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Quando invece vince l’indifferenza

di Riccardo Nurra: Consigliere Delegato al Verde Pubblico

Quando invece vince l'indifferenza

Il 15 dicembre 2015, nel corso di una riunione che si è svolta a Portoferraio, l’Unione dei Comuni Colline Metallifere ha informato i presenti convocati di avere predisposto uno specifico Progetto al fine di eseguire un trattamento fito-sanitario con mezzi aerei e a terra per limitare i danni ai lecci conseguenti alla proliferazione dell’insetto Lymantria Dispar e reperire il finanziamento necessario (Sottomisura 8.3 e successiva 2.c.l del “Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020”). Con successiva comunicazione (8 marzo 2016) la stessa Unione dei Comuni ha provveduto ad informare tutti i Comuni dell’isola d’Elba, il Parco, il Corpo Forestale dello Stato e la Regione Toscana che temeva non avrebbero potuto esserci finanziamenti per la bassa priorità attribuita al Progetto prevista dal bando di misura. Nella stessa comunicazione, protocollo 2212, veniva poi indicato che il Servizio fito-sanitario regionale aveva segnalato l’altissima presenza numerica dell’insetto Lymantria, prevedendo forti danni alle leccete dell’isola d’Elba, già a partire dalla primavera 2016: si evidenziava che l’esigenza di gestire tale emergenza risultava fondamentale al fine di contenere fenomeni di defogliazione dei lecci e limitare le ripercussioni negative – anche di immagine – per l’economia e il turismo. E, conseguentemente, si invitavano i Comuni e le Autorità in indirizzo ad uno specifico urgente incontro al fine di valutare le possibilità alternative di finanziamento del progetto che ammonta a complessivi 134.825 euro.

 L’incontro urgente – convocato dall’Unione dei Comuni Colline Metallifere, competente in materia di forestazione anche nei nostri territori – si è svolto presso il Comune di Portoferraio in data 17 marzo u.s. e i soggetti convocati erano gli stessi convocati in data 15 dicembre 2015: purtroppo però, presenti erano soltanto i rappresentanti dell’Unione dei Comuni Colline Metallifere (compreso il Sindaco di Massa Marittima), i rappresentanti di tre Comuni elbani su otto (Portoferraio, Rio Marina e Rio nell’Elba) e due rappresentanti della Guardia Forestale.
Assenti rappresentanze degli altri Comuni elbani, della Regione Toscana e del Parco (probabilmente l’assenza più significativa).
Nel corso della riunione si è ribadito da parte della U.C.C.M. l’impossibilità di reperire finanziamenti esterni, ma nel contempo anche la necessità di reperire in tempi brevissimi la cifra necessaria, al fine di intervenire con la massima tempestività.

 I tre Comuni presenti, ovviamente, non hanno potuto prendere alcun impegno, sia perché si è ritenuto che avrebbe dovuto essere coinvolta in una possibile soluzione del problema la totalità dei Comuni elbani, sia perché evidentemente non era possibile pensare di poter disporre in tempi brevissimi della cifra necessaria alla realizzazione dell’intervento. Intervento che – per la specificità dello stesso ed il coinvolgimento dell’intero territorio – si riteneva sarebbe stato “coperto” finanziariamente da altri soggetti.
Quali?
La Regione o il Parco, per esempio.
Peccato non fosse presente alcun rappresentante degli stessi.
Fatto molto grave, a mio parere.
Credo che il Parco dell’Arcipelago Toscano dovrebbe valutare la gravità, sia nel presente che in prospettiva, dell’attacco di tale lepidottero defogliante e, quale attore principale, primo controllore della situazione ambientale dell’intero territorio, dovrebbe coordinare gli interventi, sia nella fase finanziaria che in quella operativa, in modo da lasciare intatta la qualità arborea del nostro territorio.
E la Regione Toscana, invitata all’incontro – sia per il settore forestazione che per quello fito-sanitario – non può tirarsi fuori con la non presenza, lasciando ai Comuni la risoluzione del problema.

 Ed ora, che fare?
I giorni passano e tutti, Regione, Parco e Comuni fanno finta di niente.
Quando le leccete perderanno le foglie, lasciando enormi chiazze marroni nei nostri boschi sempreverdi, tutti si lagneranno per questo danno di immagine, ma sarà troppo tardi.
Conosco già questa trafila.
Il Comune di Portoferraio la sta già vivendo con le palme attaccate dal punteruolo rosso: per gli interventi legati al punteruolo sono già stati spesi oltre 60.000 euro e altrettanti ne dovremo spendere. E questo nell’indifferenza generale, con la conseguenza che la diffusione lenta ma inesorabile dell’insetto arriverà in tempi brevi o lunghi anche negli altri Comuni.

 Se vogliamo fare nello stesso modo anche per il lepidottero defogliante dei lecci va bene, ma basta saperlo.
Basta restare fermi come siamo.


Riccardo Nurra
Consigliere Delegato al Verde Pubblico