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L’addio a Giovanni Berlinguer, il ricordo di Danilo Alessi

L'ex presidente della Comunità Montana: "Un caro amico ed un compagno di straordinaria umanità e raffinata cultura". Il passaggio del suo libro: qualche volta l'ho incontrato qui all'Elba, l'estate, veniva con la sua barca

L'addio a Giovanni Berlinguer, il ricordo di Danilo Alessi

La sinistra italiana ha detto addio a Giovanni Berlinguer. Esponente del Pci, poi del Pds-Ds, Berlinguer apparteneva a una famiglia sarda che al partito aveva dato il segretario più amato, Enrico Berlinguer, suo fratello. Tre volte deputato lui stesso, medico, Giovanni Berlinguer aveva 90 anni e nel 2001 fu anche candidato alla segreteria dei Ds nel congresso che vide eletto poi Piero Fassino. Non si iscrisse mai al Pd. Qui lo ricorda un politico elbano che ha militato nella stessa area politica, l’ex presidente della Comunità montana Danilo Alessi:

Giovanni è una persona a cui non è possibile non voler bene e i compagni di Livorno e di tutta la provincia accettarono ben volentieri la sua candidatura […]. Ebbi il piacere di accompagnarlo per tutta la campagna elettorale e di instaurare, così, un reciproco rapporto d’amicizia che abbiamo mantenuto nel tempo e che dura tutt’ora. Qualche volta ho occasione di incontrarlo a Roma, altre volte qui all’Elba, l’estate, quando viene con la sua barca. […] Forse non lo sai, ma Giovanni è medico, specialista in Parassitologia, da sempre impegnato a diffondere la cultura scientifica in settori decisivi della società nazionale, della scuola, dell’ambiente e della tecnologia. Ha scritto di sè: “Mio nonno Enrico era un esponente politico in Sardegna. Poi c’è stato mio padre. E mio fratello. E i miei cugini, Luigi e Sergio. Tutte persone impegnate in politica. Che cosa avrei dovuto fare? Stare tappato in casa?”.
(da “La Fatica della Politica”, Persephone Edizioni, 2015)

Ho pensato di ricordare Giovanni Berlinguer proponendo un brano del mio libro dove racconto un paio di episodi che vissi insieme a lui nel periodo in cui fu candidato ed eletto senatore nel collegio di Livorno. Un caro amico ed un compagno di straordinaria umanità e raffinata cultura. A gennaio l’ho cercato per inviargli una copia del libro con una mia affettuosa dedica, ma mi fu detto che la malattia lo stava inesorabilmente consumando. Ed oggi la notizia che non c’è più. Non ho parole per dire cosa provo. Addio, Giovanni.