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Ecco il progetto di sanità insulare commissionato dai sindaci

Il documento elaborato dalla commissione incaricata dai Comuni

Ecco il progetto di sanità insulare commissionato dai sindaci

Ecco il progetto di sanità insulare Isola d’Elba elaborato dalla commissione Sanità incaricata dalla Conferenza dei sindaci dell’Isola d’Elba. Il documento è dettagliatissimo e presenta un vero e proprio testo base per la riforma della sanità elbana. Fra i punti cardini su cui si fonda sicuramente la specialità insulare, ma anche la relazione con l’università di Pisa. Si sottolinea il fattore meteo, che impedisce spesso trasferimenti dei pazienti ma anche il normale servizio del personale – per cause di forza maggiore. Inoltre si individua il danno anche economico che deriva dal taglio all’ospedale elbano, in termini di posti di lavoro e di indotto. Il numero dei posti letto per un ospedale di base all’Elba viene fissato in 125.

Ma ecco il documento:

Riassunto

Si propone un modello innovativo di sanità insulare per l’Isola d’Elba, terza isola italiana, la maggiore delle Isole minori: l’Isola come laboratorio di ricerca dell’Università. Gli autori tracciano un percorso che potrebbe aprire un nuovo scenario nell’ambito sanitario insulare italiano. In Europa sono presenti realtà che hanno già intrapreso il percorso come laboratorio di ricerca: isola di Malmö (Svezia) e Isola di Gozo (Malta).

La specificità insulare richiede di essere declinata con modalità particolari rispetto alle problematiche continentali e di conseguenza di fruire di servizi in ambito sanitario riconducibili a quelli di un Ospedale di base (nell’ambito dell’attuale classificazione regionale) e di realizzare un’eccellente continuità assistenziale sul territorio.

Premessa

L’Isola d’Elba sintetizza tre realtà in una: isola, montagna, città.
Superficie: 223 km2; coste: 147 Km; lunghezza massima in direzione est-ovest è di circa 27 km, da Nord a Sud circa 18 km.
Distanza dal continente: 14,04 Miglia Nautiche (26 Km) distanza rotta di navigazione Portoferraio-Piombino; tempo di percorrenza nave: 1,10 ora circa. (La distanza in linea d’aria di 10 Km è quella tra i punti più vicini: Cavo-Piombino).
Altitudine massima: 1019 m- Monte Capanne
Abitanti: 33.660 residenti; da aprile a ottobre flusso turistico: da 150.000 a 200.000 (dato numerico sicuramente sottostimato in quanto non può tener conto dei visitatori che approdano sul territorio attraverso la nautica da diporto).

La specificità insulare determina un approccio diverso rispetto alle problematiche continentali. Il cittadino elbano deve avere gli stessi diritti e servizi di un cittadino che vive in una grande città, in particolare nell’ambito della gestione dell’emergenza-urgenza; servizi specialistici di buon livello che gli consentano di essere seguito in modo adeguato in loco; per patologie gravi trasferimento c/o centri di 2°-3° livello.

Il fattore “avversità meteo” che negli ultimi anni non è più un dato occasionale ma è assai frequente (negli ultimi 6 mesi mediamente 3 episodi mensili) implica tre considerazioni:
a) in caso di impossibilità al trasferimento occorre poter stabilizzare e seguire adeguatamente il paziente in loco;
b) l’impossibilità di medici ed infermieri del continente a raggiungere l’isola causa rinvio di interventi e visite programmate;
c) l’impossibilità da parte del paziente di eseguire accertamenti prenotati e terapie in continente con conseguente rinvio ad altra data; tutto ciò con grave disagio per il paziente ed i suoi famigliari.

Il turismo proveniente dall’Europa e da tutto il mondo (in particolare dopo il bicentenario napoleonico), caratterizzato da un’utenza di età compresa dai primi mesi di vita all’età avanzata, richiede di avere uno standard sanitario elevato. Oggi nella qualificazione delle strutture recettive turistiche si considera anche la qualità del servizio sanitario offerto.

La mancanza o carenza di servizi sanitari e l’informazione che oggi questo territorio sia coperto da un ospedale di prossimità potrebbe quindi ripercuotersi negativamente non solo sulla salute dei cittadini elbani ma deprimere anche il sistema economico e sociale dell’intero territorio. Di conseguenza il servizio sanitario elbano non può essere limitato a un servizio in rete o relegato ad un presidio di prossimità.

