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“Dieci anni dopo, il mio arrivederci a Tenews”

Cambia la direzione di questo giornale, da oggi riaffidata alla "penna" dell'editore storico Paolo Chillè. Il saluto del direttore uscente Rita Blando

"Dieci anni dopo, il mio arrivederci a Tenews"

Devo, per una volta, usare la prima persona. E rivolgermi, soprattutto ai lettori di Tenews. Dall’inizio di febbraio, qualcuno lo avrà notato, non dirigo più questo giornale. Si è trattato di una scelta concertata con l’editore storico. Una scelta naturale, ma non per questo meno difficile. Dieci anni sono tanti. Ed è normale che le strade umane e professionali (soprattutto per una mamma, come me) possano cambiare, incontrarsi e poi dividersi. Ma guidare questo giornale è stata una opportunità importante, da ogni punto di vista, che mi ha permesso di conoscere un numero enorme di persone di grande valore, che ora vorrei salutare e ringraziare singolarmente: sindaci e amministratori locali, gli uomini e le donne delle associazioni di volontariato, delle forze dell’ordine, della cultura, delle innumerevoli realtà sociali di ogni singolo paese di questa meravigliosa isola, e anche i colleghi delle altre testate, con cui spero di aver costruito un rapporto di stima e di amicizia. Ho assunto questo incarico gravoso nel 2006, quando l’isola era diversa e anche il modo di fare informazione era diverso. Sono passati dieci anni e decine di migliaia di articoli. Ma ho sempre avuto come stella polare, giorno per giorno, l’interesse dell’Elba e la valorizzazione delle sue enormi ricchezze. Credo, con umiltà, dedizione e discrezione, di aver tenuto fede a questo impegno, facendone il marchio di fabbrica della nostra linea. Lascio la direzione di Tenews con la serenità di aver dato il meglio di me. E con l’orgoglio di riconsegnare all’editore un mezzo di informazione che in dieci anni è cresciuto ininterrottamente diventando il primo, per lettori, nel panorama on line dell’arcipelago. Spero che il futuro riservi a tutti nuovi progetti e stimoli. E altre occasioni per incontrarsi e mettersi alla prova. A chi subentra faccio i miei auguri. Agli elbani e all’isola d’Elba, che resta nella mia vita e nel mio cuore, un saluto affezionato. Un arrivederci

Cara Rita,
ho pensato che una “lettera aperta” possa essere il saluto adatto al direttore del giornale a cui siamo profondamente legati. Non mi va di affrontare un discorso sul distacco, che inevitabilmente porterebbe a inutili formalismi o convenevoli e a scivolare sulla sterile retorica. Hai ragione quando affermi che dieci anni sono tanti e che l’informazione era diversa, ma (forse volutamente) tralasci di dire che questa è cambiata grazie anche a te che non ti sei mai lasciata affascinare da cerimonie, ma sempre precisa e ineccepibile senza inutili maschere o apparenze. “Fare bene e fare meglio”, questo il tuo motto dal quale non ti sei mai allontanata. Oggi capisco molti comportamenti e reazioni di quando cercavo di portarti a comprendere le mie esigenze del momento, quando abbiamo dibattuto e ci siamo confrontati, trovando sempre le soluzioni . Ma come vedi rischio di cadere lo stesso nella retorica dalla quale volevo rifuggire e allora, ti ringrazio. Sei stata infaticabile lavorando con una formidabile redazione giornalistica e tecnica hai raggiunto i traguardi impensabili ma nei quali credevamo. Ti ho sempre detto di contare sul mio appoggio, ma mi rendo conto che spesso ero io a contare sul tuo. Ti auguro ogni bene privato e infiniti altri successi professionali. Oggi l’affetto va oltre il lavoro, quindi ti abbraccio e ti saluto perché questo è inderogabile per rincontrarsi.

Paolo Chillè