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San Giovanni, arrivano altre segnalazioni: il branco c’è - Tirreno Elba News
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San Giovanni, arrivano altre segnalazioni: il branco c’è

Almeno due testimonianze in poche ore alla nostra redazione dopo il caso dell'aggressione. I cani sarebbero cinque, con caratteristiche ben precise. L’appello di un cittadino: “Girate le segnalazioni alle forze dell’ordine”

San Giovanni, arrivano altre segnalazioni: il branco c’è

Siamo costretti nostro malgrado a tornare sull’argomento della presenza di cani all’interno della zona di San Giovanni: evidentemente il nostro servizio, che voleva rassicurare tutti i frequentatori di una delle più belle zone dell’isola d’Elba, è servito invece a far emergere definitivamente che un problema, invece, esiste davvero. Sarebbero infatti cinque i cani che periodicamente scorrazzano all’interno della zona, come si evince da almeno due segnalazioni ben circostanziate che sono arrivate nelle ultime ore alla nostra redazione. Il branco sarebbe composto da un grosso cane bianco (simile ad un labrador), tre cani meticci di pelo rosso/marrone ed un piccolo cane nero. Non sembrerebbero cani randagi dall’aspetto, per cui si suppone che possano provenire da qualche canile privato o da qualche proprietà della quale riescono ad eludere la recinzione.
I cani tendenzialmente non sarebbero aggressivi, e si limiterebbero a scorrazzare in giro; è evidente, però, che basta la presenza di qualcuno che corre o si agita senza motivo, o magari di un altro cane od animale, per mettere il branco pericolosamente in movimento.
“E’ successo anche a me – ci ha detto una delle persone che è venuta a portarci personalmente la sua testimonianza – fortunatamente ho avuto il sangue freddo di continuare a camminare facendo l’indifferente; alla fine i cani sono proseguiti correndo dietro ad un altro cane solitario, mentre io mi sono rifugiato su un pontile aspettando che se ne andassero”. Il problema, dunque, esiste. E l’appello – con le segnalazioni, che vi invitiamo a fare – va girato soprattutto alle Forze dell’Ordine, perché la responsabilità di quanto potrebbe potenzialmente accadere nella zona non è certo dei proprietari dei terreni, ma di certe persone che evidentemente aprono periodicamente le loro recinzioni, o quantomeno non custodiscono con la dovuta attenzione questi animali.