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Allarme tumori all’Elba? Non c’è: i dati sono buoni

Cancro e leucemie all'isola non colpiscono di più. Lo certifica la ricerca sulla salute degli isolani. "Gli elbani hanno una speranza di vita superiore al resto del comprensorio e protezione genetica che garantisce longevità"

Allarme tumori all'Elba? Non c'è: i dati sono buoni

“E’ vero che all’Elba i tumori, specie quelli collegabili all’ambiente, colpiscono di più che nel resto della provincia?” La risposta è arrivata dal meeting che si è tenuto sabato mattina al centro De Laugier dove sono stati presentati i risultati dello studio condotto dal comitato scientifico presieduto dal professor Benedetto Terracini sulla salute degli elbani. Dal convegno è emerso che la popolazione elbana ha una situazione sanitaria in linea e in molti casi migliori di quella del comprensorio. “Non esiste all’Elba una criticità per l’incidenza dei tumori e di altre malattie letali, il problema è quello della diffusione di queste malattie a livello generale – si legge nel rapporto – È quindi necessario non abbassare la guardia, vigilare e operare per mantenere sano l’ambiente in cui viviamo”. Nel video le interviste a Benedetto Terracini, epidemiologo Università di Torino e a Fabrizio Bianchi, epidemiologo istituto fisiologia clinica CNR Pisa. Ed ecco il video con le interviste ai ricercatori e il resoconto sull’importante convegno di sabato.

Ed ecco come i comitati al lavoro sullo studio ne sintetizzano i contenuti principali emersi nel corso della giornata:

Confortanti le notizie che i relatori dello studio hanno comunicato: “La popolazione elbana ha una speranza di vita superiore rispetto a quella del comprensorio e una forma di protezione genetica che gli garantisce una certa longevità”. Certo qualche segnale d’allarme lo si è riscontrato, per le cirrosi maschili e il tumore al polmone nelle donne, entrambi segno di abitudini di vita non corrette. I ricoveri ospedalieri sono più numerosi che nel resto del comprensorio, forse per la ricerca di una diagnosi più certa da parte dei medici di base che scaricano sull’ospedale di Portoferraio i casi non dichiarati. Il direttore Generale dell’ASL Eugenio Porfido ha risposto ai molti interventi, alcuni critici nei confronti dell’ospedale di Portoferraio ancora privo di ascensore e con alcuni reparti falcidiati nel personale.

L’elicottero non può essere la soluzione alla sanità elbana, anche se può risolvere alcune emergenze. Il direttore generale Porfido ha difeso la scelta che ha portato a varare all’ospedale elbano un servizio di anestesia d’urgenza full time, in caso d’intervenire sugli infarti con la Fibrillolisi. A marzo verrà dato il mandato per la costruzione di un secondo ascensore, mentre l’ASL è in causa con la ditta che ha costruito l’attuale, fermo da mesi per problemi strutturali. Porfido ha anche annunciato che due ortopedici verranno presto a dare manforte in un settore attualmente deficitario. Il Campitelli ha posto dei quesiti in riferimento alla situazione dell’acqua che beviamo, che ora è stata resa potabile da filtri, afferma Marco Battaglini, dell’ASL 6 Toscana sud.

L’ex direttore sanitario, il Massimo Scelza ha rivendicato alla sua gestione la definizione di un documento di ricerca sullo stato di salute degli elbani, che potrebbe bene integrarsi a quello ora elaborato dal nuovo Comitato. È calato il sipario su questo interessante lavoro di ricerca, che ha lasciato molte curiosità e stimoli per un successivo lavoro di studio, che probabilmente ne rappresenterà il prossimo sviluppo.