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Italo Bolano: “Il mio augurio per il nuovo anno scolastico”

Il testo dell'intervento dell'artista al Liceo Foresi di Portoferraio

Italo Bolano: "Il mio augurio per il nuovo anno scolastico"

In considerazione dell’insegnamento appassionato che Italo Bolano ha svolto per 40 anni di arte e vita a circa 9500 alunni, ci piace riportare il testo con il quale l’artista ha inaugurato al Liceo Foresi il nuovo anno scolastico su richiesta del Dirigente Enzo Giorgio Fazio.
Al Liceo Foresi Bolano ha insegnato sotto la presidenza del prof. Alfonso Preziosi.
Il vostro preside mi ha voluto invitare in questa occasione importante, spero di meritarlo.
Io sono un artista nato a Portoferraio e cresciuto in questo noto Liceo.
Dico cresciuto perché sono il frutto del seminato dei professori che ho avuto e in particolare voglio ricordare il Prof. Alfonso Preziosi, che tra l’altro fu l’unico a capire cosa io volevo, quale strada mi prefiggevo e a difendermi con una mostra che mi organizzò a Portoferraio quanto avevo 14 anni, che portava una innovazione nella pittura elbana, ottocentesca, che ancora oggi vige.
A 17 anni detti le dimissioni dal gruppo artisti elbani.
Nel 1967 organizzai la prima mostra d’arte moderna all’Elba con amici di Chagall, con tanti tedeschi, americani e russi quali Lasar Galpern, che conobbe addirittura Majakovskij e che lavorò con Chagall nel teatro di Mosca.
Io ebbi l’intenzione di creare un crocevia all’Elba di questi grandi artisti: l’Art Center, divenuto oggi il mio Open Air Museum, riconosciuto dalla Regione tra i nove principali sentieri dell’Arte Moderna in Toscana.
Questo Centro Museo ha dato un grande contributo alla cultura elbana con circa 350 fra conferenze, rappresentazioni teatrali e mostre. Vi ho lavorato con tante difficoltà, incomprensioni e senza alcun aiuto per oltre 50 anni, dopo di che ho creato, con altri 30 monumenti, un Museo diffuso all’Elba.
All’Elba ho anche un Museo d’arte Sacra a Marina di Campo, che la Diocesi di Massa marittima volle creare nella Chiesa di San Gaetano.
Quando ebbi il mio primo incarico d’insegnamento avevo 19 anni e contemporaneamente costruivo, con un solo uomo, una casa ispirata a Le Corbusier, lavoro che durò cinque anni.
Poi mostre in Italia e all’estero.
Basta parlare di me, voglio rivolgermi a voi insegnanti affinché possiate formare i ragazzi anche con i metodi rigorosi di un tempo.
Certo lavorare sui ragazzi non è facile in questo momento particolare della loro età e in questo periodo in cui l’umanità ha sviluppato più la materia che lo spirito ( senza cultura non ci può essere progresso).
E quando dico educare non intendo solo con la matematica, le lettere ecc…, in cui sarete senz’altro ben preparati, ma intendo una educazione morale, materia che “manca molto” nell’insegnamento dei programmi statali.
Non faccio riferimento all’educazione civica, che una volta si insegnava. Tutti devono educare le giovani vite con fierezza, volontà, inculcando desideri di ricerca di sempre maggiori verità, soprattutto morali (in questa breve vita conviene).
Nutrirli di sapienza, di forza interiore per vincere ogni cosa con le armi giuste. Far loro pensare prima di parlare, soppesare la parola, che una volta era sacra. Sempre i miei vari studi di pittura sono stati inaugurati all’insegna di “tutto è possibile”, scritto sui muri e tutto è possibile quando si lavora con amore.
Voglio ripetere questa frase: se mi regali un pesce mi sfami per un giorno, se m’insegni a pescare mi sfami per tutta la vita.
E qui siamo dietro ad un porto, proprio a quel porto da dove i nostri giovani si imbarcheranno per “il viaggio”, il viaggio della vita e voi dovrete aiutarli affinché il viaggio sia il più bello possibile, in modo che, quando ritorneranno sull’Isola ad una certa età, come dice il poeta greco Konstantinos Kavafis, possiate ringraziarla per aver dato loro questo viaggio che è iniziato con voi.
Non fate delle “persone”, termine che in etrusco significa “maschera” ma degli uomini che possano combattere a viso aperto, senza dubbi, il dubbio è necessario ora per loro.
Italo Bolano