LA REDAZIONE
Scrivici
PUBBLICITÀ
Richiedi contatto

L’appello per il pontile: “Salvatelo, è un luogo speciale”

Le parole di una portoferraiese dedicate a un posto amatissimo dalle famiglie

L'appello per il pontile: "Salvatelo, è un luogo speciale"

Il parco di San Giovanni è uno dei luoghi più amati dell’Elba. Giustamente, perché rappresenta un equilibrio che sembra miracoloso fra la natura e l’intervento umano. Molto amato, il parco è frequentatissimo dalle famiglie e dai molti che approfittano del verde e della quiete della zona per correre e passeggiare. Caratteristico è il moletto che separa il bacino dal mare. Di questo luogo si parla troppo poco, forse per la nota massima per cui fa più notizia un albero che cade di una foresta che cresce. Ma ora una foto e una sorta di favola poetica, scritta da Silvia Lupi su facebook, ci inducono a gettare un’occhiata più attenta e consapevole su uno dei luoghi del cuore degli isolani.

C’era una volta, in un paesino vicino vicino, un silenzioso pontile che sembrava emergere naturalmente dall’acqua e che creava un divario tra il mare e la terra… proteggendo e favorendo la nascita di un’oasi naturale per eleganti aironi e simpatici anatroccoli. Per anni gli abitanti del paesino durante le loro passeggiate lo attraversavano, ed alcuni bambini, muniti di canna da pesca, vi lanciavano i propri ami per catturare qualche pesce. Dal ponte si udivano il rumore delle barche e quello delle navi in partenza, si vedevano i canottieri durante gli allenamenti, si sentiva l’odore del mare. Gli sportivi e giovani vanitosi vi correvano sopra, i cani al guinzaglio, accompagnati dai padroni, si sporgevano ai lati bagnandosi le zampe durante lo scodinzolante tragitto, ed i ciclisti più temerari lo attraversavano rapidamente. Percorrendolo, tra un pensiero leggero e il silenzio, era possibile ammirare le antiche fortezze del centro cittadino ed il verde splendente del parco circostante. Era un vecchio pontile che aveva sentito scivolare su di sé tante parole, frasi, sorrisi, accogliendoli pazientemente tra le sue pietre, nonostante il tempo e la forza dirompente del mare che, onda dopo onda, ne aveva scalfito i fianchi facendolo, un giorno, cadere rovinosamente tra i flutti. C’era una volta un silenzioso pontile allungato sul mare; c’era una volta una passerella gentile sull’acqua; c’era una volta una garbata corsia preferenziale sospesa tra due sponde; c’è oggi un vecchio percorso abbandonato tra le onde e la viva speranza per chi scrive di poterlo attraversare di nuovo.