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Importante riconoscimento letterario per l’elbano Pugi

Un suo romanzo premiato al “Città di Cattolica-Pegasus Literary Awards.”

Importante riconoscimento letterario per l'elbano Pugi

Importante riconoscimento letterario per Alessandro Pugi, l’autore de “Il colore del cielo, L’Aquila, il Falco e il Cigno” il romanzo che si è classificato 5° assoluto al premio internazionale “Città di Cattolica-Pegasus Literary Awards.”
L’autore elbano, nella serata del 20 marzo, e’ stato raggiunto telefonicamente dal presidente del premio letterario “Città di Cattolica – Pegasus Literary Awards”, lo scrittore Roberto Sarra, che gli comunicava che il romanzo “Il colore del cielo, L’Aquila, il Falco e il Cigno” edito da “IL Foglio” aveva raggiunto la 5° posizione assoluta nella speciale classifica finale stilata, tra gli altri, dai giurati : prof. Giuseppe Benelli, già presidente del premio Bancarella, prof. Angelo Chiaretti del Ministero della Cultura e Renato Genovese, Direttore di Lucca Comics.
Il premio internazionale “Città di Cattolica”, giunto alla sesta edizione, viene considerato da molti come uno dei più importanti premi letterari nel panorama italiano ed internazionale. Negli anni, nel corso della manifestazione, sono stati premiati alla carriera personaggi e scrittori importanti come Sergio Zavoli, Roberto Gervaso, Hafez Haidar, Magdi Hallam e Vince Tempera.
La classifica finale di questa edizione ha visto trionfare il romanzo: “Le compagne di Bobby Sands” di Silvia Calamati – Castelvecchi editore, in seconda posizione “Doppia Vita” di Laura e Silvia Squizzato- edito da Mondadori, fino ad arrivare alla quinta posizione con l’autore elbano che ha spiazzato la giuria con una storia drammatica e coinvolgente che viene perfettamente racchiusa nella recensione della scrittrice e giornalista Dianora Tinti:
“Con grande sensibilità, ma senza mai scadere nello scontato o nel patetico, Alessandro PUGI è riuscito a descrivere l’animo umano raccontandone forza e fragilità. Oltre ai protagonisti, tutta una serie di figure non meno importanti dà al racconto un respiro ampio e direi universale.
Nella figura del vecchio gerarca nazista che non ha dimenticato, non può dimenticare, traspare chiaramente la volontà dell’uomo di ricordare e anche di discolparsi per ciò che, forse, non ha potuto scegliere. E questo ritorno al passato appare un cammino difficile, delicato, penoso e spesso insopportabile per uno della sua età che coltiva solitario il giardino della memoria senza aver paura di affrontare cattivi pensieri. Anche perché, in cuor suo, sa che esiste sempre la possibilità di scegliere da quale parte stare.
Un libro veramente ben pensato che emoziona, scritto in maniera pulita e lineare. Una storia che “prende” fin dalle prime righe e che, inevitabilmente, fa riflettere su tante cose lasciando in chi legge un lieve retrogusto amaro, ma anche la convinzione che il bene, per fortuna, è sempre in agguato.”

“Sono rimasto piacevolmente spiazzato dalla telefonata del signor Sarra –  commenta Alessandro Pugi – avevo partecipato al concorso per pura curiosità e non avrei pensato di ottenere questo importante riconoscimento. Sarebbe inutile nascondere la mia felicità che voglio condividere con la mia famiglia, la mia compagna e mio figlio Deniel Nicolas oltre a tutte le persone che conosco e che mi hanno sempre incitato, nel corso degli anni, a continuare a mettere su carta le mie idee. Un ringraziamento è doveroso al mio editore Gordiano Lupi e a Marina Mastrorillo che ne ha curato l’editing. Ribadisco che è una soddisfazione personale immensa che mi ripaga del tanto lavoro svolto in questi anni. Mi piacerebbe che a questo romanzo venisse assegnato un piccolo posto, visto il tema che tratta, nelle manifestazioni che in terra isolana le istituzioni locali organizzano per ricordare Il giorno della memoria, una ricorrenza importante per ricordare la recente storia. Infine colgo l’occasione per sostenere gli ultimi romanzi che ho scritto e che sono stati stampati nei mesi scorsi: “La sottile linea del destino” sempre edito da “Il Foglio” e “Il cercatore di stelle – ritorno a Maine Road.” Dove: “Alla fine della lettura, la cosa più bella rimane comunque la sensazione di essere stati veramente in quei luoghi e la grande nostalgia per i protagonisti di questa vicenda nella quale ognuno di noi, pur in contesti diversi, può riconoscersi.”http://www.dianoratinti.it/il-cercatore-di-stelle/