L’insularità Elbana è una condizione che richiede una particolare attenzione al fine di garantire in loco la massima presenza di attività nell’ambito della casistica riconducibile all’attività di Ospedale di base ed alle specialistiche di 2° livello.
La domanda ospedaliera Elbana è rappresentata oggi da 3863 ricoveri Ordinari e in Day Hospital; di questi 2769 sono soddisfatti nel Presidio Ospedaliero di Portoferraio e 1094 sono le prestazioni che i cittadini elbani cercano in altri Presidi.
Esaminando i dati forniti dall’Agenzia Regionale di Sanità e dal Bilancio della stessa ASL 6 si osserva che:
1) le prestazioni fornite da altri Presidi Ospedalieri diversi da quello di Portoferraio sono prevalentemente di 1° livello avente un peso Drg non superiore a 1 e che la stessa DGR 1235 prevede debbano essere fornite dall’ospedale di Portoferraio;
2) il valore economico sottratto al Presidio di Portoferraio ammonta a circa 5 milioni di euro che equivalgono a circa 50 posti di lavoro a tempo indeterminato.
3) il valore economico sottratto alla Comunità Elbana in termini di viaggi, giornate di lavoro perdute dalle famiglie, ecc è stimato in circa 3 milioni di euro.
Da questo primo indicatore se ne deduce che la debolezza del Presidio Ospedaliero di Portoferraio relativamente all’attività di base ed a quella programmata produce un rilevante danno sia al principio delle pari opportunità per i cittadini elbani, sia all’economia elbana che perde, per questa via, un equivalente di circa 8 milioni di euro/anno.
Da qui un primo comune obiettivo: restituire al Presidio di Portoferraio le capacità di fornire prestazioni in grado di soddisfare le esigenze dei pazienti ed intercettare così la domanda oggi in “fuga”.

Il 10% del fondo è attribuito alle aziende sanitarie sulla base della popolazione residente pesata in relazione alle condizioni socio-ambientali del territorio delle aziende medesime. Alla determinazione di tali condizioni si perviene utilizzando le seguenti quote ed i seguenti pesi: Isole 10,00 (collina litoranea 1,5); popolazione in centri abitati da 10.001 a 50.000, peso: 2.
Inoltre si richiede una specifica previsione di un fondo destinato alla specificità della realtà insulare.

L’Elba, non potendo autoreggersi, deve fare sinergia con altre strutture: Università, ASL.
Sono individuati due piani di lavoro:
a) immediato: “stabilizzando” l’attuale situazione sanitaria
b) proiezione nel futuro: l’isola considerata come laboratorio di ricerca dell’Università.


Proposta

1) Le caratteristiche del modello ospedaliero insulare consone all’Elba corrispondono a quelle riportate nell’attuale classificazione dell’ospedale di base (4 livelli attuali regionali): “Lo standard minimo delle funzioni operative da garantire: Pronto Soccorso, Medicina interna, Chirurgia generale, Cardiologia h24, Anestesia e Rianimazione H/24, Ortopedia e Traumatologia, Ostetricia e Ginecologia e Neonatologia/Pediatria, Punto Nascita, Oncologia secondo la programmazione regionale, Terapia sub-intensiva multidisciplinare, Radiologia, Laboratorio, Immuno-trasfusionale, Centro di Emodialisi, funzione di Endoscopia digestiva h12, Riabilitazione con letti codice 56 secondo la programmazione aziendale”.
1.1 Centro Iperbarico
1.2 Telerefertazione
1.3 Elisoccorso; S.T.E.N (trasporto emergenza neonatale)
1.4 Ospedale di Comunità
1.5 Servizio farmaceutico
1.6 Servizio di Neuropsichiatria Infantile (NPI)

Note:
E’ da ricordare che secondo gli standard i Posti letto previsti in una percentuale non inferiore a 3,7 ‰ per abitanti (calcolando anche solo i residenti 33.660) dovrebbero essere: 124 posti letto; di cui 0,7 ‰ : 23 posti letto per riabilitazione e lungodegenza post acuzie. Attualmente i posti letto totali sono 75.

