperte sui social media negli ultimi giorni qualche sindaco sembrava poco propenso ad affrontare l’argomento, rimandando gli interlocutori più o meno legittimati alla consultazione degli albi pretori dei singoli comuni, peraltro assai scomoda e poco pratica per tempi e modalità di accesso.
Invece, a nostra domanda diretta , i primi cittadini (a parte ovviamente Campo Elba, commissariata ed in attesa di una nuova amministrazione comunale) si sono resi disponibili ad affrontare la questione, facendo anche delle importanti valutazioni.

“Noi – ha esordito sorprendentemente il sindaco di Portoferraio Mario Ferrari – abbiamo riscosso 180mila euro e li abbiamo tutti destinati al capitolo del verde pubblico. Quindi saranno spesi in investimenti tesi a migliorare il verde pubblico cittadino”.

“Porto Azzurro invece – ci ha detto il sindaco Luca Simoni – ha investito i proventi della tassa di sbarco interamente per la sua promozione turistica, intesa come intrattenimento ed organizzazione di eventi di spettacolo, senza incidere per questo sul bilancio”.

Il nostro comune – ci ha detto poi il sindaco di Rio Elba Claudio De Santi – ne ha preso solo una parte per eventi promozionali, e un’altra parte la destinerà ad interventi sul territorio, in particolare nella zona della Sinkhole”.

Più o meno sulla stessa falsariga il sindaco di Marciana Marina Andrea Ciumei: “Come abbiamo usato i proventi di quest’anno? Li abbiamo investiti in parte in manifestazioni , ed in parte non li abbiamo ancora utilizzati”.

Lo stesso discorso vale per la collega marcianese Anna Bulgaresi: “Non abbiamo ancora avuto tutti i dati definitivi – ci ha detto – comunque siamo intorno ai 70000 euro destinati ad oggi a servizi per il turismo ma ancora non completamente spesi”.

“I nostri proventi – ha aggiunto il sindaco di Rio Marina Renzo Galli – li abbiamo spesi per metà (40mila euro) per asfaltare la strada del Piano, e gli altri investendoli in animazione turistica ed accoglienza”.

“Noi invece li abbiamo impiegati – ha precisato il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti – per contribuire al budget totale (che è molto superiore) per manifestazioni, anche sportive, spettacoli, Festa dell’Uva e Pro Loco”.


A parte il caso di Portoferraio, dunque, solo Rio Elba e Rio Marina hanno usato parte dei proventi della tassa di sbarco per interventi sul territorio. Ma come si pensa invece di intervenire nel caso che la disponibilità diventi molto maggiore grazie all’aumento a 3,50 euro?

“La suddivisione – ricorda intanto Ruggero Barbetti – è stata già decisa dalla consulta dei sindaci. 35% alla GAT, 35% ai comuni, 30% ad opere di valenza comprensoriale , tra cui già deliberata per il 2017 la realizzazione del canile”.

“Non darei poi per scontato che l’aumento a 3,50 passi – ha poi fatto notare Andrea Ciumei – lo sapremo da qui a pochi giorni (martedì 18 ottobre nella riunione ANCIM a Roma, ndr)”.
Alcuni sindaci, però, si spingono oltre con le intenzioni.
“L’aumento a 3,50, una volta approvato – dice Mario Ferrari – ci darà la possibilità di investire anche nell’accoglienza, intesa come miglioramento di quanto i nostri ospiti trovano sbarcando a Portoferraio, che è la porta di accesso dell’Elba”

“A parte quanto già deciso per la definitiva realizzazione del canile comprensoriale – aggiunge Luca Simoni – investirei molto sulla cura delle strade ex provinciali e la loro pulizia, e farei uno sforzo importante ove possibile per incentivare la funzionalità dell’aeroporto, che è dell’Isola d’Elba e non di La Pila o di Marina di Campo e come tale va supportato da tutti i comuni”.

“Intanto vediamo come andrà, se sarà possibile attuarlo – dice di par suo Claudio De Santi – poi cercheremo di incrementare le disponibilità di investimento della Gestione Associata del Turistmo, riportandole quantomeno ai livelli precedenti. Anche se non ci sono feedback verificabili su un aumento di presenze a lei direttamente collegato, credo che si possa discutere di tutto meno che sul fatto che debba esistere la GAT e sulla sua funzionalità”

Secondo Renzo Galli, invece, “se arrivasse l’aumento, l’indirizzo dovrebbe essere equamente diviso: la metà investito in promozione turistica, l’altro 50% in accoglienza, inteso come pulizia delle spiagge, delle strade, servizi ed accessibilità. Se dovessimo arrivare al tanto discusso allungamento della stagione, il target turistico sarebbe inevitabilmente di età avanzata, e dovremo pensare a dei percorsi urbani più adeguati ed agibili”.

“In ogni caso – aggiunge ancora Andrea Ciumei – vi cito la mia esperienza personale: a me piace viaggiare per arcipelaghi, e in tutto il mondo c’è una tassa di sbarco, che a volte arriva anche a 15 dollari. Sono le finalità che giustificano questa imposizione, quindi dovremo essere bravi a proporre opere e migliorie tangibili”.

Tutti d’accordo, infine, sul non temere che l’imposizione della nuova tassa possa avere ripercussioni negative sul gradimento turistico.

“Si tratta – secondo Mario Ferrari – di un’imposta che si paga una tantum, non è come una antipatica tassa di soggiorno”.
Invce, per Luca Simoni “ci sono i pro e i contro: la tassa va modulata bene perché, ad esempio, pesa troppo sulle gite di un giorno”.
“L’aumento – dice ancora Andrea Ciumei – scoraggerebbe se non fossimo capaci di trasformarlo in servizi, come potrebbero essere per esempio la manutenzione delle strade e dei belvedere, un altro nostro patrimonio paesaggistico che attualmente non è affatto sfruttato”.
Più concreta e “matematica”, infine, l’analisi di Ruggero Barbetti: “Intanto i bambini tra 4 e 12 anni pagano 2,50€. Comunque, considerando che la media dei pernottamenti per turista all’Elba  è di 9 giorni, vuol dire che un adulto paga 38 centesimi al giorno e un bambino 27 centesimi al giorno, mentre  sotto 4 anni non pagano. L’alternativa sarebbe la tassa di soggiorno che di media è 3€ al giorno…Contando che ci sono 2.750.000 presenze circa tutti i comuni insieme incasserebbero più di 8.000.000. Ma non si incasserebbero i soldi delle seconde case che non sarebbe possibile monitorare”.