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“Sono passati 8 anni, il frantoio pubblico ancora non c’è”

L'associazione degli olivicoltori elbani: "Errori di impostazione del progetto, difetti nella costruzione, struttura inadeguata. E' solo una scatola vuota"

"Sono passati 8 anni, il frantoio pubblico ancora non c'è"

Dall’Associazione olivicoltori dell’isola d’Elba riceviamo:

“Sono ormai trascorsi otto anni da quando, quasi in concomitanza con la nascita della nostra Associazione, fu avviato l’iter per la realizzazione di un nuovo frantoio pubblico dall’allora Comunità Montana. Si sarebbe trattato di un frantoio al servizio di tutti gli olivicoltori elbani, realizzato con denaro pubblico su beni pubblici, dando così soluzione ad un problema annoso per l’agricoltura dell’Elba. Così iniziò la definizione di un progetto che dopo otto anni ha prodotto la costruzione di un immobile su un terreno di proprietà del Comune di Portoferraio, alle Antiche Saline. Ma di lì a dire che abbiamo un frantoio, ce ne corre. Errori di impostazione del progetto, difetti nella costruzione, struttura inadeguata ad uso di frantoio, spazi insufficienti e, soprattutto, non ci sono tutti gli allacci alle utenze necessarie (scarichi, impianto elettrico, fornitura di acqua) e tutti i macchinari e le attrezzature necessarie per essere un frantoio funzionante. Insomma, uno scatolone vuoto! E pensare che la notizia e l’inizio del progetto ha contribuito fortemente, in questi anni, a risvegliare molto interesse per la coltivazione o il recupero di vecchi oliveti in tutta l’Elba, soprattutto da parte di molti giovani. La nostra Associazione, nata ad inizio 2007 con 13 soci, oggi ne conta ben 82, provenienti da ogni comune dell’isola. Si calcola che attualmente siano in produzione oltre 100.000 piante di olivo che potrebbero fornire oltre 1500 quintali di olio. Grazie anche alla realizzazione e distribuzione della bottiglia unica dell’Associazione, denominata “LO SCOGLIO”, il nostro olio ha trovato un buon mercato sul territorio. I produttori sono aziende agricole, piccoli coltivatori e anche semplici hobbisti, ma tutti quanti contribuiscono a determinare un nicchia pregiata delle produzioni locali e un importante presidio di salvaguardia e tutela del territorio. Per ottenere il risultato manca l’ultimo passo. La soppressione dell’Unione dei Comuni ha messo in mano a tutti i Comuni Elbani la responsabilità di portare a termine il progetto. Ci risulta che sarebbero disponibile anche le risorse necessarie rappresentate da un vecchio mutuo della Comunità Montana giacente presso la Cassa Depositi e Prestiti e che può essere devoluto per terminare il frantoio. Occorre però che tutti i Comuni subentrino in quel mutuo e ne deliberino la devoluzione. Il Comune di Marciana Marina, avendo fatto opposizione ai decreti sull’”eredita” della disciolta Unione dei Comuni non intende subentrare anche se il medesimo Comune faceva comunque parte della precedente Comunità Montana che definì a suo tempo il mutuo in questione. E allora si sta determinando una situazione paradossale, all’italiana: c’è un mutuo mai utilizzato e fermo in banca che viene rimborsato annualmente, almeno fino ad oggi da tutti gli altri Comuni, mentre dall’altra parte c’è un ‘opera di interesse pubblico, come il frantoio, che non si riesce a terminare.

Ci appelliamo al senso di responsabilità, al dovere civico e alla buona volontà di tutti i nostri amministratori ed in particolare, in questo caso, al Sindaco di Marciana Marina affinchè si possa velocemente trovare una soluzione. Il rischio è di gettare al vento anni di lavoro e sacrificio di 82 famiglie e soprattutto una possibilità di diversificazione delle opportunità di lavoro per i nostri figli.