a) Emergenza-Urgenza.
Pronto Soccorso: sono previsti letti di Breve osservazione intensiva (O.B.I per adulti; O.B.I per bambini in Pediatria), considerando due medici per turno e rinforzo nel periodo da maggio a ottobre; numero adeguato di personale infermieristico.
*L’incremento e il potenziamento di posti letto di OBI dedicati all’approfondimento diagnostico del dolore toracico (chest pain unit), per identificare più facilmente i pazienti critici in considerazione del fatto che la casistica elbana è rappresentata da 180 casi/anno di infarto miocardico acuto, da 296 casi di Scompenso e da 475 casi di patologie riconducibili all’apparato circolatorio.
*Il trattamento delle vasculopatie cerebrali acute rappresenta 105 casi/anno.
*Il trattamento di pazienti politraumatizzati (PST), garantendo un intervento immediato, anche chirurgico, delle lesioni determinanti instabilità prima di un eventuale trasferimento ad una struttura di livello superiore.
*Stanza Rosa; creazione di spazi idonei per codici bianchi e verdi.
*Percorsi di accesso all’Elisuperficie; sedi alternative sull’Isola in caso di impossibilità di atterraggio sull’Elisuperficie.
Servizi di supporto in regime di guardia attiva o di pronta disponibilità H/24:
Anestesia-rianimazione guardia attiva H/24; con alcuni letti di sub intensiva in cui seguire anche pazienti ASA 3
Laboratorio analisi: servizio di guardia H/12 e di reperibilità notturna e festiva
Centro trasfusionale
Radiologia: diagnostica per immagini: Rx, Ecografia, TAC; RMN (indispensabile sull’isola); telerefertazione. Servizio di guardia H/24 per i tecnici; Guardia H/12 e reperibilità per i radiologi
Traumatologia e chirurgia d’urgenza di elevato livello
Servizio di cardiologia, con reperibilità cardiologica
Nel 2014: 16.533 accessi di P.S; trasferimenti in elicottero: 178

118: gestito dalla Centrale Operativa
Punti P.E.T: per tutto l’anno, H/24 a Portoferraio
da giugno a settembre: dalle 8 alle 20 (Porto azzurro e Marina di Campo)
Rinforzo delle Ambulanze 118 e potenziamento delle loro capacità di prendersi carico del paziente critico, considerando i tempi di percorrenza.
Applicare il correttivo specifico per le zone con particolare difficoltà di accesso (Balduzzi 9.1.3)
Life pak per emergenza urgenza
- rete IMA di EU in caso di infarto per la trasmissione di consulto ed EGC (inserito nel Progetto del Ministero)
Guardia medica, potenziamento estivo

b) Medicina U.O.C- alta-bassa intensità; letti sub intensiva; sezione cardiologia;
stanze e spazi dedicati a pazienti con problemi psichiatrici
Oncologia: è D.H. della medicina.
c) Materno-Infantile: Ostetricia, parto indolore; Punto nascita: neonatologia 1°livello (in situazione di emergenza può diventare 2° livello in attesa del trasferimento); Pediatria: degenza, D.H, OBI pediatrica; teleconsulto pediatrico con la Fondazione Monasterio di Pisa per il monitoraggio e il trattamento delle malformazioni cardiache congenite; Guardia diurna pediatrica 8-20 e reperibilità notturna e festiva; S.T.E.N (presente in tutta la Toscana, non all’Elba).
Nel 2014: Parti: 210; O.B.I: 200; ricoveri:100; appoggi da ortopedia e chirurgia
c) Emodialisi (inserito nel Progetto del Ministero)
d) Cure palliative, terapia del dolore: funzionanti
e)Traumatologia-Ortopedia: indispensabile un reparto di buon livello, con U.O.C sull’isola, con personale prevalentemente stanziale. Si segnala che per la morfologia dell’isola (mare-monti), per il turista che ha grave trauma causato da cadute da scogli a picco, dirupi, montagna, incidenti da pesca, incidenti moto, bicicletta; per il cittadino elbano che vive sull’isola è indispensabile avere una traumatologia di buon livello.
Attività che, dopo la distruzione avvenuta nel 2009, deve essere ripresa con personale preparato, un direttore preparato, motivato, che “vuole ricostruire”.
Attività chirurgica: traumatologica (valutando il tipo di problematica, salvo lesioni gravi al bacino e vertebrali), attività di urgenza e urgenza differita H/24;
attività ortopedica: Day Surgery- Day Hospital- Week surgery (artroprotesi da valutare in base al paziente)
Ambulatori generali con annesse visite di P.S; applicazione gessi; consulenze nei reparti; ambulatori specialistici in ambito ortopedico.
Guardia H/12; reperibilità doppia notturna e festivi;
consulenza fisiatrica
f) Chirurgia generale- indispensabile un reparto di buon livello, U.O.C. (Unità operativa Complessa)
Chirurgia addominale di buon livello (incidenti gravi a causa del tipo di territorio); Chirurgia generale mini invasiva con tecnica di laparoscopia avanzata- Day Surgery- Day Hospital- Week Surgery.
Una chirurgia “rivitalizzata”, con direttore e personale motivati è importante in una struttura ospedaliera insulare.
Nell’eventuale difficoltà di garantire un adeguato livello di prestazioni si prevede di ricorrere ai chirurghi delle risorse del sistema aziendale, oltre l’organigramma stabile.
Endoscopia digestiva: H/12 +reperibilità
Reperibilità: Urologia, oculistica
g) Centro Iperbarico: Sia per la terapia per incidenti da decompressione, sia per altre patologie in cui è indicata (inserito nel progetto del Ministero)

