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“Il dipendente della Croce Verde ha sbagliato" - Tirreno Elba News
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“Il dipendente della Croce Verde ha sbagliato”

Il presidente della Pubblica Assistenza Croce Verde a TeleElba spiega: esiste un protocollo sui trasporti delle ambulanze a bordo e va rispettato. Il diniego del comandante legato a cattive condizioni del mare e alla sicurezza

“Il dipendente della Croce Verde ha sbagliato"

Il presidente della Pubblica assistenza Croce Verde Paolo Magagnini interviene sull’increscioso episodio che venerdì ha visto protagonista un dipendente della Croce Verde stessa che ha mal reagito al diniego del comandante di una nave Moby che si è rifiutato di imbarcare l’ambulanza con un paziente a bordo per motivi di sicurezza. Attenendosi scrupolosamente ai fatti Magagnini chiarisce: “L’ambulanza – afferma il Presidente – era della Pubblica assistenza Croce Verde e non era guidata da un volontario ma da un dipendente stipendiato anche per le ore in più che avrebbe dovuto trascorrere a Piombino in attesa dell’imbarco. Il dipendente in questione ha, secondo me, sbagliato a esprimere il suo punto di vista su Facebook ma avrebbe dovuto informarmi tempestivamente, con tutte le rimostranze del caso. La reazione del dipendente – prosegue Magagnini – sarebbe stata comprensibile se avesse guidato la sua vettura privata e non il mezzo che gli consente di guadagnarsi da vivere. Io – sottolinea il presidente – non difendo Moby né tantomeno il comandante della nave in questione e non ho necessità di asservirmi al potere. Per contro esiste un regolamento per il quale i pazienti sulle navi Moby non possono sostare in garage, ma devono salire in salone a meno che non siano accompagnati da un medico o un infermiere che si prende la responsabilità del trasporto, nel caso di specie non c’era nessuno in grado di prendere una decisione del genere in quanto si trattava di una semplice dimissione e non di un paziente che necessitava di assistenza. Devo dire – conclude Magagnini – che quando possibile Moby ci fa salire con l’ambulanza e il paziente resta a bordo, venerdì c’era mare grosso e il comandante non se l’è sentita di lasciare un paziente in garage in mezzo a camion e mezzi pesanti a rischio ribaltamento. Sulla Toremar funziona diversamente, ci sono meno restrizioni me è una questione di convenzioni, regolamenti e di discrezionalità del comandante che sulla nave è sovrano nel bene e nel male”.