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Elba, dopo 2 anni e mezzo stop all’imposta di sbarco

Ferrari: "Valutiamo se è danno erariale". Lambardi: "Troviamo la quadra"

Elba, dopo 2 anni e mezzo stop all'imposta di sbarco


L’imposta di sbarco va in pensione dopo due anni e mezzo. Da oggi 1° marzo, secondo quanto deciso da Capoliveri, comune capofila per la gestione associata della promozione turistica, a cui era destinato l’intero gettito dell’imposta, non sarà più riscosso l’euro e 50 centesimi a persona dalle compagnie di navigazione. Quindi ora che cosa succede? “Ce lo stiamo chiedendo tutti- commenta il sindaco di Portoferraio, Mario Ferrari – perché non mi sembra che siano state seguite le procedure di legge. C’è stata tutta una serie di impegni, diktat, ultimatum, che poi si sono rivelati infondati. E poi questa decisione, adottata unilateralmente dal sindaco Ruggero Barbetti, che non deriva da una procedura normativa perché l’articolo 3 della convenzione prevederebbe che la consulta dei sindaci deleghi il capofila ad adottare una scelta del genere. Lui di iniziativa personale e in totale autonomia ha attivato questa procedura”. Il sindaco a questo punto aspetta di vedere che cosa questo comporta. “Noi siamo aperti ad ogni forma di trattativa e confermiamo la nostra proposta – continua – su alcuni punti saremo irremovibili ma aperti a definire il tutto”. Intanto il comune si sta muovendo per verificare quali effetti avrà l’azione intrapresa dal sindaco di Capoliveri. “Mi auguro che non porti conseguenze negative – considera Ferrari – perché come ho già avuto modo di scrivere a Barbetti, valuteremo ogni conseguenza che può comportare un danno materiale al comune di Portoferraio. Non abbiamo intenzione di passarci sopra, ma di perseguire chi ha causato un eventuale danno erariale”. Certo di trovare una soluzione che potrà accontentare i sindaci e che rappresenta una vera opportunità per l’Elba anche il sindaco Lorenzo Lambardi, vale a dire applicare il contributo di sbarco, secondo dettami del collegato ambientale. “E’ successo quello che non doveva – spiega – perché in maniera unilaterale è stato deciso di sospendere la riscossione dell’imposta di sbarco”. Un atto “totalmente sbagliato” lo definisce il sindaco campese che ha scritto al comune di Capoliveri in primis, ma anche agli altri sindaci elbani facendo presenti quelle che sono le perplessità degli amministratori e di operatori del settore”. Come si pone quindi Campo di fronte a queste decisioni e alla possibilità di istituire il contributo di sbarco? “Ci porremo in maniera propositiva – dice – cercando di superare barriere che paiono, sì insormontabili, ma che in realtà possono essere tranquillamente superate”. Intanto resta il problema della sospensione della riscossione dell’imposta di sbarco che secondo il sindaco di Campo, ribadendo quanto affermato da Ferrari, tecnicamente non poteva decidere da solo. “Ogni modifica temporale e di contributo all’ex imposta di sbarco – spiega il sindaco di Campo – deve essere preventivamente concordata o, quantomeno, votata dalla consulta dei sindaci. Questo non è stato fatto secondo un principio di autotutela del comune di Capoliveri che personalmente non condivido, ma ci sono organi preposti che potranno vagliare meglio la cosa e che di fatto ha lasciato basiti tutti”. La speranza di Lambardi è di trovare “la quadra” insieme agli altri sindaci per dare serenità a tutti. Una quadra che si chiama “contributo di sbarco”. “Sul come applicarlo – specifica Lambardi – sul come investirlo ma soprattutto come dare la possibilità ai vari comuni e all’Elba tutta come fare promozione e soprattutto interventi sull’ambiente, sul ciclo dei rifiuti. In pratica quello che è l’articolo 33 del collegato ambientale e che riguarda l’impiego del nuovo contributo di sbarco”. Venerdì prossimo i sindaci si dovrebbero incontrare per trovare un accordo definitivo. “Abbiamo già lavorato – conferma Ferrari – venerdì è prevista una riunione con gli altri sindaci e mi auguro si arrivi ad una definizione. Noi i nostri passi li abbiamo fatti. Se non c’è l’intesa adotteremo tutti quegli atti che le legge vigente ci consente di adottare. Andiamo avanti determinati sulla nostra strada. L’abbiamo scelta e la vogliamo percorrere fino in fondo”. Non sembra un clima molto favorevole, ma Lambardi è ottimista. “Stiamo lavorando per farlo diventare favorevole – conclude – stiamo superando l’allerta meteo e stiamo tornando in un porto sicuro e lavoriamo per farci entrare tutti”. Non è ancora certo fino a che punto tutti i comuni vorranno trovare riparo nel porto predisposto da Lambardi. Nonostante le rimostranze dei due colleghi Ferrari e Lambardi infatti Barbetti va per la sua strada ed è convinto dei provvedimenti presi. “I sindaci non si sono messi d’accordo – ci dice il primo cittadino capoliverese – c’è una fase di incertezza generale che si potrebbe protrarre ancora per molto. Se avessi continuato ad incassare l’imposta di sbarco a chi avrei dato i soldi? Se tutti avessero approvato il regolamento avrei continuato ad incassare l’imposta di sbarco ma così non era il caso. Prendo atto che nessuno vuole mettersi d’accordo. Aspettiamo e vediamo cosa succede”