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Comune dell’Elba Ovest, partite le operazioni di fusione

Riunione dei sindaci con il “tutor” Anselmi. Ciumei: “Passaggio ineludibile”.

Comune dell’Elba Ovest, partite le operazioni di fusione

Detto, fatto. Dopo le considerazioni – e le anticipazioni – fatte da Tenews sulla possibilità che fossero i tre comuni dell’Elba Occidentale – Campo Elba, Marciana e Marciana Marina – ad accelerare le operazioni di semplificazione istituzionale andando incontro alla fusione in un unico comune, dalle parole si è passati ai fatti. Come prospettato dal sindaco di Marciana Marina Andrea Ciumei, un “tutor” istituzionale identificato nella persona di Gianni Anselmi, consigliere regionale e presidente della Commissione Toscana Costa, oltre che di chiare origini elbane (proprio del versante occidentale, ndr) ha incontrato nella giornata di lunedì 7 marzo i sindaci dei tre comuni – Lorenzo Lambardi, Anna Bulgaresi e Andrea Ciumei – per cominciare a mettere in fila idee e soluzioni ma soprattutto per mettere a fuoco i passaggi istituzionali necessari.
“Abbiamo messo sul tavolo diverse questioni – ci ha raccontato Andrea Ciumei – non solo normative ma anche legate a possibili interventi da mettere in atto sui territori. Tanto per cominciare, servirà che ogni consiglio comunale avvii le procedure – ha aggiunto il sindaco di Marciana Marina – non si pensa (almeno inizialmente) ad un referendum , ma ad un atto comune che metta in condizione la cittadinanza di partecipare e di essere informata, tipo le cosiddette assemblee di animazione territoriale previste nei percorsi di partecipazione”
“Abbiamo fatto anche una analisi dei vantaggi e dei costi – ha riferito ancora Ciumei – ad esempio, la Regione Toscana garantisce un contributo di 250mila euro all’anno per ogni comune per cinque anni, il che significa che il nuovo comune di versante disporrà di 750mila euro di cassa corrente per cinque anni consecutivi. In più ci saranno i vantaggi che arriveranno dai contributi statali, ancora non quantificabili, con risorse aggiuntive rispetto agli attuali trasferimenti. Gli ipotetici costi aggiuntivi, invece, arriveranno ad esempio dalla prima conseguenza della fusione che riguarderà le strade, che si trasformerebbero da provinciali in comunali. Per questo chiederemo che le strade del nostro versante possano essere classificate come regionali. Per lo stesso motivo dovremo risolvere il problema del trasporto pubblico, che in caso di fusione dei tre comuni diventerebbe urbano. Abbiamo da affrontare poi altri dettagli: dove sarà ubicato il municipio, dove saranno le scuole , dove i servizi principali al cittadino. In ogni caso – ha concluso Andrea Ciumei – abbiamo fatto un primo passo positivo e concreto verso qualcosa che inevitabilmente prima o poi ci sarebbe stato imposto dall’alto. Almeno, in questo caso, a gestirlo saremo noi in prima persona”.