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Sanità e ospedale, la ricetta Uil: "Puntare sull'emergenza-urgenza" - Tirreno Elba News
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Sanità e ospedale, la ricetta Uil: “Puntare sull’emergenza-urgenza”

Il sindacato: "Pronto soccorso e diagnostica, rafforziamo il sistema territoriale con due ambulanze e specialisti h 24, anestesista cardiologo chirurgo ortopedico, pediatra". Una lettura diversa da quella dei sindaci

Sanità e ospedale, la ricetta Uil: "Puntare sull'emergenza-urgenza"

Il centro di tutto è l’emergenza-urgenza. La Uil-fpl sanità non ha dubbi sulla sanità elbana. E ha una ricetta diversa da quella dei sindaci, a proposito della riforma sanitaria regionale.

“Quando in un’isola si parla di ospedale – spiega il segretario Paolo Camelli – si parla di pronto soccorso, di emergenza urgenza e di diagnostica. Quindi partiamo da qui, rafforzando il sistema territoriale con due ambulanze Deu (distretto emergenza urgenza), rendendo forte il pronto soccorso con tecnologie e specialisti h 24 vale a dire con la presenza di anestesista cardiologo chirurgo ortopedico, pediatra”. E poi una riorganizzazione della rete interna dell’ospedale con una particolare attenzione alla degenza, in modo da consentire il massimo di utilizzazione delle professionalità che ci sono “anche per prepararci a recuperare – aggiunge Camelli – gran parte delle fughe di pazienti che oggi sono presenti nella realtà elbana”.

Primo punto cardine quindi la riorganizzazione del pronto soccorso e dell’emergenza- urgenza anche territoriale, fondamentale di fronte a patologia in cui diventa decisiva la tempestività dell’intervento come in presenza di infarto e di ictus, le più diffuse sulla nostra isola. E poi la diagnostica, garantita con il supporto di 2/3 medici radiologi con un’area degenza pluriprofessionale con indirizzo cardiologico e conseguente incremento dei posti letto di terapia intensiva e sub intensiva. La Uil chiede anche che entro maggio sia pronto il piano per il rinforzo estivo soprattutto per il pronto soccorso. E poi il recupero delle fughe dei pazienti. Su 4.926 ricoveri, sono 3234 quelli nell’ospedale elbano, il resto avviene nelle altre strutture toscane e spesso anche nelle altre regioni. “Qui – dice Camelli – è necessario costruire un sistema per cui la diagnostica e la specialistica devono essere presenti 24 ore su 24”.

Richieste che si vanno ad aggiungere a quelle già presentate alla Regione Toscana dal “documento Elba” sulla sanità, redatto dai sindaci elbani con la consulenza dei comitati. Un documento che la Uil non ritiene esaustivo per quanto riguarda le esigenze legate all’insularità. “Nel documento si parla di un ospedale ovunque riconducibile, ma non su un’isola come l’Elba – ha spiegato Camelli – come Uil, insieme alle altre confederazioni siamo un soggetto di contrattazione nei confronti della Regione per l’attuazione della nuova riorganizzazione contenuta nella legge prevista per settembre. I sindaci fanno il loro percorso, se è possibile ci incontriamo e lavoriamo insieme, se non è possibile noi comunque vogliamo vedere queste nostre richieste nella legge regionale di settembre quella che regolamenterà le nuove aree vaste. Vogliamo che la realtà elbana sia nella legge ben identificata e rafforzata dal punto di vista dei servizi sanitari”.