Quantcast
LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

La disavventura di una ragazza: “Attaccata da sei cani”

Il racconto: "Mi sono salvata salendo su una sbarra del percorso ginnico del parco. Ero terrorizzata e mi hanno accompagnata due conoscenti, che avevano già visto quel branco. Ho denunciato il fatto ai Carabinieri. La mia unica preoccupazione è che possa accadere di nuovo, magari ai bimbi"

La disavventura di una ragazza: "Attaccata da sei cani"

Brutta disavventura, quella che ci ha raccontato una giovane portoferraiese che si è vista attaccare da un branco di cani a San Giovanni, nel parco che come molti frequenta, per fare sport o passeggiate. Erano le 15 circa e Irene stava facendo la sua solita camminata. E qui inizia il suo racconto: “Dietro di me c’era un cane, a una certa distanza. All’altezza dell’hotel, un branco di sei cani, per attaccare quello che mi ‘accompagnava’ si è avventato di fatto anche contro di me, che mi trovavo in mezzo. Ho avuto la prontezza di arrampicarmi su un’asta di legno, uno degli attrezzi che si trovano lungo il percorso ginnico. Gli animali, intanto, continuavano ad abbaiare e ringhiare mentre chiamavo aiuto  senza che nessuno mi sentisse. Dopo alcuni interminabili minuti, i cani hanno desistito”. Terrorizzata e tremante, la malcapitata protagonista della storia è scesa e nel frattempo si è avvicinata a lei una coppia di conoscenti, cui ha chiesto di essere riaccompagnata all’auto. “L’hanno fatto – racconta – non prima di avermi detto di aver già visto i cani, e mostrato un’anatra che sarebbe stata azzannata nei giorni scorsi”. Dirigendosi verso casa, Irene ha subito realizzato che la disavventura che le era capitata avrebbe potuto ripetersi, magari in presenza di bambini o altre donne che frequentano la zona, specialmente in primavera, per correre. Si è diretta quindi – continua il racconto – al comando di Polizia Municipale. “Ancora sotto choc ho spiegato l’accaduto e l’agente mi ha liquidato spiegando che in quella proprietà privata non è possibile alcun tipo di intervento. Mi sono quindi rivolta ai Carabinieri, che mi hanno ascoltata attentamente, cercando di ricostruire la vicenda assicurandomi che avrebbero verificato”. “Io – spiega la ragazza –a parte lo spavento non ho subito danni, anche grazie alla prontezza e alla agilità che mi ha permesso di venir fuori da quella brutta situazione. Ciò non toglie che sono letteralmente indignata, anche per il trattamento ricevuto, e soprattutto preoccupata. E, se ho voluto raccontare tutto ciò, è per evitare che possa accadere di nuovo, magari con un esito ben peggiore”.