Quantcast
Costa caro il parcheggio a Firenze ad un'elbana disabile - Tirreno Elba News
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

Costa caro il parcheggio a Firenze ad un’elbana disabile

Deve pagare più di 600 euro nonostante il contrassegno esposto. La storia

Costa caro il parcheggio a Firenze ad un'elbana disabile

Un parcheggio molto caro per un’elbana disabile che, a Firenze, ha lasciato la sua auto in un’area di sosta gestita da Firenze Parcheggi. La cronaca della disavventura è riportata fra l’altro anche da La Nazione, ma a raccontare la cosa a Tenews    – perchè qualcosa in quell’articolo non le tornava – è Alessandra Delle Fave, che si è trovata a dover pagare 626 euro e 45 centesimi per un parcheggio che, data la sua disabilità doveva essere gratuito. I fatti sono successi prima di Natale scorso. Alessandra doveva fare un viaggio in treno da Firenze e aveva chiesto all’assistenza disabili informazioni sui posti riservati all’interno del parcheggio della stazione. Possiede infatti uno speciale contrassegno, valido in tutta Italia.  “Poco prima di Natale – ci ha raccontato Alessandra –  sono andata a fare il biglietto alla stazione centrale di Firenze e mi sono rivolta alla Sala Blu che svolge il servizio di assistenza disabili per prendere il treno. Chiedo dove è il punto della stazione dove farmi trovare mezz’ora prima della partenza per ricevere l’assistenza al treno e mi viene indicata la saletta davanti alla biglietteria. Chiedo dove mi conveniva parcheggiare per evitare di fare un percorso troppo lungo a piedi con tanto di valigie. Mi viene risposto di parcheggiare nel parcheggio sotterraneo della stazione ma di arrivare entro o non oltre le 21.30 (l’orario dell’incontro era alle 21.45) in quanto chiudevano e non avrei avuto modo di raggiungere l’ascensore e salire al piano della stazione. Arrivo alle 21.22 e prendo il biglietto parcheggio nell’area riservata ai disabili esponendo ovviamente il contrassegno disabili) al mio ritorno (il 6 mattina) torno al parcheggio e mando l’amico che aveva viaggiato con me alle macchinette con biglietto e contrassegno seguendo la procedura che avevo utilizzato in passato per il medesimo parcheggio (mi riferisco a qualche anno prima) e vedo tornate il mio amico che mi dice gli hanno detto con toni anche sgarbati che dovevo citofonare all’ingresso del parcheggio e che quindi avendo sbagliato la procedura dovevo pagare la cifra intera. A quel punto scendo e vado in sedia a rotelle davanti alle macchinette; parlo con l’addetto che in toni poco educati mi dice che non gli interessa che abbia o meno il contrassegno e che dovevo pagare. Gli dico di scendere e di venire a parlarne non per interfono ma davanti e mi dice che non lo può fare. Gli ridico di scendere e dopo aver insistito lo fa anche perché deve farmi firmare un modulo di disconoscimento di debito scende e dopo aver cercato inutilmente di spiegargli che la procedura è quella che avevo usato in passato e che comunque avevo esposto il contrassegno e parcheggiato regolarmente nei parcheggi riservati mi trovo costretta a firmare il modulo di riconoscimento del debito perché altrimenti non mi avrebbe fatto uscire ( a me ha detto chiaramente che rischiava il licenziamento se non si attendeva scrupolosamente a quanto gli imponeva la Firenze parcheggi.) Non potendo fare altro firmo ma inserisco una postilla prima della sua firma e davanti a lui dove dichiaro che sono stata costretta a firmare il modulo altrimenti non mi avrebbero mai fatto uscire. A quel punto vado via dopo un’ora che cerco di risolvere la questione e il giorno dopo puntuale mi arriva una fattura di 621 € da pagare. Visto come sono andate le cose,  tramite avvocato gli scrivo una lettera nella quale racconto tutto l’accaduto e che quindi nulla era dovuto (in considerazione del fatto che comunque mi hanno costretto a firmare un foglio) e allegando tra i documenti il regolamento della Firenze parcheggi dove c’è chiaramente scritto che il disabile può suonare il citofono all’ingresso e non che deve necessariamente farlo per poter accedere al parcheggio. Mi rispondono dopo diversi giorni che dovevo pagare la cifra maggiorata di circa cinque euro per il presente sollecito. A quel punto scrivo alla Nazione di Firenze. Nel frattempo loro contattano il presidente del parcheggio che dichiara che il regolamento parla chiaro e che sono disposti ad una dilazione del pagamento (cosa che privatamente non mi ha proposto) sottolineando come da disabili riceve solo considerazioni positive e nessuno ha mai avuto problemi. Da ieri ho già ricevuto due telefonate da due disabili che hanno vissuto la mia stessa situazione ma che non hanno detto nulla perché si trattava di cifre relative a poche ore di parcheggio e non hanno portato avanti la questione e pagato”.

Da Firenze Parcheggi non hanno dubbi . “Il regolamento è chiaro – ha commentato il presidente Carlo Bevilacqua – e se non vengono rispettate le procedure non esiste alternativa al pagamento”. Alessandra Delle Fave ha deciso di procedere per vie legali.