1.7 Ambulatori specialistici: neurologia, diabetologia, cardiologia, gastroenterologia, endocrinologia, allergologia, pediatria, ginecologia, Servizio di Neupsichiatria Infantile (NPI), Fisioterapia, medicina dello sport, dietologia, nefrologia, dermatologia*, senologia*, pneumologia, ematologia, reumatologia, E.E.G.
Ortopedia, chirurgia, endoscopia, ORL*, Oculistica* (con possibilità di interventi ad es. cataratta per anziani), Urologia*, Odontoiatria: adulti e bambini.
Note:
a) * per questi servizi (segnati con asterisco*) i cui reparti non sono presenti sull’isola, ci si avvale della collaborazione del centro ospedaliero in continente più vicino e/o del centro Universitario afferente
b) Per i servizi: ematologia, reumatologia, esecuzione E.E.G i pazienti si recano attualmente a Piombino; in futuro potrebbero essere eseguiti in loco.
c) Personale: almeno per 2/3 dovrebbe essere stanziale, per le difficoltà oggettive a raggiungere l’isola in caso di avversità meteo con conseguente rinvio di attività programmate e disagio per l’utenza; agevolare il personale che lavora e risiede sull’Isola (abitazione, trasporti); per quanto concerne le graduatorie: coloro che rinunciano alla Zona Elba saranno inseriti in fondo alla graduatoria (come accade in tutte le altre sedi)
d) Direzione in loco, mantenimento delle U.O.C (Unità operative complesse), possibilità di carriera per chi opera sull’isola.
e) Implementare l’aggiornamento professionale per tutto il personale
f) Si segnala assenza di un ufficio informazioni all’ingresso dell’ospedale

2) Territorio: L’Integrazione Ospedale e Territorio, grazie a una buona collaborazione tra Medici di Medicina generale, Pediatri e Ospedale consente la realizzazione di una migliore continuità assistenziale. Una particolare attenzione meritano le zone più disagiate dell’Isola d’Elba (es. Pomonte, Chiessi)

Ospedale di Comunità: potenziato

2.1 Riabilitazione, Logopedia, Fisioterapia, Fisiatria
2.2 Percorso ictus
2.3 Servizi per la salute mentale: attività psichiatrica svolta in ambito ospedaliero e territoriale, SERT. Potenziamento del servizio di psicologia per adulti e bambini (decurtato negli ultimi anni)
2.4 Agevolare i servizi sul territorio per tutte le attività che possono essere svolte localmente; Disabili: richiesta esenzioni, certificazioni, verifiche, visite per patenti
2.5 Continuità assistenziale attraverso i percorsi integrati:
Agenzia Ospedale-Territorio, RSA, ADI
L’assistenza domiciliare integrata (ADI) si occupa di ca 300 pazienti/anno semplici, 200/anno complessi (anziani con gravi fratture, post ictus, SLA, stati con compromissioni di vigilanza, oncologici); ca 50 pazienti necessitano di cure palliative. Attualmente ADI è un servizio di 1° livello; sarebbe auspicabile che diventasse di 3° livello con personale esclusivamente dedicato, con adeguato numero di IP, supporto di Fisioterapia e Psicologia (come in altri distretti provinciali)
2.6 Percorsi agevolati per cittadini fragili, oncologici, patologie croniche
2.7 Servizio vaccinazioni
2.8 Consultorio: preferibilmente situato fuori dall’ospedale
2.9 Screening
2.10 Agevolare chi abita in zone disagiate per esecuzioni accertamenti: ad es:la Casa della salute con un’adeguata organizzazione in 2 punti periferici dell’Isola; Bottega della salute
2.11 Ufficio Protesi
2.12 Centri diurni per seguire disabili, anziani, cittadini fragili

