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Immigrati, sì all’accoglienza se attraverso la conoscenza

La testimonianza del sindaco di Capannori all'assemblea di Campo

Immigrati, sì all'accoglienza se attraverso la conoscenza

Accogliere i profughi è possibile gestendo al meglio piccoli gruppi che piano piano si integrano con la cittadinanza. E’ compito dei sindaci lavorare a questo e comunicare ai cittadini , al “vicinato”, come affrontare il problema. Nel pomeriggio di venerdì all’Hotel “Barcarola 2” di Marina di Campo si è parlato di immigrazione con il circolo Pertini e l’amministrazione campese e si è ascoltata la testimonianza positiva del sindaco di Capannori Luca Menesini che insieme a Valerio Bonetti , della Cooperativa Odissea ha spiegato la sue esperienza di accoglienza, iniziata nel 2011. “Porto la mia esperienza del comune di Capannori – ha esordito Menesini – che è un comune che accoglie i richiedenti asilo e i profughi che ha una sua componente storica di immigrazione, presente anche all’Elba vedendo i dati, con percentuali più alte anche di altre zone della toscana. L’accoglienza profughi è un’esperienza molto significativa e positiva, perché accogliamo piccoli gruppi, cosa che permette integrazione e un sistema di conoscenza con le famiglie con il territorio e quindi piccole attività fatte. Accanto a questo è importante l’impiego di persone che accogliamo in lavori di utilità collettiva. La comunità accoglie e poi c’è una sorta di restituzione alla comunità stessa, con associazioni del territorio, sempre nell’ottica di una maggiore integrazione. L’immigrazione è un fenomeno molto presente nel nostro paese e di cui non possiamo fare a meno, e allora tanto vale gestirlo, governarlo e avviare fin da subito percorsi di accoglienza e integrazione L’accoglienza è l’elemento base perché si ha paura quando non si conosce”. A Capannori sono attualmente ospitati 46 migranti, sempre a piccoli gruppi, non più di dieci, per facilitare l’integrazione ed evitare la ghettizzazione, negli anni ormai sono più di cento quelli che sono passati dal paese, alcuni poi partiti verso altre destinazioni, altri che hanno deciso di costruirsi una nuova vita lì. Una convivenza serena e pacifica tra cittadini e profughi che hanno trovato alloggio nel comune della lucchesia, senza alcun problema per la sicurezza. “Non ci sono stati problemi di ordine pubblico, di nessun tipo – conferma il sindaco di Capannori – e per quanto riguarda la situazione locale penso sia possibile trovare immobili per dare alloggio a queste persone, sta agli elbani e alle amministrazioni comunali gestire il fenomeno. E’ fondamentale che siano i sindaci, rappresentanti dei cittadini e primi garanti della sicurezza a gestire il fenomeno, quindi individuare alloggi e cerare le condizioni perché ci sia un rapporto con la cittadinanza” Ad oggi sull’Elba non ci sono sviluppi sulla questione dell’accoglienza profughi senso ma è un tema che , secondo il sindaco Lambardi sarà inevitabile affrontare tra qualche mese, dopo la stagione turistica perché le vicende internazionali sono sotto gli occhi di tutti. “Dopo la fatidica riunione in prefettura di qualche mese fa – spiega il sindaco – non c’è stato alcuno sviluppo”. Quella di venerdì è stata pensata come un’assemblea aperta al pubblico proprio per un confronto con la cittadinanza . “E’ la prima e unica volta che all’Elba si può parlare e approfondire liberamente un tema così stringente come l’immigrazione, un fenomeno che ha coinvolto anche la nostra isola e su cui per un certo periodo è stata calata una cortina di silenzio. Non dobbiamo avere paura anzi, quando si teme è bene approfondire e discutere su quelle che possono essere le mille sfaccettature del tema immigrazione”.