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Chiessi, l’incendio provocato da sciagurata imprudenza

Forestale e Carabinieri indagano su più persone. Bruciati ben 40 ettari

Chiessi, l'incendio provocato da sciagurata imprudenza

Il piromane non esiste, almeno nel caso dell’incendio di Chiessi. Non ha ragione di essere dunque l’accanimento mediatico che è montato sui social media dopo la giornata di domenica 7 agosto: a confermarlo è il Comandante del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Corpo Forestale dello Stato, Iacopo Mori.
Abbiamo trovato nel corso delle nostre indagini – ci ha detto Jacopo Mori – il punto esatto da dove è partito il fuoco a Chiessi, nel quale era stato iniziato un abbruciamento di sterpaglie che, non controllato, ha provocato quello che abbiamo visto tutti”. E’ certo dunque che si è trattato di una clamorosa imprudenza, vista la pericolosità conclamata della giornata di domenica 7 agosto, con una siccità altissima in corrispondenza di una giornata di vento forte.
“Stiamo indagando insieme ai Carabinieri nei confronti di più persone attenzionate – ha aggiunto il comandante Mori – anche se da parte dei testimoni ascoltati c’è una certa reticenza”. In effetti, se si individuasse il responsabile del focolai che ha scatenato l’incendio, per lui scatterebbe la denuncia per il reato di incendio colposo, che prevede pene da uno a cinque anni, oltre alla questione civilistica legata al danno ambientale e al risarcimento dei danni subìti dai privati.
“La superficie bruciata – ha precisato ancora il Comandante del CTA della Forestale – è molto più grande delle prime stime diffuse, e si aggira intorno ai 40 ettari. Purtroppo non siamo ancora fuori dall’emergenza, e ci aspettano giorni di massima allerta. Vale la pena ricordare – ha aggiunto Jacopo Mori – che siamo in un periodo di divieto assoluto di accensione fuochi. Invitiamo quindi nuovamente i cittadini a tenere comportamenti prudenti nelle attività in prossimità delle zone verdi”