3) Carcere: il concetto globale di salute in carcere inteso non solo come assenza di malattia, ma come stato di benessere fisico, mentale e sociale è il risultato di scelte istituzionali coordinate che pongono una particolare attenzione all’ambiente, ai luoghi di vita, alla formazione, al lavoro, alle relazioni e a tutte i fattori che più in generale possono migliorare le condizioni di vita della popolazione detenuta. Trattandosi di una realtà molto complessa, può diventare un modello da proporre in altre realtà insulari dotate di carcere. (v. modello isola di Wight- Regno Unito)

4) Trasporto pazienti: per i pazienti che si recano in continente per accertamenti e terapie accordi con compagnie di navigazione, compagnie aeree per migliorare il trasporto (ad es. navi dotate di ascensore; tariffe agevolate per voli in aereo con Fi-Pi-Si); per i famigliari che assistono persone ricoverate in continente possibilità di agevolazioni per il periodo di soggiorno tramite accordi con l’associazione albergatori

* * *

Sanità veterinaria: per l’applicazione della legge della Regione Toscana-LR n.59 del 20/10/2009 (Norme tutela animali d’affezione, prevenzione randagismo, anagrafe del cane), in particolare articolo 30 canile-rifugio, articolo 34 e 35 adeguata cura delle colonie feline: individuare in Portoferraio e nell’Isola luoghi/box di prima accoglienza per cani randagi e personale dedicato. Eventuale promozione alla realizzazione di un canile comprensoriale. Potenziamento del servizio veterinario da una unità a due unità, a proiezione di area vasta per la campagna di sterilizzazione delle colonie feline.


5) In un’ottica di un progetto insulare innovativo, l’isola d’Elba potrebbe essere considerata come laboratorio di ricerca dell’Università di Pisa
6) I servizi sanitari potrebbero essere “stralciati” dalla rimanente organizzazione dei servizi, selezionati in modo da formare un mondo a sé stante che interagisce con il polo universitario.
7) Nell’ottica di laboratorio di ricerca, ad es. la medicina d’urgenza può diventare parte integrante del corso di specializzazione, attuando parte del percorso universitario teorico-pratico sull’Isola d’Elba, con la presenza di “tutor”. Ciò comporta un aggiornamento continuo e maggior prestigio per l’attività svolta sull’isola a tutti i livelli. Inoltre un’opportunità per l’Università di acquisire il “territorio insulare”, con la presenza di un carcere, come luogo di ricerca.

Conclusioni

Nel corso di questa sintetica trattazione è stato delineato un modello innovativo di sanità insulare per l’Elba, che valorizzi le peculiarità dell’Isola, prospettando un percorso in due tappe:
a) immediata: “stabilizzando” l’attuale situazione sanitaria;
b) proiezione nel futuro: l’isola considerata come laboratorio di ricerca dell’Università.
Per “stabilizzare” l’attuale situazione sanitaria occorre integrare alcune attività (come indicato nella tabella riassuntiva pag.9) al fine di migliorare i servizi rendendoli più adeguati alla realtà insulare, sia per i residenti elbani, sia per i turisti.
Rinforzare l’attività sull’isola rendendola più autonoma, non significa isolamento insulare, ma una diversa declinazione della specificità insulare.
L’isola non potendo autoreggersi farà sinergia con le strutture in continente (ASL, Università), amalgamando le attività già funzionanti con una fase futura, prevista anche in ambito europeo.
Si guarda al presente in modo concreto e al futuro in modo innovativo.
In ambito nazionale questo progetto, se realizzato, potrà diventare un investimento importante per il futuro con un notevole riflesso positivo sulla Regione Toscana, sull’Italia e sull’Europa, essendo l’Isola d’Elba nota e amata meta turistica dei Paesi del Nord Europa.
Nell’ottica dell’Osservatorio della Sanità delle Isole minori, l’Elba, con le sue peculiarità (terza isola italiana, morfologia del territorio, caratteristiche della popolazione stanziale e turistica, presenza di struttura carceraria) potrebbe dare un importante contributo alla ricerca.
Una collaborazione tra Università di Pisa e Isola d’Elba potrebbe ridisegnare un modello di sanità insulare non ancora sperimentato, ma sostenibile.